Turismo, chi vince tra Italia e Francia?

Turismo, chi vince tra Italia e Francia?

27 settembre 2018

Livia Simongini

L’entità dei flussi turistici avvantaggia (di poco) i francesi, che però soffrono di una maggiore concentrazione di presenze nella regione della capitale. Dal database Prometeia-MIO emerge che nel nel nostro Paese la componente estera del turismo pesa più che Oltralpe, mentre il punto debole di molte regioni italiane resta la stagionalità

 

Pizza o quiche lorraine, Costa Smeralda o Costa Azzurra, Uffizi o Louvre? Si potrebbe proseguire a lungo nell’elenco di quelle tipicità che vedono in contrapposizione l’attrattività turistica di Italia e Francia. Ma mettendo da parte gli stereotipi, proviamo a guardare più da vicino le caratteristiche della domanda nei due paesi. Con la visualizzazione di Prometeia-MIO, inoltre, decliniamo l’analisi sui territori, che con la loro potenziale varietà d’offerta, svolgono nel turismo un ruolo cruciale.

 
Turismo, chi vince tra Italia e Francia?
Fonte: Prometeia su dati Istat e Insee.
 

La Francia attrae più turisti? La risposta è sì, ma nel complesso i flussi non sono poi molto differenti. Nel 2017 i pernottamenti turistici in Italia sono stati 421 milioni, rispetto ai 429 della Francia. 

Negli anni più recenti, inoltre, il turismo ha mostrato una dinamica migliore in Italia, che, penalizzata nelle presenze domestiche soprattutto nel biennio 2012-2013, ha poi visto un’ampia ripresa di questa componente che è andata ad accompagnarsi a quella, sempre vivace, dei turisti internazionali. La Francia, pur presentando un andamento positivo, ha mostrato un profilo di crescita più discontinuo: anche a seguito dell’impatto emotivo generato dagli attentati, nel 2016 i flussi turistici hanno subito un calo dell’1,4% a livello nazionale, con il risultato peggiore nell’Île-de-France (-7,3%) e nella regione Provence-Alpes-Côte d'Azur (-5,3%).

 
Turismo, chi vince tra Italia e Francia?
Fonte: Prometeia su dati Istat e Insee.
 

In Italia la gran parte del turismo converge solo su alcune aree? Sicuramente nel nostro paese le presenze tendono a concentrarsi in alcuni poli di attrazione a scapito di territori ancora relativamente poco noti soprattutto alla clientela internazionale. In Francia, tuttavia, la situazione non è molto diversa. 

Prendendo in considerazione le regioni più attrattive, infatti, in Italia il 45% dei pernottamenti si concentra in Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, che occupano, complessivamente il 29% del suolo nazionale, mentre in Francia la medesima quota di turisti si dirige in tre aree (Île-de-France, Auvergne-Rhône-Alpes, Provence-Alpes-Côte d'Azur) che coprono il 21% del territorio nazionale. Una concentrazione ancora maggiore si registra nella sola clientela internazionale orientata per oltre il 30% sull’ Île-de-France.

 
Turismo, chi vince tra Italia e Francia?
Fonte: Prometeia su dati Istat e Insee.
 

Alcune regioni italiane faticano ad attrarre turisti esteri? Sì, ma lo stesso accade per alcune regioni francesi. L’attrattività internazionale è importante per lo sviluppo turistico di un territorio sia per l’ampiezza del mercato potenziale sia perché una polarizzazione sulla clientela domestica espone al rischio di eventuali shock della domanda interna. In Francia i pernottamenti dei turisti esteri sono il 31% del totale, in Italia il 50%. A livello regionale tra le aree d’Oltralpe svetta l’Île-de-France con il 54% mentre all’estremo opposto nei Pays de la Loire la componente internazionale pesa per il 14%. In Italia i divari sono più ampi: si spazia da regioni con un grado di internazionalità superiore al 60% (Lombardia, Lazio, Veneto e Bolzano) a un’incidenza attorno al 10% per Basilicata e Molise.

 
Turismo, chi vince tra Italia e Francia?
Fonte: Prometeia su dati Istat e Insee. Per la mappa della Francia © OpenStreetMap contributors
 

La stagionalità penalizza il turismo in Italia più di quanto accada in Francia? Sì, sulla destagionalizzazione dell’offerta turistica si può fare ancora molto. L’indice di stagionalità, sempre calcolato sulle presenze turistiche [1], segnala in Francia un valore superiore al 50% solo in Corsica, mentre in Italia a collocarsi al di sopra sono Marche, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Emilia Romagna, Sardegna e Calabria.

Nel complesso, quindi, sul turismo Italia e Francia sembrano al momento giocare una sfida sul filo di lana. Negli anni più recenti il Belpaese ha mostrato buone performance e, stando alle informazioni provvisorie, nel 2018 il turismo si confermerebbe in crescita rispetto ai risultati particolarmente brillanti del 2017. Passi avanti si sono fatti nell’attrattività internazionale con la componente estera che, pur restando minoritaria, è aumentata in maniera particolare in molte regioni del Mezzogiorno. Sebbene si tratti di una questione ormai nota, il tallone d’Achille del turismo in molte regioni italiane resta la stagionalità rispetto alla quale è necessario un impegno sistematico e coordinato dei diversi stakeholder coinvolti, dagli operatori turistici alle istituzioni locali e centrali.

 
[1] Rapporto % tra la somma delle presenze nei tre mesi di massima affluenza e il totale annuale. Per omogeneità nei dati è stato calcolato in riferimento alla sola componente alberghiera e non al complesso degli esercizi ricettivi.
 
 
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