La vigilanza delle Less Significant Institutions e gli impatti dell’Unione bancaria

La vigilanza delle Less Significant Institutions e gli impatti dell’Unione bancaria

19 febbraio 2018

elisa.quinto@prometeia.com

Negli ultimi anni, le tensioni sui mercati e la lunga fase congiunturale sfavorevole hanno posto le banche locali di fronte a sfide non meno difficili di quelle affrontate dagli istituti più grandi. A queste si è affiancata un’evoluzione regolamentare particolarmente intensa, nonostante alle banche “less significant” venga applicata una versione semplificata delle norme, in funzione della dimensione e della complessità operativa delle stesse (principio di proporzionalità)

 

Nell’area euro le banche meno significative (LSI) erano 3.267 a fine 2016, secondo l’ultimo censimento Bce [1]. L’insieme delle LSI italiane è il terzo per numerosità (15% del totale), dopo Germania (53%) e Austria (16%). Diversamente in altri paesi, come la Francia, le banche locali, pur importanti, sono consolidate in gruppi di rilevanza sistemica (BPCE, Credit Agricole), e non sono quindi censite tra le LSI. 

Nei prossimi mesi in Italia il numero di LSI è destinato a ridursi drasticamente per il processo di riforma del credito cooperativo che porterà al consolidamento in tre gruppi bancari [2].  

 

Regolamentazione e proporzionalità

La prassi attuale è quella di inserire emendamenti o disposizioni ad hoc per le LSI rispetto alla normativa preesistente o all’atto del recepimento degli standard internazionali. 

Tuttavia nell’ultima relazione annuale sull’Unione Bancaria del Parlamento Europeo è stata formalizzata una richiesta alla Commissione affinché disegni una regolamentazione apposita per le banche più piccole, definita “small banking box”. Si tratterebbe di un corpus di regole applicabile alle sole banche LSI con norme prudenziali più semplici, adeguate e proporzionate alle banche di minori dimensioni e appropriate al loro modello di business. Al progetto non mancherebbero però difficoltà tecniche di attuazione, come evidenziato anche dalla Bce

La revisione del regolamento europeo da parte della Commissione [3] attualmente in corso potrebbe già alleggerire il carico regolamentare per le banche più piccole, prevedendo, nella versione attuale, una riduzione degli oneri connessi agli adempimenti regolamentari (obblighi di reporting e disclosure proporzionati alla dimensione della banca, esenzione in materia di differimento e pagamento in strumenti finanziari della componente variabile della remunerazione). 

 

La Vigilanza: verso l’armonizzazione con le metodologie applicate alle Significant Institutions

Per quanto riguarda la vigilanza, la Bce ha più volte rimarcato l’importanza di adottare un approccio proporzionale alla rilevanza sistemica e alla rischiosità delle banche. Per questo ogni anno la Bce, insieme alle singole Autorità nazionali competenti, suddivide le banche LSI in tre categorie (con priorità bassa, media o elevata), definendo così la portata e l'intensità della supervisione:

  • le LSI a priorità bassa sono considerate una minaccia molto limitata alla stabilità finanziaria e hanno una rischiosità gestibile
  • le LSI a priorità media presentano una delle seguenti caratteristiche: (i) elevata rischiosità intrinseca anche se con impatto basso o medio sul sistema, (ii) bassa rischiosità intrinseca ma impatto potenziale medio o alto, (iii) rischiosità media e potenziale di impatto nella media
  • le LSI a priorità elevata sono invece quelle considerate a medio o alto rischio e ad alto o medio impatto (ovvero il loro fallimento può mettere in pericolo il sistema finanziario nazionale)

Il 2017 è stato l’anno in cui c’è stata una decisa spinta verso l’armonizzazione delle regole e delle metodologie utilizzate per le LSI con quelle già in uso per le banche significative. Già ad aprile la Bce ha armonizzato le opzioni e discrezionalità nazionali (ODN) anche per gli enti meno significativi. A luglio, Francoforte ha annunciato l’estensione, sviluppata insieme alle Autorità nazionali, della metodologia SREP agli enti meno significativi, con l’obiettivo di avere un quadro comune – pur adattato e semplificato – applicabile alle LSI nell'area dell'euro e che rispondesse ai principi e ai metodi utilizzati nella supervisione delle banche più grandi. Entro il 2020, tutte le LSI dovrebbero essere valutate utilizzando questa metodologia SREP.

A gennaio 2018, infine, la Banca d’Italia ha pubblicato la versione definitiva delle Linee Guida per le banche LSI italiane in materia di gestione di crediti deteriorati. Questa contiene le aspettative della Vigilanza in materia di gestione degli NPL ed è coerente con la “Guidance” per le banche SI pubblicata dal Single Supervisory Mechanism. Anche in questo caso, in applicazione del principio di proporzionalità, sono previste modifiche che tengono conto delle esigenze di maggiore semplicità dell’assetto organizzativo delle banche LSI.

 
[1] SSM, LSI supervision within the SSM, novembre 2017.
[2] Per maggiori dettagli cfr. Analisi dei Bilanci Bancari - banche di credito cooperativo, Prometeia, settembre 2017.
[3] Proposta legislativa 23 novembre 2016 che contiene misure di modifica e integrazione del regolamento (CRR) e della direttiva (CRD) sui requisiti patrimoniali, della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e del regolamento concernente il meccanismo di risoluzione unico (SRMR). Per maggiori dettagli cfr. Analisi dei Bilanci Bancari - banche italiane vigilate BCE, Prometeia, aprile 2017.


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