Aumentono le "carte vincenti" in mano al manifatturiero italiano

Aumentano le "carte vincenti" in mano al manifatturiero italiano

26 febbraio 2018

cristina.rossi@prometeia.com

Dopo un 2017 brillante, si attende un’evoluzione favorevole anche per l'anno in corso

 

Il 2017, con un incremento del fatturato complessivo del 4.1% a consuntivo d’anno, archivia il migliore risultato degli ultimi sei anni per l’industria manifatturiera italiana, a conferma della robustezza dell’attuale ciclo economico. Un successo che – accompagnato a un consistente portafoglio ordini per i prossimi mesi e a un grado di utilizzo degli impianti tornato su valori vicini all’80% (non distanti da quelli del 2007) – alimenta attese di un’evoluzione favorevole anche per l’anno in corso, come confermano i massimi toccati nei mesi recenti dall’indice di fiducia delle imprese.

Questo nonostante il 2018 si presenti potenzialmente non facile per l’Italia, a causa dei rischi connessi all’evoluzione del quadro politico, oltre che alla tenuta finanziaria del paese. Sul fronte europeo, minori stimoli della Bce, eventualmente insieme a un orientamento meno flessibile dell’Eurozona nella valutazione dei deficit di bilancio dei paesi membri e a parametri più restrittivi sui Non Performing Loan (Npl), rischia di mettere a dura prova il percorso di crescita intrapreso dalla nostra manifattura. Sul fronte interno, l’esito delle elezioni è poi uno snodo importante, sia per il futuro orientamento verso l’Europa sia per l’impronta che assumeranno le politiche economiche a sostegno della crescita.

La combinazione di elementi che ha alimentato la brillante performance dell’industria italiana nel 2017 fa tuttavia ben sperare in un ulteriore consolidamento della fase espansiva nel 2018. A fianco di conferme positive sui consumi, si è infatti finalmente sbloccata la situazione sul fronte degli investimenti manifatturieri, rendendo possibile a breve l’atteso passaggio di testimone tra le due componenti di domanda interna.

 
Fig 1 Grado di utilizzo degli impianti per settore in %
 
Aumentono le "carte vincenti" in mano al manifatturiero italiano
* Include il Largo consumo ** Include gli Elettrodomestici Fonte: elaborazioni su dati Istat
 
 

Gli investimenti si apprestano pertanto a rappresentare l’elemento distintivo dello scenario per quest’anno. In particolare, la proroga degli incentivi (Super e Iper-ammortamento) prevista dall’ultima Legge di Bilancio potrà continuare a sostenere la componente macchinari e attrezzature, in un contesto in cui le necessità di rinnovo degli impianti – attraverso l’introduzione nei processi produttivi di tecnologie digitali e innovative in chiave “Industria 4.0” per innalzarne la competitività – andranno di pari passo con le esigenze di ampliamento della capacità produttiva per far fronte a una domanda crescente.

Determinante per il rafforzamento della crescita dei livelli di attività nel 2017 è stata poi, per molti settori, la componente estera del fatturato. Le analisi contenute nell’aggiornamento di “Analisi dei settori industriali” di febbraio 2018 evidenziano come, nonostante le pressioni derivanti da un apprezzamento dell’euro in corso d’anno, l’export italiano abbia messo a segno una crescita superiore a quella dei competitor nei primi 9 mesi del 2017 (periodo di disponibilità dei dati), performando meglio anche del commercio internazionale [1].

 
Fig 2 Sensitivity settoriale al cambio dollaro/euro - indici, media manifattura=100
Aumentono le "carte vincenti" in mano al manifatturiero italiano
Effetto mercato: export verso paesi con valuta in deprezzamento sull’euro; effetto concorrenti: quote di mercato dei paesi con valuta in deprezzamento sull’euro sui mercati rilevanti per l’Italia. Fonte: Fipice, Prometeia
 

Contributo positivo dei flussi di export all’espansione

I brillanti risultati delle esportazioni assumono valenza ancora maggiore se si considera che sono stati alimentati, per quasi la metà, dalle vendite sui mercati extra-Ue, i più esposti alle pressioni del cambio, dove la prestazione del manifatturiero è apparsa nel complesso positiva anche in termini di quote di mercato. A supporto di queste performance, un’analisi di sensibilità al cambio dollaro/euro evidenzia come il peso dei paesi legati al dollaro o con valute in forte deprezzamento sull’euro (oltre il 10%) risulti limitato per buona parte dei settori manifatturieri, sia se misurato in termini di mercati di sbocco (23% a livello di manifatturiero complessivo) sia di concorrenti (15% sui mercati rilevanti per l’Italia [2]).

Ciò rappresenta un importante punto di rottura rispetto ad analoghe fasi di apprezzamento del cambio affrontate in passato, a riprova della buona capacità competitiva delle nostre imprese che, dopo la profonda ristrutturazione degli anni recenti, sembrano oggi avere “spalle più larghe” rispetto agli effetti negativi di un euro forte. In un anno come il 2018, in cui pure l’attenzione agli aspetti valutari è destinata a rimanere elevata, queste considerazioni portano a confermare un importante contributo positivo dei flussi di export all’espansione dei livelli di attività.

Lo scenario non è esente da rischi, ma le “carte vincenti” in mano alle imprese manifatturiere italiane sembrano essere aumentate: una buona base per la sostenibilità futura dello sviluppo della nostra industria.

 
 
 [1] Al netto degli scambi intra-Asia, aumentati in misura consistente nel corso del 2017.
 [2] Tale quota è in significativo calo rispetto al 35% stimato in un’analoga analisi condotta tre anni fa (cfr. Newsletter Analisi dei settori industriali, febbraio 2015).
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