Bce, TLTRO al terzo round. Ma quelle precedenti hanno funzionato?

Bce, TLTRO al terzo round. Ma le precedenti hanno funzionato?

28 marzo 2019

Salvatore Perdichizzi, Lorenzo Prosperi

La BCE ha annunciato una nuova serie di aste TLTRO. Dalle analisi Prometeia emerge che le TLTRO2 hanno effettivamente favorito l’erogazione del credito e aumentato il margine di interesse delle banche europee

 

Il Presidente della Bce Mario Draghi ha annunciato la terza serie di aste TLTRO, una ogni tre mesi da settembre 2019 a marzo 2021. Già le due precedenti aste “targeted” si erano poste l’obiettivo di sussidiare i prestiti, risultando ampiamente utilizzate dal sistema bancario europeo. Nel caso delle TLTRO2, ad esempio, le banche europee hanno richiesto un totale di 739 miliardi di euro tra il 2016 e il primo trimestre del 2017 (il 49% del potenziale erogabile). A oggi non sono stati rimborsati circa 724 miliardi di euro: di questi il 56% del totale è detenuto dalle banche italiane e spagnole (figura 1).

 
Bce, TLTRO al terzo round. Ma le precedenti hanno funzionato?
Figura 1: elaborazioni Prometeia su dati BCE
 

Rispetto alle due precedenti edizioni, i fondi erogati con la nuova serie di aste avranno una scadenza di due anni, anziché quattro, e un tasso indicizzato a quello delle operazioni di rifinanziamento principale.  Sono attesi ulteriori dettagli che potrebbero indicare, come per le TLTRO2, la possibilità di ripagare il finanziamento a tassi inferiori in funzione della crescita del credito [2].  

Ma qual è stato l’effetto del TLTRO2 su credito e margine di interesse? 

A questo scopo abbiamo costruito un database con i “take up” di TLTRO2 dichiarati dalle banche italiane, spagnole e greche. La figura 2 mostra la variazione cumulata del credito (dal primo trimestre 2016 al quarto trimestre 2017) delle banche che hanno dichiarato di aver preso TLTRO2 rispetto a quella del sistema bancario del loro Paese [3]. Questa prima semplice evidenza è in linea con le aspettative della Bce.

 
Bce, TLTRO al terzo round. Ma le precedenti hanno funzionato?
Figura 2: elaborazioni Prometeia su dati SNL Financial, Bloomberg e BCE
 

Le banche greche, spagnole e italiane che hanno usufruito delle TLTRO2 evidenziano una crescita maggiore (o una riduzione inferiore) del credito. In particolare, per l’Italia la variazione del credito erogato è stata positiva (+3.8%) mentre per le banche greche e spagnole la variazione è stata negativa (-9.2% ed -1.7%), ma di intensità minore rispetto al sistema bancario nel suo complesso (-10.7 ed -2.6%). 

Attraverso un’analisi di regressione panel con effetti fissi [4], dove la variabile dipendente è la crescita dei prestiti alla clientela, abbiamo poi verificato se esiste una relazione significativa tra la crescita del credito al trimestre t e l’ammontare di TLTRO2 al tempo t-1 (normalizzato per il totale attivo), controllando per altre caratteristiche delle banche.

 
Bce, TLTRO al terzo round. Ma le precedenti hanno funzionato?
 

Ebbene, è emersa una relazione positiva e statisticamente significativa tra la variazione del credito e l’ammontare di fondi TLTRO2. È possibile dunque sostenere che le banche che hanno beneficiato dei finanziamenti di lungo termine della Bce abbiano dato un impulso positivo al credito e, per via indiretta, all’economia reale. Abbiamo inoltre verificato se le banche che hanno ottenuto un ammontare maggiore di fondi li abbiano utilizzati per finanziare l’acquisto di titoli anziché erogare effettivamente maggiore credito. La nostra analisi segnala che non vi è stato cambiamento della composizione dell’attivo tra crediti e titoli dovuto all’ammontare di TLTRO2 ottenuto. Tuttavia, le banche più grandi sembrano aver favorito una maggiore ricomposizione dell’attivo verso i titoli, probabilmente in reazione alle pressioni regolamentari per un derisking. 

Infine abbiamo verificato se esiste una relazione tra il margine di interesse e l’ammontare di TLTRO2 [5]. È molto probabile che l’effetto sulla redditività si verifichi con ritardo rispetto al momento dell’erogazione dei fondi. Per questo abbiamo stimato la relazione tra il margine di interesse dell’anno successivo a quello dell’ottenimento di fondi TLTRO2. L’evidenza empirica mostra una relazione positiva e statisticamente significativa. In questo caso c’è una relazione positiva e statisticamente significativa anche tra il margine di interesse e la dimensione della banca. Le banche più grandi evidenziano una reazione del margine di interesse più elevata delle banche più piccole. Infine, troviamo una relazione negativa e statisticamente significativa tra la variazione del margine di interesse e il capitale regolamentare (TIER1 ratio): significa che le banche più capitalizzate hanno avuto una redditività (il margine di interesse) inferiore.

Questi risultati sembrano confermare che le banche che hanno usufruito di maggiore liquidità di lungo termine dalla Bce hanno contribuito alla crescita del credito e hanno anche migliorato il margine di interesse. Effetti che ci attendiamo possano emergere anche con le nuove aste, nel caso in cui vengano disegnate con caratteristiche simili a quelle già in essere.

 
 
[1] La serie storica utilizzata per il calcolo del potenziale dei “take up” risente delle cessioni di crediti cartolarizzati. I volumi dei crediti sono aggiornati a gennaio 2019 (gli stock definiti eleggibili dalla Bce dovranno essere calcolati sullo stock di febbraio 2019).
[2] Gli obiettivi delle TLTRO2 erano due: per le banche che avevano prestiti netti eleggibili nei 12 mesi precedenti il 31 gennaio 2016, il tasso di interesse di riferimento (fino a gennaio 2018) è pari al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale (ad oggi 0%). Inoltre, se il credito netto della banca è sufficientemente elevato (entro la fine di gennaio 2018 è almeno del 2,5% superiore al credito al 31 gennaio 2015), l'interesse applicato all'intera operazione scende al tasso di deposito presso la Bce (che è stato negativo per tutto il periodo della TLTRO2 e ancora oggi si attesta a -0.4%).
[3]   I dati di sistema sono i crediti al lordo delle sofferenze verso “Settori diversi dalla banca centrale, istituzioni di credito e pubblica amministrazione” al netto dei fondi rettificativi, da segnalazione Bce, dati dei gruppi consolidati.
[4] Stima del modello con effetti fissi temporali e individuali (singola banca). L’indagine è stata svolta su un campione di 25 banche europee che hanno dichiarato i “take up” di TLTRO2 (di cui 13 italiane, 9 spagnole e 3 greche). L’arco temporale dell’analisi è dal 2016q1-2018q1.
[5] Nel margine di interesse è contabilizzato il beneficio sul tasso di interesse (-0.4%) applicato alle aste TLTRO2 per le banche che hanno raggiunto il target minimo di crescita del credito, in questo caso, tutte le banche del campione hanno contabilizzato il beneficio tra fine 2017 e il primo trimestre 2018.
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