Il taglio alla crescita italiana e la forbice Nord-Sud: trame antiche nei nuovi scenari territoriali

Il taglio alla crescita italiana e la forbice Nord-Sud: trame antiche nei nuovi scenari territoriali

28 gennaio 2019

Livia Simongini

La revisione al ribasso della crescita italiana nell’anno in corso si riverbera su tutte le regioni, ma il nuovo scenario di Prometeia-MIO risente anche di importanti modifiche nelle serie storiche territoriali. L’effetto complessivo? Un Centro-Nord più lento e un Mezzogiorno impantanato nelle sue fragilità strutturali

 

Nel 2019 l’economia di tutte le regioni italiane si prospetta più debole rispetto alle stime di alcuni mesi fa. A delineare il nuovo scenario territoriale concorrono vari fattori. In primo luogo le previsioni, che tengono conto delle tendenze registrate negli ultimi anni, incorporano le nuove serie di contabilità regionale  per il periodo 2015-2017.

Sulla base dei nuovi dati la crescita nel biennio 2016-2017 è stata rivista al rialzo per il Centro-Nord, al ribasso per il Mezzogiorno, per quest’ultimo a seguito soprattutto dell’andamento meno favorevole delle costruzioni e dei servizi (in particolare quelli legati alla PA).

 
Il taglio alla crescita italiana e la forbice Nord-Sud: trame antiche nei nuovi scenari territoriali
 

A declinare lo scenario territoriale, però, non c’è solo un effetto statistico. Contribuisce anche il peggioramento delle prospettive di crescita a livello nazionale che innesca reazioni differenziate sul territorio. L’espansione del reddito disponibile, ad esempio, non sarà tale da avviare un’accelerazione dei consumi, perché le famiglie, soprattutto nel Mezzogiorno, tenderanno ad essere caute nelle scelte di spesa.

L’andamento degli investimenti nell’anno in corso sarà debole ovunque, ma al Nord andrà meglio, grazie anche allo stimolo offerto dalla domanda estera. Tutto come da copione, insomma: al deteriorarsi del quadro esogeno (nazionale e internazionale), le regioni del Nord accusano meglio il colpo, il Mezzogiorno resta indietro. Questa tendenza non fa che alimentare i divari territoriali, rischiando di bloccare quei tentativi di ripresa che, ad esempio nell’industria, negli anni più recenti ha coinvolto l’area meridionale.

 
Il taglio alla crescita italiana e la forbice Nord-Sud: trame antiche nei nuovi scenari territoriali
 

In un contesto di rallentamento globale e con vincoli di bilancio stringenti per l’Italia, l’attenuazione dei divari territoriali richiede strategie composite e condivise tra il mondo delle imprese e i diversi livelli di governo, strategie che abbiano, però, un comune denominatore, il rafforzamento degli investimenti. Tra il 2007 e il 2014 gli investimenti pro capite sono diminuiti ovunque, ma il Nord ha perso il 30%, il Mezzogiorno il 40% e il recupero negli anni seguenti è stato più intenso nelle regioni settentrionali, con la conseguenza di allargare ulteriormente la forbice tra le aree.

Vero è che i vincoli di cui si è detto impongono un uso efficiente delle risorse disponibili, ossia la predisposizione di misure mirate, relativamente agevoli da implementare e monitorare. Inoltre, soprattutto, è necessario valutare l’efficacia degli intervertenti in base alla capacità di generare sviluppo in maniera duratura sull’economia del territorio, tralasciando gli effetti di breve periodo.

 
[1] Istat (2018) Conti economici territoriali, 13 dicembre