Formazione continua, un driver per la competitività delle imprese

18 aprile 2019

I fabbisogni di competenze stanno evolvendo rapidamente a seguito dei profondi cambiamenti dovuti alla digitalizzazione e alla globalizzazione. 

Uno studio dell’Ocse [1] di recente pubblicazione afferma che "l’Italia è più esposta degli altri paesi maggiormente industrializzati ai cambiamenti del lavoro, in particolare i lavoratori italiani sono più vulnerabili rispetto all’automatizzazione" [2] e che "la formazione continua deve, pertanto, diventare una priorità per l’Italia".

 
 
 
 
 
 

L’Italia è sotto la media dell’Unione Europea quanto a partecipazione alla formazione continua e pur mostrando un trend di miglioramento, resta comunque distante dal gruppo dei paesi più virtuosi del Nord Europa e di alcuni del Centro Europa. 

In particolare emerge il distacco con i livelli di fruizione nei paesi virtuosi da parte degli adulti in cerca di occupazione: in Svezia il tasso di partecipazione ad attività formative per questo gruppo arriva al 45.9% contro il 4.9% italiano. 

 
 
[1] Adult Learning in Italy: what role for Training Funds? (11 marzo 2019)
[2] Secondo l’Ocse "con l’introduzione delle nuove tecnologie digitali, se il 15.2% dei posti di lavoro potrebbe essere completamente automatizzato, un altro 35.5% verrà profondamente trasformato rispetto alle mansioni che i lavoratori vi svolgeranno. In questo contesto, per mantenere il posto di lavoro o trovarne di nuovi, gli adulti in Italia avranno bisogno di aggiornare le proprie competenze durante tutto l’arco della vita lavorativa".