Prospettive economiche in peggioramento e IFRS9: quale impatto sugli accantonamenti?

Prospettive economiche in peggioramento e IFRS9: quale impatto sugli accantonamenti?

31 luglio 2019

Alessandra Bettocchi, Roberto Goracci, Elisa Quinto

In un contesto economico che mostra segnali di affaticamento e con stime di crescita riviste al ribasso per i Paesi dell’area euro (e non solo), le banche devono fare subito i conti con gli effetti sugli accantonamenti, prima ancora che il peggioramento del ciclo possa effettivamente tradursi in una minore capacità di rimborso dei debitori. Il principio contabile IFRS9 in vigore dal 2018, infatti, ha introdotto il concetto di “expected loss lifetime”, inserendo un collegamento tra lo scenario macroeconomico atteso e le rettifiche di valore sui crediti. Secondo le stime Prometeia e le prime evidenze di bilancio, gli impatti sugli accantonamenti delle banche europee – dovuti alla revisione al ribasso della crescita – non sono trascurabili, specie per il comparto bancario italiano

 

La crisi finanziaria ha rivoluzionato il quadro regolamentare per le banche: negli ultimi anni sono state introdotte norme più restrittive per il calcolo dei ratio patrimoniali (Basilea 3), inseriti requisiti di leva e di liquidità di breve e medio termine (LCR e NSFR), previste norme specifiche sulla composizione del passivo (MREL), la gestione di alcuni rischi di mercato (IRRBB, FRTB), la struttura delle commissioni (MIFID2), oltre che sul livello di trasparenza e accessibilità dei dati della clientela (PSD2). 

A tutte queste norme si aggiungono poi le recenti richieste di calendarizzare le rettifiche sui crediti, avanzate da Bce e Commissione Europea (“calendar provisioning”). Queste ultime arrivano mentre è ancora elevata l’attenzione sul tema della qualità degli attivi, su cui incide anche il principio contabile IFRS9, in vigore dal 1 gennaio 2018. In tema di accantonamenti richiesti (impairment), le principali novità introdotte dal nuovo regime contabile sono:

 
  • passaggio da un calcolo delle rettifiche basato sulle perdite sostenute (incurred loss), ovvero collegato alla storia dei recuperi sperimentati da ciascuna banca, a uno basato sulle perdite attese (expected loss), stimate sulla base dello scenario macroeconomico;
  • suddivisione dei crediti “in bonis” in due stage, di cui uno, con rischio più elevato (stage 2), comprendente i crediti che hanno registrato un significativo incremento del rischio dal momento dell’erogazione;
  • una modalità di calcolo delle rettifiche che prevede che, per i crediti in stage 2 e stage 3 (crediti deteriorati), la stima degli accantonamenti tenga conto dell’intera vita residua del finanziamento (rispetto a un solo anno per lo stage 1), con l’utilizzo dei parametri di rischio PD (Probabilità di Default) e LGD (Loss Given Default) in versione, appunto, “lifetime”.
 

È attraverso i parametri “lifetime” che il principio contabile collega gli accantonamenti alle prospettive macro, introducendo così elementi di pro-ciclicità. Da qui la domanda: in una fase in cui le previsioni di crescita economica sono riviste al ribasso, quali sono gli impatti potenziali sugli accantonamenti delle banche europee? Abbiamo quindi stimato l’impatto sui parametri di rischio PD e LGD della revisione degli scenari macroeconomici di Prometeia avvenuta nell’ultimo anno. Sono stati costruiti quindi modelli econometrici che mettono PD e LGD in relazione con alcune principali variabili dello scenario macroeconomico (Pil e tasso di disoccupazione su tutte). L’analisi combina dati provenienti da diverse fonti: EBA, singoli bilanci bancari, Eurostat.

Secondo i modelli, la revisione delle previsioni macro ha comportato in Italia un aumento medio della PD dell’11%, in contrasto con quello degli altri paesi europei, molto più contenuto. La differenza riflette sia una più marcata revisione al ribasso della crescita economica per l’Italia (diminuzione seconda solo a quella della Germania) che un tasso di crescita del Pil già molto debole anche prima della revisione.

Se l’economia italiana dovesse peggiorare ulteriormente – cioè non si dovesse verificare lo scenario centrale previsto da Prometeia ma uno di quelli meno probabili (scenario worst o worst estremo) – l’aumento della PD media del 2019-21 sarebbe ben più spiccato, finanche il 30%.

 
 

Per quanto riguarda le perdite attese dalle banche italiane (LGD), invece, certamente vanno considerati poi anche altri fattori, più strutturali, come i tempi più lunghi della giustizia civile, che riducono i tassi di recupero delle garanzie.

L’impatto collegato al peggioramento degli scenari, come si può intuire, è più forte per gli accantonamenti sui crediti deteriorati di stage 3 e su quelli in bonis di stage 2, che comportano come detto l’utilizzo di PD e LGD “lifetime”. Anche in questo caso il sistema bancario in Italia è più penalizzato rispetto agli altri paesi in esame: secondo gli ultimi dati EBA (1Q 2019), le esposizioni in stage 2 e 3 rappresentano oltre il 18% del totale, valore tra i più elevati in Europa, circa il doppio rispetto a Spagna e Francia e oltre il doppio della Germania. La distribuzione per categoria del credito è il risultato, in gran parte, della maggiore debolezza della struttura finanziaria delle imprese italiane (misurata come indebitamento su EBITDA) rispetto a quella media del gruppo di confronto, che le rende meno “resilienti”. 

Considerando quindi la maggiore reattività delle PD al deterioramento del contesto macroeconomico (anche a causa di una più fragile struttura finanziaria delle imprese), LGD strutturalmente elevate (anche per i tempi più lunghi della giustizia) e la maggiore esposizione verso crediti stage 2 e stage 3, ecco spiegato perché nel 2019 le banche italiane dovrebbero risentire più che altrove di un aumento delle rettifiche su crediti per effetto delle revisioni di crescita [1], come già emerso dai conti del primo trimestre di alcuni istituti.

 
 
[1] L’impatto è stato stimato a parità di esposizioni e composizione in stage registrata al 31/12/2018 ed è quindi legato solo all’effetto revisione dei parametri di rischio (PD e LGD prospettici) in funzione delle revisioni delle prospettive di crescita economica. Abbiamo ipotizzato per tutti i sistemi bancari una duration dei crediti pari a 3 anni.

Gli scenari menzionati sono generati nell’Economic Scenario Service, il servizio Prometeia a supporto del top management delle banche.


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