Q&A sulla manovra di bilancio per il 2020

8 novembre 2019

Lucia Cossaro

Dalle scadenze alle clausole IVA, un vademecum sulla Manovra
 

Quali sono le scadenze?

 

La manovra di bilancio, composta da decreto fiscale e disegno di legge di bilancio è appena arrivata in Parlamento e i lavori dovranno terminare entro il 31 dicembre con la conversione definitiva in legge. Se alcuni degli interventi finanziati dalla legge di bilancio, come il taglio del cuneo fiscale, saranno definiti da provvedimenti legislativi successivi, l’effettiva implementazione delle misure - una trentina solo per il decreto fiscale - richiederà molti decreti attuativi. La Commissione Europea esprimerà entro novembre, generalmente la terza settimana, il suo parere definitivo sulla coerenza della manovra (come descritta dal Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles il 16 ottobre) rispetto alle regole europee. Parere che dovrebbe essere positivo, sempre con le riserve sull’opportunità di programmare un maggiore consolidamento per riportare in discesa il debito. 

 

Quali sono gli interventi restrittivi della manovra?

Le misure restrittive raccolgono risorse per circa 14 miliardi nel 2020: 11 miliardi di maggiori entrate e 3 di minori spese. Le maggiori entrate includono un pacchetto articolato di misure di lotta all’evasione che garantirebbe circa 3 miliardi di gettito: contrasto a frodi e illegalità nel settore dei carburanti per 0.8 miliardi e interventi sulla normativa IVA per 2.2 miliardi, con l’estensione del regime di reverse charge, modifiche al trattamento delle compensazioni e contrasto alle frodi nella compravendita di veicoli da altri paesi europei.

Gli interventi fiscali “green” valgono circa 1.2 miliardi e includono l’introduzione di una nuova imposta sugli imballaggi in plastica non riciclabile e la riduzione di alcune agevolazioni sul gasolio. Le revisioni delle tax expenditures, per 0.5 miliardi, includono una stretta su fringe benefit e auto aziendali, esenzione di ticket e mense aziendali e l’introduzione di un limite di reddito negli oneri detraibili al 19% (che avrà effetti dal 2021).

Altre misure sulle imposte per le imprese sono quantificate in 3.2 miliardi, tra cui la sugar tax, la web tax e 1.3 miliardi di differimento di deduzioni per le banche. I nuovi aumenti del prelievo sui giochi valgono 1.8 miliardi. Il differimento dal 2019 al 2020 dei versamenti di imposta dei contribuenti autonomi soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e forfettari contribuisce per 1.4 miliardi, mentre l’abrogazione dell’estensione della flat tax sopra i 65 mila euro e la revisione dei parametri dei minimi avranno effetti marginali nel 2020 e più rilevanti successivamente. Dal lato delle spese, i risparmi sono stimati in circa 3 miliardi e deriverebbero da interventi di revisione della spesa e dalla riprogrammazione di alcuni fondi e trasferimenti del bilancio dello Stato per 2.3 miliardi, insieme a ulteriori risparmi attribuiti a Quota 100 e altre misure minori. 

 

Quali sono gli interventi espansivi?

Circa 7 miliardi delle risorse raccolte sono destinate a nuovi interventi espansivi. Il finanziamento per circa 1.5 miliardi di spese necessarie (politiche invariate) e di alcune politiche in scadenza, fra cui la proroga degli incentivi agli investimenti e della maggiorazione delle detrazioni sulle spese per ristrutturazioni e risparmio energetico e nuove risorse per i contratti pubblici.

Altre nuove misure mirate a stimolare la crescita sono: la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, per circa 3 miliardi, e il rilancio degli investimenti per 1 miliardo; risorse per 1 miliardo da destinare alle politiche per le famiglie, tra cui la riduzione del ticket sanitario; interventi sulle pensioni, con la proroga delle misure APE sociale e opzione donna e l’incremento del limite per il quale è garantita l'indicizzazione delle pensioni al 100%. Sgravi per 0.5 miliardi vengono dalla riduzione della cedolare secca sugli affitti a canone concordato e dal reintegro dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica).

 

Le clausole di salvaguardia IVA sono state disinnescate?

Il disegno di legge di bilancio assicura per il 2020 la neutralizzazione completa degli incrementi delle aliquote IVA e delle accise (circa 23 miliardi) mentre li mantiene negli anni successivi, anche se depotenzianti. Gli aumenti di IVA ora valgono 18 miliardi nel 2021 e 25 miliardi nel 2022 e restano necessari per coprire l’aumento delle risorse destinate alle misure espansive e la riduzione programmata del disavanzo, fissato all’1.5% del PIL nel 2022. Un’ipoteca per le manovre future che resta, dunque, ancora una volta.

 

La manovra quindi è restrittiva o espansiva?

Rispetto all’andamento dei conti in assenza di aumenti IVA (stimato al 2.6% del PIL) la manovra nel 2020 è restrittiva sul bilancio: le nuove misure riducono il disavanzo di circa 0.4 punti percentuali di PIL. Ciò consente, nelle ipotesi del governo, di mantenere il saldo stabile rispetto al valore atteso per il 2019 al 2.2% del PIL. Una stabilità che sconta un leggero peggioramento del saldo primario compensato dalla minore spesa per interessi passivi, effetto della revisione al ribasso dei tassi di interesse sul debito pubblico.

 

Qual è l’effetto della politica di bilancio sulla pressione fiscale e sulle spese?

La pressione fiscale nel 2020 è prevista sostanzialmente costante rispetto al 2019, così come l’incidenza delle voci di spesa. Aumentano le prestazioni sociali, per le maggiori spese di Reddito di cittadinanza e Quota 100 che vanno a regime dal 2020 (+0.3 punti percentuali di PIL), compensate da minori spese per interessi. Le maggiori risorse stanziate per investimenti e contributi in conto capitale sono sufficienti a mantenerne invariato il peso su PIL.

Tuttavia, anche se la manovra non opera ricomposizioni significative tra le poste di bilancio, si può individuare sia nelle misure di entrata e in quelli di spesa un intento redistributivo a favore di famiglie a basso reddito e incentivi a investimenti produttivi che, in termini di effetti sull’economia, potrebbe configurare una manovra neutrale. Questo nell’ipotesi che la manovra non muti significativamente durante l’iter parlamentare e che l’implementazione delle misure di sostegno, soprattutto con riferimento alla riduzione del cuneo fiscale e all’aumento degli investimenti, sia tempestiva.

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