PSD2 e la portabilità delle informazioni sui conti: la rivoluzione è in arrivo

PSD2 e la portabilità delle informazioni sui conti: la rivoluzione è in arrivo

 

25 ottobre 2017

sebastiano.perelli@prometeia.com

La nuova Payment Service Directive, che sarà recepita nei paesi EEA entro il 13 gennaio 2018, trasformerà il mondo dei sistemi di pagamento

 

La rivoluzione è alle porte. Tra le tante novità regolamentari che banche e operatori finanziari dovranno fronteggiare nei prossimi mesi, ce n’è una di cui si parla un po’ meno, la PSD2, ma i cui impatti determineranno il ruolo degli intermediari – e la loro relazione con i clienti – per gli anni a venire.

È la nuova Payment Service Directive europea, nota appunto come PSD2. Normativa il cui recepimento negli ordinamenti nazionali è ormai prossimo, fissato al 13 gennaio 2018, e che scardinerà il mondo dei sistemi di pagamento così come l’abbiamo conosciuto.

Obiettivo condiviso – comunque ancora da completare con linee guida e standard tecnici in fase di affinamento da parte dell’Eba – è ampliare e integrare il mercato dei pagamenti, uniformando le regole tra Prestatori Servizi di Pagamento (PSP) e nuovi soggetti, contribuendo a rafforzare la sicurezza del sistema, garantendo al tempo stesso massima apertura alla concorrenza e trasparenza nei confronti del consumatore finale.

 

PSD2, le novità per la portabilità dei dati

Tra le novità PSD2 potenzialmente più disruptive per i modelli di business di banche e intermediari c’è in particolare il concetto di portabilità dei dati dei conti del cliente presso l'istituto

Nonostante in questi anni abbiano raccolto ingenti quantità di informazioni sui clienti, le banche hanno finora fatto fatica a capitalizzare questo patrimonio. Sono ancora relativamente poco sviluppate le tecniche di analisi che, anche quando presenti, non si sono tradotte in robusti ed efficaci processi di valorizzazione a supporto del business. I dati vengono raccolti, ma non “monetizzati”.

Prima ancora che le banche abbiano trovato la quadra, ecco arrivare la PSD2 a cambiare le regole del gioco, mettendo nelle condizioni altri player, bancari o non bancari (Third Party Players, TPP), di intercettare, raccogliere e analizzare queste informazioni.

Sono i cosiddetti Account Information Services Providers (AISP), che potranno collegarsi ai conti bancari per recuperare le informazioni di cui si ha bisogno e avere una visione di insieme della situazione finanziaria del cliente, analizzandone le abitudini di spesa e supportandolo nella sua pianificazione finanziaria. Chiave per il successo di queste imprese sarà conquistare la fiducia dei clienti offrendo un servizio distintivo per profondità, qualità e facilità di utilizzo. Solo così potranno convincerli a farsi autorizzare per il recupero dei dati presso la banca di riferimento.

 

PSD2, le opportunità per le banche

La posta è alta: siamo di fronte ad una potenziale redistribuzione del vantaggio competitivo (playing field levelling) da banche ad altri operatori e da operatori bancari di grandi dimensioni, che grazie alla quantità di informazioni godono di un vantaggio competitivo potenzialmente maggiore, ad operatori più piccoli. 

Se l’apertura del campo di gioco a nuovi operatori è un rischio, non è tuttavia da sottovalutare l’opportunità che PSD2 costituisca una leva strategica a disposizione degli intermediari per posizionarsi essi stessi come global account aggregator: offrire cioè una piattaforma di servizi a supporto del Wealth e Asset Management del cliente, catalizzando informazioni patrimoniali, transazioni, finanziarie e non, e customer analytics

Con PSD2 l’intermediario ha oggi più che mai l’occasione di diventare il provider unico per l’analisi dei bisogni del cliente e una gestione del patrimonio a 360°.