Moratorie e garanzie in Europa: chi, cosa, quanto

18 febbraio 2021

Sara Emiliani

L’EBA ha messo a disposizione una nuova base dati a livello europeo su questi strumenti: quanto sono stati utilizzati strumenti nei principali paesi e perché?

 

In seguito all’emergenza Covid-19, molti paesi europei hanno introdotto misure straordinarie per soste-nere la concessione di prestiti e il reddito di famiglie e imprese come le moratorie e le garanzie pubbliche sul credito bancario. Questi strumenti stanno anche mitigando gli effetti negativi della crisi sui bilanci delle banche. Grazie alle nuove informazioni messe a disposizione dall’EBA, a un anno dai primi lockdown che hanno caratterizzato il nostro paese facciamo il punto su quanto questi strumenti siano stati utilizzati.

Con i dati più aggiornati al terzo trimestre 2020, l’Italia, rispetto agli altri paesi europei, evidenzia i maggiori volumi di crediti attualmente in moratoria: 152 miliardi di euro (cioè il 12% del credito complessivo) e soli 32 miliardi scaduti, contro i 130 miliardi della Francia (3.7% del credito) e altrettanti scaduti, mentre in Spagna i volumi di crediti in moratoria scaduti (106 miliardi) sono addirittura maggiori di quelli ancora in essere (84 miliardi, cioè 4.4% del credito). Valori che evidenziano linee nazionali differenti nell’adattarsi ai mutamenti del Temporary Framework europeo sugli aiuti di Stato. In Germania i volumi sono molto ridotti e più della metà già scaduti: ammontano a soli 8 miliardi le moratorie in essere (0.6% del credito) e a 14 miliardi quelle scadute [1]. In termini di composizione, la quota di crediti in moratoria è maggiore per le imprese in Francia (85%) e Italia (quasi due terzi), più contenuta in Germania (46%) e Spagna (27%).

Dalle informazioni disponibili sulla qualità dei crediti in moratoria, emerge che le banche italiane hanno una quota più elevata classificata in stage 2 (22% del totale), mentre tra le banche dei paesi europei questa percentuale si ferma al 18% per la Spagna, al 17% per la Germania e al 13% per la Francia. I finanziamenti già in stage 2 potrebbero rappresentare una proxy del flusso di nuovi deteriorati quando scadrà il termine della sospensione dei pagamenti. Fortemente eterogenea anche la copertura di simili crediti (in stage 2), con valori pari a 19% in Germania, 23% in Spagna, 26% in Francia e 33% in Italia. 

Le esposizioni in moratoria mostrano tuttavia un NPL ratio ancora contenuto (dal 3.9% della Spagna all’1.1% dell’Italia), anche se con un coverage ratio già elevato e pari al 33% in Italia, al 26% in Francia, al 23% in Spagna e al 19% in Germania.

 
Fig. 1  CREDITI IN MORATORIA (definizione EBA)
Miliardi di €, Q3 2020
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati EBA
 
Fig. 2 NUOVI CREDITI con GARANZIA pubblica Miliardi di €, Q3 2020
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati EBA
 

Come avvenuto in Italia, anche nel resto d’Europa molti governi hanno avviato ampi programmi di garanzie pubbliche a sostegno dell’erogazione del credito. A settembre 2020 i prestiti erogati con garanzia erano 115 miliardi in Francia (il 3.3% del credito), 92 miliardi in Spagna (4.8% del credito), 57 miliardi in Italia (4.5% del credito) e 8 miliardi in Germania (solo lo 0.6% del credito) [2]. La garanzia pubblica copre nella gran parte dei paesi circa l’80% del valore dei finanziamenti, con l’unica eccezione della Francia, dove raggiunge solo il 53%. 

Il diverso utilizzo nei paesi riflette vari fattori. Ad esempio, in Spagna il maggiore ricorso ai prestiti garantiti potrebbe essere attribuito alla minore disponibilità di misure alternative (ad esempio moratorie sul debito e sovvenzioni dirette da parte dello Stato). In Francia il più ampio utilizzo di prestiti garantiti riflette le condizioni di prezzo molto favorevoli, in particolare per il primo anno. In Germania, l’uso relativamente limitato è dovuto principalmente alle minori esigenze di finanziamento delle imprese, dovuto a vari elementi tra cui un lockdown meno rigoroso nella prima parte della pandemia e un maggiore ricorso a una combinazione di altre misure, tra cui sovvenzioni dirette e differimenti d’imposta o regimi di sostegno alla riduzione dell’orario di lavoro, oltre a condizioni meno favorevoli. 

La rischiosità dei crediti coperti da garanzia è decisamente inferiore a quella dei crediti in moratoria. La quota di prestiti classificati in stage 2 è più elevata in Germania (7.5%), seguita da Francia (5.6%) e Italia (5.1%), mentre la Spagna si ferma al 2.3%. L’NPL ratio dei crediti garantiti è compreso tra lo 0 e l’1%.

Grazie a queste misure in tutti i paesi si è osservato un forte aumento del credito, in particolare alle imprese, nonostante la caduta del Pil. A dicembre il credito è aumentato del 13.3% in Francia, dell’8.5% in Italia, dell’8.3% in Spagna e del 3.9% in Germania.

Queste misure hanno ridotto poi l’emersione di deteriorati per tutto il 2020. Tuttavia, con il proseguire della pandemia è verosimile un peggioramento della qualità dei prestiti nel 2021, ovvero allo scadere dei provvedimenti. Le autorità di vigilanza stanno spingendo le banche a dotarsi di strumenti idonei a identificare per tempo l’aumento della vulnerabilità dei debitori, in particolare di quelli che hanno aderito alle moratorie, per non rinviare l’emersione di perdite.

Il 28 gennaio 2021 la Commissione Europea ha pubblicato il quinto emendamento al Temporary Framework che prevede un’ulteriore proroga delle misure a sostegno dell’economia al 31 dicembre 2021 e un aumento dei massimali per singola impresa. È stata inoltre introdotta la possibilità, entro il 31 dicembre 2022, di convertire gli strumenti rimborsabili (le garanzie, i prestiti o gli anticipi rimborsabili) in sovvenzioni dirette. Una misura introdotta per incentivare i legislatori nazionali a utilizzare in prima istanza aiuti sotto forma di prestiti piuttosto che a fondo perduto. È possibile che anche il nuovo governo Draghi recepisca questa estensione nella legislazione nazionale, allungando la scadenza.

 
[1] Tali numeri tuttavia riguardano le sole moratorie EBA compliant, cioè quelle moratorie, legislative e non legislative, che soddisfano i criteri richiesti affinché si eviti la classificazione delle esposizioni sotto la definizione di forbearance o come inadempienze.
[2] Segnalazioni delle sole banche significative. Guardando invece al totale sistema, a settembre 2020 in Francia erano stati erogati crediti garantiti per circa 120 miliardi, in Spagna e Italia per poco oltre 100 miliardi e in Germania per 55 miliardi. La differenza è quindi da imputare alle erogazioni delle banche LSI.
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