La salute del manifatturiero italiano

Manifatturiero italiano e rivoluzione 4.0, a che punto siamo

6 novembre 2017

cristina.rossi@prometeia.com

I segnali di consolidamento della crescita appaiono sempre più diffusi. Ma per rimanere al passo serve un rinnovamento nel tessuto produttivo

 

La ripresa dell’industria manifatturiera italiana ha finalmente acquistato vigore. Dopo diverse false partenze, i segnali di consolidamento della crescita appaiono sempre più diffusi e concordi, indicando un’accelerazione dell’attività sia sul fronte interno sia su quello estero. Le previsioni contenute nel 92° Rapporto Analisi dei Settori Industriali indicano un aumento del 2.3% per il fatturato manifatturiero, misurato a prezzi costanti, nella media del 2017. La fase espansiva è attesa consolidarsi nel 2018-‘19, su ritmi che si manterranno mediamente attorno al 2% annuo.

I prossimi anni saranno improntati alla crescita, ma si configureranno comunque come un periodo ricco di sfide per manifatturiero italiano che sarà chiamato a rispondere al trend di cambiamento e ammodernamento indotto dall’ingresso nell’era “4.0”. L’espansione del mercato globale dei beni passerà sempre più da una crescente importanza della componente di servizio: nuove opportunità verranno da mercati “senza confini”, in cui consumatori e imprese sono tra loro connessi in rete, e dal passaggio da modelli di business incentrati sul prodotto a un’offerta di servizi a valore aggiunto e soluzioni end-to-end.

Rimanere al passo con le nuove tendenze richiede un profondo rinnovamento nel tessuto produttivo: il processo di riqualificazione da poco avviato dall’industria italiana dovrà pertanto proseguire e rafforzarsi nei prossimi anni. Lo scenario di domanda e il contesto competitivo si presentano nel complesso favorevoli al raggiungimento di questo obiettivo. Ma le imprese dispongono delle risorse necessarie per imboccare la strada del rinnovamento?

 
 
Fig: 1 Manifatturiero: contributi alla crescita dei livelli di attività
(var. %, prezzi costanti)
Fonte: Banca dati ASI
 
 

Migliora la redditività operativa media del manifatturiero

L’esame della situazione economico-finanziaria delle aziende attualmente attive sul mercato porta elementi di ottimismo in questo senso. L’analisi condotta su un ampio campione di bilanci aggiornati al 2016 evidenzia un continuo e diffuso miglioramento della redditività operativa media del manifatturiero tra il 2012 e il 2016 (passata dal 4.5% all’8.1% nel periodo), sostenuto sia da un significativo recupero della marginalità sia da progressi – in questo caso ancora con qualche sacca di criticità, soprattutto tra le piccole imprese – nella rotazione del capitale investito.

Il recupero ha interessato tutte le classi dimensionali, con grandi e medie imprese che al 2016 si sono riportate su livelli di Roi paragonabili a quelli del 2008. La quota di operatori in perdita è tornata ai livelli – che si possono definire “fisiologici” – del 2006-’08 in tutte le classi dimensionali e pressoché in tutti i settori. Contestualmente, nell’ultimo triennio è aumentata la quota di imprese con Roi elevato (superiore al 10%), che ha toccato 1/3 del totale anche tra gli operatori “più piccoli” (fatturato annuo tra 2 e 10 milioni di euro), testimoniando una crescente diffusione di condizioni di buona salute anche in questa classe dimensionale. In un contesto di redditività operativa in miglioramento, anche la redditività complessiva (Roe) ha intrapreso un percorso di buon recupero a partire dal 2014, la cui portata è ancora più rilevante se si considera che è avvenuto contestualmente a un rafforzamento della patrimonializzazione delle imprese. Maggiore patrimonializzazione, crescita contenuta dei debiti finanziari, miglioramento dei margini, liquidità in aumento sono tutti fattori che hanno favorito notevoli progressi anche in termini di sostenibilità del debito.

In un quadro di domanda che si prospetta favorevole, non mancheranno pertanto le risorse per proseguire il processo di riqualificazione e rinnovamento competitivo dell’industria italiana. Starà alle imprese investire per vincere questa scommessa, allontanando i timori dettati da un’incertezza divenuta ormai endemica nello scenario internazionale.

 
 
Fig: 2 Evoluzione del Roi per dimensione d'impresa* 
Fonte: Elaborazioni su dati Bureau van Dijk
* Piccole imprese: fatturato tra 2 e 10 mil. €; medie imprese: fatturato tra 10 e 50 mil. €; grandi imprese: fatturato > 50 mil. €.