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Analisi e Previsioni dei Prezzi delle Commodity novembre 2014

Insieme al petrolio calano i prezzi degli input siderurgici. Tra i metalli si salva solo l'alluminio

Il quinto mese consecutivo di ridimensionamento dei prezzi del petrolio ha contribuito a rafforzare il trend cedente dell’indice Prometeia dei prezzi in dollari delle commodity manifatturiere che, dopo il calo di ottobre (-1.2%), nelle osservazioni più recenti continua a mostrare una dinamica ribassista: per la media di novembre si stima una flessione prossima ai 3 punti percentuali. Anche in novembre l’apprezzamento del dollaro rispetto all’euro – che conferma un trend in atto ormai da un semestre – ha contenuto i benefici per le imprese italiane nella fase di acquisto di materie prime sui mercati internazionali: la variazione stimata per l’indice Prometeia espresso in valuta europea si limita a un -1.5%. La riduzione dei costi di approvvigionamento è stimata più intensa per i comparti il cui paniere di acquisto è maggiormente esposto agli input energetici. Costi delle materie prime in lieve aumento, a novembre, solo per le imprese attive nella filiera della moda e in quella del legno-carta.

 

Quotazioni petrolifere in caduta libera

Lo scenario dei prezzi delle materie prime rimane dominato dalle dinamiche dei prezzi del petrolio, che in novembre hanno sperimentato la quinta - e intensa, prossima all’11% in dollari - flessione media mensile consecutiva, portandosi ai minimi da 4 anni; in uno scenario dei fondamentali sempre più spiazzato da una produzione nordamericana inarrestabile e consumi che, a livello globale, continuano a segnare il passo. Confermando le attese dei mercati - e il percorso di “guerra” allo shale oil intrapreso dall’Arabia Saudita negli ultimi mesi - l’atteso appuntamento con il meeting Opec (tenutosi lo scorso 27/11) si è tuttavia chiuso con una conferma dello status quo, ovvero con la decisione di mantenere i (sovrabbondanti) livelli di produzione correnti. Una decisione che rinvia ai mercati il compito di fissare i prezzi in base ai fondamentali, tutt’altro che brillanti, aprendo nuove prospettive ribassiste per i prezzi nel 2015.

 

Acciai stabili sui mercati europei, in calo sulle altre piazze

Prosegue ininterrotto il trend cedente dei prezzi degli input di produzione dell’acciaio, ormai su livelli di oltre il 20% inferiori (in dollari) rispetto a quanto rilevato tre mesi fa. In un quadro di costi di produzione in flessione, le quotazioni dei prodotti siderurgici continuano a scontare anche l’andamento ancora anemico della domanda interna. Più stabili (causa apprezzamento della valuta statunitense) i prezzi in euro rilevati sul mercato europeo.

 

Tra i non ferrosi rialzi solo per l’alluminio

Attualmente l’alluminio viene scambiato su livelli di prezzo del 19% più elevati rispetto a inizio 2014; il trend rialzista si è confermato anche nelle ultime settimane. Nonostante una domanda globale meno tonica rispetto al recente passato (che sconta la debolezza della Cina), le curve future - inclinate negativamente - indicano la percezione di una situazione di scarsità fisica, apparentemente riconducibile al ridimensionamento della sovraccapacità produttiva che ha caratterizzato gli ultimi mesi.

 

Continua il recupero dei prezzi delle granaglie

La caduta estiva dei prezzi dei principali prodotti cerealicoli si è arrestata all’inizio dell’autunno, lasciando spazio a una dinamica rialzista rafforzatasi nelle ultime settimane. In novembre i prezzi di soia, grano e mais hanno spuntato incrementi consistenti (rispettivamente del 24, 12 e 8%, in dollari, rispetto a ottobre) pur mantenendosi su medie ancora modeste, se confrontate a quando osservato solo sei mesi fa.

 

Indice Prometeia dei prezzi in euro delle materie prime previsto in calo nel 2015

Il rientro dei prezzi delle commodity energetiche sui mercati internazionali è previsto tradursi in una dinamica deflativa dell’indice Prometeia in dollari per il paniere degli input utilizzati dal manifatturiero italiano particolarmente intensa – nell’ordine di oltre 10 punti percentuali – in media 2015. In ragione del rafforzamento prospettico della valuta statunitense l’indice Prometeia in euro è atteso sperimentare un calo più contenuto.

 
Indici Prometeia dei prezzi delle commodity, totale manifatturiero
 
media 2010=100, dati mensilli
Var. % congiunturali principali commodity sui mercati internazionali (Us$)
 
novembre ‘14 / ottobre ‘14
 

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