Imprese italiane, in aumento M&A e legami di gruppo

Imprese italiane, in aumento M&A e legami di gruppo

7 gennaio 2019

Roberta Scannavini

L’analisi dei bilanci aziendali contenuti in MIO conferma un’intensificazione negli ultimi anni delle acquisizioni e dei legami di gruppo fra le imprese. Se nel comparto Energia il fenomeno è legato alle scelte delle grandi imprese, nel Manifatturiero, nella Distribuzione e fra le società legate all’Agricoltura sono state molto attive anche le Pmi. La severa selezione degli operatori marginali e il processo di concentrazione delle imprese in atto stanno contribuendo a rafforzare la capacità competitiva del sistema produttivo italiano

 

Dopo una sorta di stasi nelle fasi più acute della crisi, a partire dal 2013, ma con ancora maggior vivacità dall’anno successivo, le operazioni di M&A in Italia e il ruolo dei legami di gruppo si sono fatti via via più rilevanti. La stessa profondità della recessione ha contribuito a creare i presupposti per questo risultato virtuoso, da un lato, ampliando la platea delle aziende possibili oggetto d’acquisizione (con forti difficoltà finanziarie ma un valente bagaglio competitivo), dall’altro, rendendo sempre più spesso ineludibile un aumento della massa critica delle imprese per poter fronteggiare al meglio mercati più lontani, più complessi, più aggressivi, nuovi. L’intensificarsi dei legami fra imprese e del processo di concentrazione in atto trovano conferma nel progressivo aumento del peso delle Partecipazioni nei bilanci delle aziende produttive italiane e nel crescente numero di operazioni di M&A che le coinvolgono. 

Per una stima dei cambiamenti in atto nel fenomeno dei gruppi a seconda delle dimensioni aziendali e dei settori di attività abbiamo analizzato i bilanci di un ampio campione di Società non finanziarie italiane [1], mettendo a confronto il Fatturato, il totale Attivo come proxy del capitale complessivamente necessario per produrre, e le Partecipazioni come misura approssimativa delle politiche di gruppo [2]. In assenza di cambiamenti nella produttività del capitale e nelle politiche di gruppo (ovvero in assenza acquisti o cessioni significative di Partecipazioni), le tre voci considerate dovrebbero muoversi più o meno alla stessa velocità e mantenere gli stessi rapporti relativi. 

 
Imprese italiane, in aumento M&A e legami di gruppo
Elaborazioni Prometeia sulla banca dati AIDA – Bureau van Dijk
 

Nell’ultimo quinquennio è accaduto qualcosa di diverso (fig. 1): fra il 2012 e il 2017, le Partecipazioni detenute dall'insieme delle Società non finanziarie sono aumentate del doppio rispetto al Fatturato (+18.6% e +9.2% rispettivamente), a segnalare un diffuso aumento dei legami di gruppo nel periodo. Suddividendo il campione a seconda della dimensione aziendale, il rafforzamento dei legami di gruppo sembrerebbe appannaggio esclusivo delle grandi imprese, per le quali l’aumento delle Partecipazioni è stato quasi quadruplo rispetto all'esigua crescita del Fatturato. Ma non è così.

Affinando l’analisi, i comportamenti di grandi imprese e Pmi sono molto differenti a seconda del comparto d’attività. Il forte aumento delle Partecipazioni delle grandi imprese dipende prevalentemente dalle vicende del comparto Energia ed estrattive, i cui dati nell'ultimo quinquennio riflettono le operazioni di riorganizzazione di alcuni grandi gruppi, che si sono tradotte in un ridimensionamento del Fatturato a fronte di un aumento consistente delle Partecipazioni. A seguito di tali operazioni, il peso delle Partecipazioni sull'Attivo per l’insieme di queste aziende è passato dal 16% del 2012 al 21% del 2017 (fig. 2), andando a rafforzarne considerevolmente il posizionamento in testa alla classifica dei comparti per importanza delle Partecipazioni. 

 
Imprese italiane, in aumento M&A e legami di gruppo
Elaborazioni Prometeia sulla banca dati AIDA – Bureau van Dijk
 

Il Manifatturiero si colloca al secondo posto per incidenza delle Partecipazioni sull’Attivo, con una quota dell’11.5%, comunque sopra il dato medio del campione. La forte apertura alla concorrenza del comparto ha favorito il rafforzamento dei legami di gruppo sia per le grandi imprese sia per le Pmi: nell’ultimo quinquennio la crescita cumulata delle Partecipazioni iscritte a bilancio ha superato di 8-9 punti percentuali il concomitante aumento del Fatturato per le imprese manifatturiere di tutte le classi dimensionali. 

Il peso dei legami di gruppo continua comunque a mantenersi estremamente eterogeneo fra i singoli settori manifatturieri (fig. 3). Le Partecipazioni rappresentano una quota molto significativa dell’Attivo soprattutto per i produttori di Elettrodomestici, Automotive, Prodotti per le costruzioni, Farmaceutica ed Elettrotecnica, con quote che vanno dal 27% degli Elettrodomestici al 15% dell’Elettrotecnica. Nella maggior parte dei settori (14 su 18) il peso delle Partecipazioni risulta in aumento nell’ultimo quinquennio, con le variazioni più significative per le aziende di Elettrotecnica, Farmaceutica, Meccanica e Intermedi chimici.

 
Imprese italiane, in aumento M&A e legami di gruppo
Elaborazioni Prometeia sulla banca dati AIDA – Bureau van Dijk
 

Come per il Manifatturiero, negli anni più recenti anche nella Distribuzione e fra le società legate all’Agricoltura l’intensificazione dei legami di gruppo ha riguardato tutte le classi dimensionali, nonostante il peso delle Partecipazioni sull’Attivo nel 2017 si limiti rispettivamente al 7% e al 4%. Il vivace aumento delle Partecipazioni sembra segnalare la necessità di fronteggiare una concorrenza particolarmente agguerrita all’interno del comparto per la Distribuzione, e più probabilmente la necessità di aumentare la propria forza contrattuale a fronte dei settori di trasformazione a valle e della Distribuzione nel caso dell’Agricoltura. 

Infine, per le imprese di Servizi, Costruzioni e Trasporti il ruolo delle politiche di gruppo resta limitato, con un peso delle Partecipazioni sull’Attivo compreso fra l’8% e il 4% nel 2017. In un contesto produttivo molto frammentato e poco aperto alla concorrenza, la quota delle Partecipazioni sull’Attivo si è mossa in controtendenza rispetto al resto dei comparti produttivi: si è mantenuta stabile rispetto al 2012 per l’insieme dei fornitori di Servizi e risulta addirittura in calo per le imprese di Costruzioni e Trasporti.

 
 
[1] L’analisi si basa su un campione di bilanci non consolidati riferito a oltre 120 mila Società di capitale non finanziarie con sede in Italia. Le imprese sono classificate per settore in base all’attività prevalente, e per dimensione in base al fatturato realizzato nel 2016, suddividendole in grandi imprese (fatturato superiore ai 50 milioni di euro) e Pmi (fatturato da 2 a 50 milioni di euro). Elaborazioni sulla banca dati ASI di Prometeia e sulla banca dati AIDA di Bureau van Dijk.
[2] Dall’analisi sono state escluse le holding finanziarie, che svolgono meramente un’attività di controllo su altre imprese, ma nessuna attività di tipo produttivo. Il valore delle Partecipazioni analizzato in questa sede riguarda quindi le sole Partecipazioni detenute da imprese che, oltre a esercitare un’influenza diretta o indiretta su altre imprese, svolgono anche un’attività di produzione.
 
 
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