L’ecobonus non è per tutti

L’ecobonus non è per tutti

27 febbraio 2019

Claudia Sensi, Livia Simongini

La scelta dell’auto elettrica è condizionata da fattori reddituali, di sensibilità ambientale e dalla presenza di infrastrutture adeguate. Prometeia ritiene quindi che il bonus stanziato dal Governo per l’acquisto di auto “ecologiche” sarà utilizzato nei territori che già hanno una vocazione “green” e in grande misura da noleggiatori e concessionari auto, per ampliare le flotte di vetture ibride e elettriche

 

Dal 1 marzo 2019 entrano in vigore le nuove norme previste dalla Legge di Bilancio volte a incentivare la diffusione di auto a basso impatto ambientale. È stata prevista un’imposta (il cosiddetto “malus”) da applicarsi alle nuove vetture immatricolate con emissioni superiori ai 160 g/Km di CO2 (circa il 6% del totale sulle vendite 2018) e, in parallelo, un incentivo (il “bonus”) a favore degli acquisti di auto con emissioni inferiori ai 70 g/km (che va dai 1,500 ai 6,000 euro di riduzione del costo d’acquisto, a seconda della CO2 emessa dalla vettura). 

I limiti di emissione previsti dall’ecoincentivo sono rispettati solo dalle elettriche e ibride. Tra queste ultime non tutte rientrano nei limiti: secondo valutazioni della rivista Quattroruote sono 18 i modelli di ibride plug-in sul mercato che ricadrebbero nei parametri, tra i quali è incluso anche l’avere un costo inferiore ai 50.000 euro Iva esclusa. Le somme stanziate quindi, pari a 60 milioni di euro nel 2019 (e 70 milioni l’anno per il 2020 e il 2021), andranno a beneficio degli acquisti di auto (elettriche e ibride) che nel 2018 hanno rappresentato il 5% circa del mercato, pari a 90 mila unità (lo 0.3% le sole elettriche, 5 mila unità). Ipotizzando un incentivo medio di 3.000 euro, la copertura del fondo (a esaurimento) verrebbe raggiunta con 20 mila vetture, quindi non si andrebbe a coprire la domanda già realizzatasi su questi segmenti nel corso del 2018.  

Ma dove sono state vendute le auto ecologiche lo scorso anno? I dati relativi alle immatricolazioni provinciali nel 2018, di fonte Unrae, evidenziano per il canale dei privati un deciso sbilanciamento a favore delle province del Nord rispetto a quelle del Mezzogiorno. Con un peso di ibride ed elettriche di oltre il 9% sul totale delle vetture immatricolate, Aosta, Vicenza, Bologna, Varese e Milano si collocano in testa alla graduatoria, mentre all’estremo opposto l’incidenza non arriva all’1.5% ad Agrigento, Lecce ed Enna. Pur confermandosi una prevalenza al Nord, il quadro territoriale delle immatricolazioni alle persone giuridiche è più sfumato, in quanto condizionato anche dalla diversa fiscalità (IPT) provinciale. 

 
Complessità provinciale e sviluppo economico in Italia
 

Tra i fattori che concorrono a spiegare lo squilibrio Nord-Sud c’è senza dubbio la maggiore disponibilità di spesa delle famiglie settentrionali, specialmente trattandosi di vetture caratterizzate da un costo significativamente superiore a quello delle altre motorizzazioni. Ciò si combina con una maggiore sensibilità ai temi ambientali delle autorità locali (in considerazione delle procedure europee di infrazione per il superamento delle soglie d’inquinamento nel bacino padano) che si sono concretizzate in blocchi al traffico posti alle vetture inquinanti e, in alcuni casi, in incentivi alla diffusione di veicoli ecologici.

Anche la dotazione di infrastrutture di ricarica incide sulla distribuzione territoriale della domanda di vetture ecologiche. Sulla base di un’indagine di Istat sui capoluoghi di provincia e relativa al 2017, il Nord Ovest dispone di 2.7 colonnine di ricarica per auto elettriche ogni 10 chilometri quadrati, mentre al Mezzogiorno il dato si attesta sullo 0.2; tra le grandi città il primato spetta a Milano (21.9 colonnine ogni 10 chilometri quadrati), mentre la maglia nera va a Messina, priva di infrastrutture di ricarica. Dalle informazioni preliminari relative al 2018 emerge che l’installazione di nuovi punti di ricarica in tutta Italia non è ancora tale da colmare i divari Nord-Sud.

 
Complessità provinciale e sviluppo economico in Italia
 

Un ultimo punto riguarda chi fruirà del bonus tra clientela privata e business: nel 2018 il 68% delle vetture elettriche e ibride sono state immatricolate da privati. Se isoliamo però le elettriche pure, caratterizzate da un costo maggiore a da limiti di utilizzo sulle percorrenze lunghe e al di fuori dei centri urbani, la percentuale di acquisti effettuati da privati scende al 19%. Crediamo che tali percentuali saranno sensibilmente modificate a vantaggio delle persone giuridiche (in particolare noleggiatori e concessionari), che approfitteranno dell’incentivo per arricchire le proprie flotte di vetture ecologiche, andando velocemente a saturare i fondi stanziati dal Governo. I dati negativi delle immatricolazioni di inizio anno confermano l’indicazione di un mercato in attesa della partenza della manovra, su cui ancora, a pochi giorni dal via, sono presenti incertezze sulle modalità attuative. 

In conclusione, dall’analisi del contesto del mercato Prometeia ritiene che gli incentivi porteranno a una spinta alla diffusione delle vetture ecologiche, che andranno in sostituzione delle auto tradizionali, soprattutto diesel, gravate da blocchi alla circolazione e in alcuni casi dall’imposizione della nuova imposta di “malus”. Inoltre, poiché fattori strutturali e ambientali condizionano la distribuzione territoriale degli acquisti di auto green, Prometeia conferma, almeno nel breve periodo, una domanda più concentrata al Nord. 

 
 
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