Una scorecard per individuare i settori azionari più appetibili

Una scorecard per individuare i settori azionari più appetibili

27 febbraio 2019

Francesco Amoroso, Ugo Speculato

Il rallentamento della crescita dell’economia mondiale e l’elevato livello di incertezza richiedono una esposizione più selettiva verso settori con maggiori potenzialità di guadagno. Prometeia ha quindi sviluppato uno strumento in grado di fornire una valutazione sintetica degli indici azionari settoriali in base a diversi indicatori

 

Dalla metà del 2018 stiamo assistendo a una fase di transizione verso una crescita economica globale a tassi più moderati rispetto a quelli che hanno caratterizzato il 2017 e la prima parte dello scorso anno. Gli analisti avevano ampiamente preannunciato l’inizio di una fase di rallentamento, ma il peggioramento della congiuntura degli ultimi mesi ha aumentato il rischio di una frenata più marcata, in particolare per gli effetti sul commercio estero del protezionismo. I paesi dell’Eurozona sembrano risentire più degli altri del rallentamento della domanda estera, con risultati che si sommano a quelli di fattori transitori, ma anche gli USA vedranno una riduzione dell’effetto delle politiche di bilancio espansive, senza tuttavia entrare in una fase di recessione. Di conseguenza, molti analisti stanno già rivedendo al ribasso i tassi di crescita degli utili societari, ancora positivi ma in forte rallentamento nel 2019. In generale, la fase di transizione sarà caratterizzata da maggiori rischi, legati al rafforzarsi delle spinte protezionistiche nonché alla politica.

Questo nuovo contesto implicherà un'esposizione più selettiva verso settori “sottovalutati”, con minor indebitamento e più al riparo dai rischi geopolitici. Ci lasciamo infatti alle spalle anni di significativi guadagni per i titoli dei settori ciclici che hanno fortemente sovra-performato quelli difensivi: +18% in Europa e +27% negli USA negli ultimi due anni (Fig. 1) [1].

 
Una scorecard per individuare i settori azionari più appetibili
 

Per poter meglio analizzare l’allocazione settoriale in chiave prospettica abbiamo sviluppato una scorecard [2] che è in grado di fornire una valutazione sintetica degli indici azionari settoriali in base a diversi indicatori, tra cui i multipli di borsa, le revisioni delle attese sugli utili e indicatori di momentum. La scorecard è uno strumento di immediata lettura e attraverso l’aggregazione delle diverse indicazioni permette di ottenere un ranking tra i settori, segnalando quelli più “cheap” sulla base della performance passata e quindi con migliori prospettive di crescita relativa delle quotazioni nel breve termine (Fig. 2) [3].

 
Una scorecard per individuare i settori azionari più appetibili
 

In coerenza con la fase di maggiore incertezza sulle prospettive macroeconomiche, la scorecard non evidenzia segnali omogenei tra i settori difensivi e ciclici. Tra i settori con migliori prospettive ci sono infatti anche quelli appartenenti ai ciclici (basic materials e financials) poiché emergono segnali di sottovalutazione dai multipli di borsa (su livelli storicamente contenuti) e, come emerge dall’indicatore di momentum, i prezzi probabilmente hanno già incorporato in parte la revisione al ribasso degli utili societari per il 2019, in linea con le attese di rallentamento dell’economia ma non di recessione.

La debole performance delle quotazioni dei titoli bancari nel 2018, soprattutto in Europa, ha portato a una maggiore appetibilità del settore finanziario. Anche se sullo sfondo restano le incertezze politiche, legate agli sviluppi delle elezioni europee e di Brexit, il settore potrebbe beneficiare degli effetti del nuovo pacchetto di regolamentazione bancaria e della possibilità di nuovi fondi BCE a più lungo termine (che eviterebbero il rialzo del costo della raccolta per la scadenza delle TLTRO II), fattori che hanno contribuito alla risalita dei prezzi all’inizio dell’anno.

I titoli legati ai settori energetici, industriali e tecnologici sono invece in coda nel ranking della scorecard. Per quanto riguarda i settori oil&gas e industrials, i multipli di borsa evidenziano una situazione in media più orientata alla sopravvalutazione e i prezzi sono in una fase di calo per effetto della revisione al ribasso degli utili attesi. La debolezza della domanda dovrebbe infatti limitare le prospettive di rialzo del prezzo del petrolio, nonostante il recente rimbalzo rispetto ai minimi raggiunti alla fine dello scorso anno, mentre il permanere di tensioni commerciali sta penalizzando le prospettive di redditività del comparto industriale. Il settore tecnologico è quello che in assoluto ha corso di più negli ultimi anni come è ben evidenziato dai livelli raggiunti dai multipli di borsa, con prezzi in fase di riduzione rispetto ai massimi raggiunti.

 
 
[1] Settori ciclici: materie di base, industriali, servizi di consumo, finanziari, tecnologici. Settori difensivi: energia, servizi di pubblica utilità, sanità, consumi discrezionali, telecomunicazioni.
[2] La scorecard deve essere intesa come uno strumento fonte di informazione e non può, in nessun caso, essere considerata un'offerta o una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di prodotti finanziari.
[3] La scorecard è costruita aggregando 6 indicatori sia tecnici sia fondamentali: prezzo/utili, dividend yield, prezzo/flussi di cassa, prezzo/valore contabile, price momentum (a diversi orizzonti), revisioni degli utili attesi a 12 mesi. Per ogni indicatore viene calcolato uno z-score e poi assegnato un punteggio in base al quartile della propria serie storica; successivamente vengono aggregati con una media dei punteggi di ogni indicatore per i singoli settori.
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