Fuori dal mercato: le motivazioni di chi non cerca lavoro

1 ottobre 2019

Livia Simongini

Per effetto dell’aumentata partecipazione nelle classi di età più anziane e di una maggiore fiducia nella possibilità di trovare un’occupazione, diminuisce in Italia il numero di chi si tiene ai margini del mercato del lavoro. A offuscare il quadro concorrono però l’incremento degli inattivi per motivi familiari (donne per il 95%) e il persistere dei divari territoriali, come mostrato dai dati di Prometeia MIO

 

Non sono occupati e neppure cercano da lavorare, questa la definizione degli inattivi che in Italia sono 13 milioni nella classe d’età 15-64 anni, circa un terzo della popolazione di riferimento. Il loro andamento offre un’indicazione utile a valutare il buon funzionamento del mercato del lavoro. Ad esempio un calo della disoccupazione riconducibile non al fatto di trovare un’occupazione, ma alla scelta di abbandonare la ricerca potrebbe suggerire un potenziale di capitale umano inespresso. 

Considerando l’ultimo quinquennio, gli inattivi sono diminuiti in maniera pressoché continua e omogenea in tutte le ripartizioni italiane a partire dal 2014, ma se si vanno a guardare i motivi dell’inattività il quadro è più variegato.

A trainare la flessione contribuisce soprattutto l’effetto delle riforme pensionistiche che ha incrementato la partecipazione al mercato del lavoro degli individui con più di 55 anni. 

 
Fig. 1 – Gli inattivi in Italia per motivo dell'inattività - n.individui in migliaia, anno 2018
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat
 

Gli inattivi per motivi di studio e formazione professionale, costituiti per l’85% da giovani tra i 15 e i 24 anni, nel periodo 2013-2018 sono aumentati, segnale di una maggiore permanenza nei percorsi formativi. Tale incremento, tuttavia, si registra solo al Centro-Nord, non nel Mezzogiorno.

L’ultimo triennio ha visto un aumento degli inattivi per motivi familiari, il 95% dei quali sono donne. Al Mezzogiorno, di nuovo, le maggiori criticità: le donne che non lavorano e non cercano un’occupazione per motivi familiari sono il 18% della popolazione, rispetto al 10-11% del Centro-Nord.

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat
 

Gli scoraggiati, ossia coloro che non cercano lavoro perché sono convinti di non trovarlo, hanno visto un calo a partire dal 2015, con la riduzione più modesta nell’area meridionale e più consistente nel Nord Est, dove nel 2018 rappresentano appena l’1,1% della popolazione.

 
 
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