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Da nuove Tltro fino a 317 miliardi per le banche italiane

Draghi ce l’ha fatta, andando stavolta ben oltre le aspettative dei mercati. C’è l’impegno a mantenere i tassi agli attuali livelli o anche inferiori oltre l’orizzonte di acquisto titoli (marzo 2017).

“Quello che sicuramente porterà sollievo e faciliterà la trasmissione di politica monetaria all’economia reale – analizza Lea Zicchino, partner Prometeia a capo di Analisi mercati e intermediari finanziari – è il fatto che la Bce sia disposta a pagare le banche se si fanno prestare denaro da girare al sistema economico”. Il tasso delle nuove Tltro, infatti, potrà scendere sottozero (fino a -0,4%, tenendo in considerazione il nuovo parametro) se gli istituti chiederanno fondi oltre una certa soglia. Per le banche italiane questo significa fino a 317 miliardi di euro in più di finanziamenti a lungo termine (il 30% dello stock di prestiti eleggibili al 31 gennaio 2016), che ridurranno ulteriormente l’esigenza di emettere bond per rimpiazzare quelli in scadenza nei prossimi mesi, proteggendosi così dalla volatilità del mercato. Questo effetto dovrebbe essere in grado di contrastare l’impatto negativo di tassi più bassi sul conto economico.

Ma è davvero il momento di festeggiare? Si è discusso molto sulle conseguenze negative dei tassi sottozero sul bilancio delle banche. “Sì, è vero, i tassi sono calati ancora e nessun meccanismo di diversificazione sulle quantità depositate presso la Bce è stato introdotto – prosegue Zicchino. Ma questo è stato fatto, per usare le parole di Draghi, per segnalare che i tassi non possano scendere indefinitamente: “La Banca Centrale sa perfettamente che a un certo punto i tassi negativi diventano dannosi per alcune banche. E questa è una buona notizia per chi teme i tassi di breve termine negativi”. 

 

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