La torrida estate dei titoli italiani

La torrida estate dei titoli italiani

21 settembre 2018

Ugo Speculato

L’acuirsi della crisi in Turchia, le tensioni commerciali tra USA e Cina e l’incertezza sulla politica economica e fiscale in Italia hanno alimentato una nuova fase di avversione al rischio ad agosto, riportando in alto la volatilità sui mercati finanziari. Sotto pressione in particolare i mercati azionari e obbligazionari italiani, con famiglie e imprese “danneggiate”, usando le parole di Draghi, da tassi più alti per le dichiarazioni di alcuni esponenti del governo italiano

 

L'estate era iniziata in un clima insolitamente mite sui mercati finanziari: nonostante la permanenza di numerosi rischi, a luglio i prezzi delle obbligazioni governative erano calati, anche se di poco, i mercati azionari avevano continuato a guadagnare e la volatilità era tornata a scendere.

I fattori positivi alla base della crescita dell'economia mondiale non si erano esauriti, anche se la ripresa stava perdendo slancio. Ma il protrarsi delle tensioni commerciali stava già iniziando a erodere il clima di fiducia nei paesi coinvolti e a condizionare gli scambi globali, anche se solo una parte dei dazi minacciati in giro per il mondo era effettiva.

Poi è arrivato il “caldo”. Ad agosto è aumentata nuovamente l’avversione al rischio, alimentata dall’acuirsi della crisi in Turchia e dalle maggiori incertezze sulla politica economica e fiscale in Italia. Tensioni solo in parte mitigate dall’ottimismo, temporaneo, sul fronte degli scontri commerciali in virtù delle prove di dialogo tra USA e Cina, rivelatesi poi infruttuose, e dell’accordo commerciale raggiunto tra USA e Messico.

In questo contesto, i prezzi azionari ad agosto sono calati per tutti i principali mercati emergenti e sviluppati, ad eccezione degli USA. Ma gli effetti maggiori si sono avuti sui mercati italiani, con l’indice dei titoli di Stato calato di oltre il 3% e quello azionario addirittura del 9% nell’arco del mese. All’avvicinarsi di importanti scadenze per la finanza pubblica italiana – la Nota di Aggiornamento del DEF in dirittura d’arrivo e la nuova Legge di Bilancio entro metà ottobre – è aumentata la preoccupazione sulla coerenza delle proposte del nuovo governo per ridurre il debito pubblico.

I tassi sui titoli italiani sono quindi aumentati per la maggiore incertezza politica, come confermato da Draghi dopo il meeting della BCE di metà settembre. Secondo il presidente dell’Eurotower “le parole di esponenti del governo italiano sono cambiate molte volte e hanno provocato qualche danno, con aumenti dei tassi per imprese e famiglie anche se non c’è stato un contagio in altri paesi europei”. Le tensioni sui titoli di Stato italiani sono state inoltre amplificate dall’acuirsi della crisi in Turchia: e così lo spread BTP-Bund da metà luglio ha ripreso ad aumentare progressivamente, attestandosi a fine agosto intorno a 290 punti base, sia per la scadenza decennale che per quella a 5 anni (Fig. 1).

 
Fig. 1: Spread BTP-Bund a diverse scadenze
La torrida estate dei titoli italiani
Fonte: Thomson Reuters, elaborazioni Prometeia; dati giornalieri al 20/9/18
 

L’aumento dei tassi italiani ha contribuito alla caduta delle quotazioni bancarie, che nel solo mese di agosto hanno perso circa il 17-18%. La fase negativa era in realtà già iniziata a metà maggio, quando si sono inasprite le tensioni in Italia per la formazione del nuovo governo e tassi e spread hanno iniziato a salire. La relazione inversa tra andamento del mercato azionario bancario italiano e quello dei tassi governativi domestici (Fig.2) si spiega con il fatto che le banche tricolori detengono circa il 20% dei titoli di Stato italiani.

L’aumento dello spread BTP-Bund a 10 anni da metà maggio a fine agosto è stato di oltre 160 punti base: nello stesso periodo, però, l’indice di prezzo delle banche italiane è calato di circa il 28.5%, il 3.5% in più rispetto a quanto potrebbe statisticamente spiegare una relazione di lungo periodo. Questo ci fa ritenere che i mercati abbiano avuto una sovra-reazione rispetto a quanto accaduto sul mercato dei titoli di Stato.

 
Fig.2: Mercato azionario bancario dell’Italia e spread BTP-Bund
La torrida estate dei titoli italiani
Fonte: Thomson Reuters, elaborazioni Prometeia; dati giornalieri al 20/9/18.
 
 

Le tensioni sui titoli italiani si sono poi attenuate da inizio settembre, quando le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria hanno rassicurato i mercati circa il contenimento del deficit, con lo spread BTP-Bund, per la scadenza decennale, sceso a livelli intorno ai 220 punti base. Da qui la ripresa delle quotazioni bancarie (oltre il 12% da fine agosto). Tuttavia, secondo la relazione precedente, con questi livelli di spread l’indice bancario italiano dovrebbe essere più altro di circa il 25% rispetto al livello effettivo.

La calma che stanno vivendo ora i mercati potrebbe essere temporanea, visto che tutti i fattori di rischio sono ancora presenti. In particolare, se la legge di bilancio non dovesse essere compatibile con il rispetto delle regole europee o, quantomeno, con una stabilità del debito in rapporto al PIL. Perché, come ha detto sempre Draghi, dopo le parole ci si aspettano i fatti: su quelli gli operatori formuleranno il proprio giudizio. 

 
 
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