Settori Top dell'industria, chi vince la sfida della crescita nel triennio 2019-2021

Settori Top, chi vince la sfida della crescita nel triennio 2019-2021

18 giugno 2019

Claudia Sensi

Per i comparti legati all’e-commerce, all’automazione industriale, all’ICT e al turismo crescite doppie rispetto alla media, ma rimane la fragilità legata al fattore dimensionale

 

La ripresa passa per un click. Dall’Analisi dei Microsettori* di Prometeia, appena aggiornata, la rete e la tecnologia rappresentano l’occasione di rottura rispetto a uno scenario industriale altrimenti orientato alla prudenza. Il 2019-2021 sarà infatti caratterizzato da una crescita economica moderata sul mercato interno, in un clima in cui regna l’incertezza. Un contesto complesso, che porta a una generale revisione al ribasso della crescita attesa nel triennio per la produzione delle imprese italiane**, che è stimata posizionarsi attorno al 2% m.a. per la media dei microsettori. 

Tuttavia se la maggior parte dei settori affronteranno il triennio con il freno tirato, vincolati da un ciclo degli investimenti in rallentamento e dalla crescita moderata del commercio mondiale, alcuni comparti potranno consolidare un buon ritmo di sviluppo: Prometeia individua 7 settori che mostreranno tassi di crescita più che doppi rispetto al dato medio (fig.1).

 
Fig. 1 – I sette settori top per crescita della produzione a valore – var. % m.a. 2019-’21 a prezzi correnti e driver di sviluppo 
 

I settori top potranno trovare la via dello sviluppo non solo attraverso il lancio di nuovi prodotti o la valorizzazione di nuove tecnologie, ma anche rafforzando la presenza di nuovi mercati. Per quanto anche i magnifici 7 non saranno immuni dai rischi dello scenario è utile approfondire i risultati settoriali, affiancando alle previsioni di crescita anche indicatori più strutturali che ne rappresentano punti di forza o aree di rischio (fig. 2).

In particolare, il livello del Roi nel 2021 è utilizzato come indicatore della redditività, l’incidenza sul totale settoriale degli operatori con fatturato superiore ai 50 milioni di euro misura la presenza di grandi player e la percentuale di regioni che hanno un indice di specializzazione settoriale medio o alto indica la diffusione territoriale. Questi parametri microsettoriali vengono raffrontati ai valori medi calcolati sui 189 settori e se ne esprime un giudizio in termini di livello (basso, medio o alto).  

 
I settori top: punti di forza e aree di rischio - livello degli indicatori rispetto alla media microsettoriale 
 

Vendite per corrispondenza e via internet

Al top per crescita di fatturato si posiziona il settore delle Vendite per corrispondenza e via internet, che continuerà a beneficiare dello sviluppo del commercio online grazie a una sempre maggiore penetrazione sui mercati di consumo già presidiati (abbigliamento, editoria, elettronica, per citarne alcuni) e a un allargamento sempre più evidente del proprio catalogo (alimentare, arredamento, ricambi auto e moto ad esempio).

Dalla disamina degli indicatori strutturali del microsettore emerge però qualche elemento di fragilità: la forte competizione presente nel settore porta infatti a tensioni sui margini, diffusa anche ad alcuni grandi player (la redditività media della gestione operativa risulta negativa). Il tema della dimensione d’impresa, inoltre, penalizza gli operatori nazionali delle vendite online, che faticano a competere sui mercati globali, e li assoggetta ai rischi provenienti dal crescente presidio, anche in Italia, dei grandi player esteri.

 

Corrieri espressi

Un contesto simile per crescita è quello in cui si iscrive il settore dei Corrieri espressi, che trova lo sviluppo dei livelli di attività proprio nelle consegne legate al commercio online: un’ulteriore crescita del business viene dalla recente diffusione alla grande distribuzione organizzata dell’e-commerce. Con il settore delle Vendite via internet condivide anche la bassa redditività (ma in questo caso il Roi medio è positivo). Il comparto è ormai presidiato da grandi player internazionali, con i piccoli operatori che sono stati spiazzati dalla loro aggressiva competizione, e concentrato sul territorio in presenza dei grandi poli logistici (la Lombardia è la regione a maggior specializzazione). 

 

Dall'ICT agli Strumenti di misurazione e orologi

Gli investimenti delle imprese nelle tecnologie ICT, in particolare la gestione di banche dati sempre più complesse come asset strategico per gli operatori, traineranno lo sviluppo del microsettore Servizi informatici. Si tratta di un comparto caratterizzato da una presenza di grandi imprese inferiore alla media ma che può comunque contare su una buona redditività. 

Le nuove tecnologie traineranno lo sviluppo del microsettore Strumenti di misurazione e orologi, che al suo interno include le imprese che si occupano di sensoristica per l’automazione industriale e ha beneficiato degli stimoli impressi da Industria 4.0. Le imprese con fatturato maggiore di 50 milioni di euro rappresentano circa il 50% della produzione settoriale, un’incidenza di poco superiore alla media. Il microsettore ha anche una presenza diffusa sul territorio italiano quindi della crescita beneficeranno più territori (da rilevare la despecializzazione delle regioni del Sud e Isole). 

 

Organi di trasmissione

Il driver dell’automazione dei processi industriali guiderà lo sviluppo del microsettore degli Organi di trasmissione, che tra le applicazioni ha anche il settore energetico, eolico in particolare. Il comparto, concentrato territorialmente nelle regioni del Nord-Est e nel Piemonte, beneficia anche di una buona redditività e di un’elevata presenza di grandi player. L’Italia inoltre è il quinto esportatore mondiale di organi di trasmissione e anche se ha subito la forte avanzata dei produttori asiatici sta riuscendo a difendere la propria posizione sul panorama internazionale, dominato dai produttori tedeschi. 

 

Latte e derivati

Lo sviluppo sui mercati esteri sarà uno dei punti di forza del microsettore del Latte e derivati: nell’ambito della filiera agroalimentare si tratta di un comparto con una discreta presenza di operatori medio grandi, più strutturati per raggiungere i mercati esteri. La propensione all’export è crescente: l’incidenza dei flussi sulla produzione nazionale è prevista superare il 20% nel 2021. Rimarrà un fattore di debolezza la bassa redditività. 

 

Attività ricreative

A concludere la rosa dei 7 settori top c’è il microsettore dei servizi legati alle Attività ricreative, che potrà beneficiare dell’incremento dei flussi turistici nel nostro paese. Le imprese che operano nel comparto hanno mediamente dei buoni livelli di redditività operativa ma è scarsa la presenza di player strutturati e di grandi dimensioni.

Il servizio Analisi dei Microsettori di Prometeia permette, inoltre, di allargare lo sguardo a tutti i settori in cui si suddivide l’economia italiana e individuare ulteriori comparti che potranno affermarsi ed emergere nei prossimi anni all’interno del panorama italiano, cogliendo le opportunità di crescita nei mercati internazionali.

 
 
* Il servizio, aggiornato da Prometeia due volte l’anno a giugno e a novembre, esamina 189 settori in cui viene suddivisa l’economia italiana; per 170 di questi vengono pubblicati dei report dettagliati con le previsioni settoriali al 2020 e 2021, indicazioni sulla struttura, le principali imprese, il commercio estero, la domanda interna, i costi e prezzi, i risultati economico-finanziari in storia e previsione. 
**Si considera la produzione di un campione di bilanci di imprese con fatturato superiore a 2 milioni di euro che non presentano “anomalie” (dovute a operazioni di finanza straordinaria o a situazioni estremamente particolari) e che possono quindi essere ritenuti "rappresentativi" del Microsettore.