Che cosa indebolisce l'export della Germania?

24 febbraio 2020

Tradizionalmente le esportazioni sono per la Germania uno dei fattori più importanti per la crescita: nel 2019 hanno decelerato in termini nominali dal 4.1% allo 0.9% tendenziali (primi 10 mesi sul corrispondente). In questa dataviz rappresentiamo alcuni dei flussi principali: emerge una debolezza diffusa delle esportazioni in tutti i principali macro-settori e verso tutti i principali partner, in particolare l’UE.

Nella grafica sono rappresentati per quattro macrosettori i tassi di crescita sull’asse verticale e il livello di flussi in euro su quello orizzontale per partner selezionati negli anni 2018 e 2019. Lo spostamento verso l’alto/basso del Paese fra i due pannelli indica un miglioramento/peggioramento della dinamica dell’export in quel settore, mentre la posizione orizzontale ne indica la rilevanza e quindi la combinazione delle due ne misura il contributo al risultato complessivo del settore. 

 
 
 
 
 
 

Le esportazioni tedesche sono concentrate in particolare nei prodotti industriali e nei beni di investimento. È molto rilevante il settore dei trasporti e di beni ad esso attinenti e solo in misura minore quello dei prodotti destinati al consumo. 

Negli ultimi anni la politica commerciale statunitense improntata sui dazi minacciati o imposti per molti prodotti e partner, con la Cina in prima fila, ha avuto almeno due effetti importanti per le esportazioni tedesche:

  • In primo luogo l’incertezza disseminata sugli operatori mondiali ha di molto ridotto la dinamica del ciclo degli investimenti nel mondo. La forza relativa dell’industria tedesca nelle esportazioni di prodotti alla base degli investimenti, e spesso a monte nelle catene del valore, beni capitale e altri prodotti industriali, ha molto penalizzato la Germania che ha visto una caduta del tasso di crescita generalizzata e molto consistente verso tutti i partner, soprattutto verso i paesi EU28, dove le export sono addirittura calate.
  • In secondo luogo si sono sviluppati gli effetti diretti dei dazi imposti dagli USA alla Cina: da un lato ne ha risentito la dinamica delle esportazioni verso la Cina per la riduzione della sua attività industriale e di investimento mentre ha tenuto il settore dei prodotti di consumo; dall’altro c’è stata ben poca compensazione dalla trade-diversion in quanto le esportazioni verso gli USA non hanno ricevuto una spinta dalla progressiva penalizzazione degli esportatori cinesi in quel mercato. 

Un altro fenomeno rilevante riguarda i mezzi di trasporto e le relative parti colpiti da diversi fattori (dieselgate ad esempio). La debolezza del 2018 si è estesa nel 2019, con un leggero peggioramento del calo tendenziale, sia per i partner UE che extra-UE e la notevole eccezione degli Stati Uniti verso i quali la dinamica delle export è di molto migliorata. 

Al momento sono molti i fattori di incertezza in grado di prolungare la debolezza del ciclo degli investimenti a livello globale: dalle vecchie ma ancora non sopite minacce di nuovi dazi USA soprattutto al settore auto europeo, agli effetti ancora non chiari della ormai avvenuta Brexit all’ultimo arrivato (il coronavirus Covid-19). Stante la specializzazione degli esportatori tedeschi, è probabile che anche la debolezza delle esportazioni tedesche possa ulteriormente prolungarsi quindi nei prossimi trimestri