Crescita: essenziale per ridurre il peso del debito pubblico

18 ottobre 2018

Nell’area euro la riduzione debito pubblico in rapporto al Pil è stata avviata un po’ in tutti quei paesi dove aveva raggiunto valori elevati, superiori al 100%, come Belgio Portogallo, Spagna (la Grecia non è considerata perché sottoposta ai vincoli del programma di aiuti finanziari sino a metà del 2018). 

 
 
 
 

Il mutamento della traiettoria è avvenuto dopo il 2013, con l’avvio dell’attuale ciclo espansivo. Nelle nostre previsioni, questa riduzione dovrebbe proseguire ancora nei prossimi anni, seppure lentamente, perché i fattori che la stanno guidando - crescita nominale e bassi tassi di interesse - potrebbero esaurire in parte il loro contributo favorevole.

Quali sono nello specifico gli elementi che guidano la riduzione del debito nei paesi citati?
 

A determinare la variazione del debito su Pil sono infatti: il saldo di bilancio primario in rapporto al Pil; l’impatto negativo dei rendimenti sulle consistenze accumulate di titoli pubblici; l’impatto positivo del denominatore, ossia l’andamento del Pil nominale; l’aggiustamento stock-flussi, che registra le operazioni di natura finanziaria dello Stato, come le privatizzazioni o la valutazione degli stock.   

In Belgio il debito è risultato in calo soprattutto grazie alla crescita nominale, che ha fornito sempre un impulso positivo dal 2010, mentre l’onere del debito si sta stabilizzando intorno ai 2 punti di Pil. 

In Portogallo l’inversione di tendenza del rapporto debito/Pil ha preso il via dopo l’uscita dal programma di aiuti nel 2014 e ci attendiamo prosegua anche nei prossimi anni, grazie al saldo primario mantenuto intorno al 2,6% del Pil in un contesto di buona crescita economica. 

In Spagna la dinamica del debito/Pil ha beneficiato della vigorosa ripresa della crescita nominale dal 2014. A questo effetto positivo si associa anche la continua riduzione dei tassi di interesse di mercato. Per contro, il saldo primario non si rafforza per non deprimere una fase ciclica in consolidamento: la riduzione del debito/Pil rimane quindi nel complesso modesta.  

Per l’Italia l’impulso alla riduzione del debito viene dal mantenimento dell’avanzo primario intorno all’1,8% del Pil nella media degli anni di previsione 2018-2021. Effetto contrastato tuttavia da condizioni sfavorevoli per il costo del debito, il cui impatto negativo vanifica il contributo positivo dell’aumento del Pil. 

A fine 2017 il debito pubblico per cittadino era di 37.380 euro in Italia, rispetto a 39.848, 24.582 e 23.546 euro rispettivamente in Belgio, Spagna e Portogallo.