Gli immigrati in Italia dall’Africa sub-sahariana sono destinati ad aumentare nei prossimi anni

17 May 2017

emilia.pezzolla@prometeia.commichele.catalano@prometeia.com

Stime recenti dovrebbero portare a una revisione dei flussi migratori verso l'Italia. In particolare, la proiezione ISTAT potrebbe sottostimare i flussi che arrivano soprattutto dall'Africa sub-sahariana

 

I flussi migratori sono sempre di più un fenomeno rilevante non solo per i risvolti sociali ma anche per quelli economici. Nel 2016, ad esempio, la crescita del PIL italiana, decisamente inferiore a quella tedesca in termini assoluti, se misurata in termini pro capite, è stata invece superiore. Un risultato effetto dell’aumento della popolazione tedesca causato dal grande afflusso di richiedenti asilo nel 2016, principalmente dalla Siria (Fig.1), mentre in Italia la popolazione ha registrato un calo dello 0,2 per cento.

Le previsioni per il 2017 tuttavia sembrano indicare un aumento considerevole degli arrivi in Italia: il Ministero dell’Interno ha dichiarato recentemente che il numero di migranti che vive nelle strutture di accoglienza in Italia potrà arrivare a 200 mila persone nell’anno in corso. Una cifra eccezionalmente elevata che tiene conto dei flussi migratori attesi dall’Africa Sub-sahariana e che potrebbe portare a rivedere al rialzo le ultime proiezioni ISTAT sull’evoluzione futura della popolazione. 
Infatti, i flussi dall’area Sub-sahariana verso i paesi OCSE rappresentano attualmente il processo migratorio più intenso che, come indicato in alcuni studi [1], è destinato a rimanere il più persistente anche nei prossimi anni.

I flussi migratori infatti sono direttamente correlati sia alla transizione demografica che al divario nel processo di sviluppo economico delle diverse aree. La regione Sub-sahariana ha visto raddoppiare la popolazione tra il 1990 e il 2013, registrando la crescita più rapida nel mondo. Secondo la proiezione ONU, la transizione demografica della popolazione dovrebbe concludersi solo all'inizio del prossimo secolo (Fig. 2). Di conseguenza, stima il Fondo Monetario Internazionale, la quota degli immigrati di origine Sub-sahariana sulla popolazione totale nei paesi OCSE dovrebbe aumentare, passando dallo 0,4 per cento nel 2010 al 2,4 per cento entro il 2050 [2]. In presenza di tali persistenti asimmetrie economiche e demografiche – che non possono essere corrette in tempi brevi – diventa ancora più urgente una strategia di lungo periodo coordinata a livello europeo per la gestione di un fenomeno migratorio in crescita.

Tra il 2016 e l’inizio del 2017, la strategia di accoglienza e gestione dei flussi migratori a livello europeo è stata gestita principalmente attraverso due accordi: 1) l'accordo UE-Turchia del marzo 2016, sulla base del quale il numero dei migranti in Europa attraverso i Balcani occidentali (principalmente da Siria, Iraq e Afghanistan) nel 2016 è sceso a 123 mila da 764 mila migranti nel 2015 [3], e 2) il memorandum Italia-Libia volto a ridurre i flussi illegali provenienti dal Nord Africa, approvato dal vertice europeo di Malta a febbraio 2017.

Questi accordi potrebbero ridurre i flussi di immigrazione ma solo nel breve periodo. Nel medio termine, a meno che non ci sia un'accelerazione dello sviluppo nella regione SSA, l'aumento del flusso di migranti sembra inevitabile.

Fig. 1 - Richiedenti asilo in Europa (migliaia)
 
Fonte: Eurostat
 
Fig. 2 - Proiezioni demografiche dell'Africa Sub-sahariana: popolazione (miliardi), tassi di natalità e mortalità (%)
 
Fonte: ONU
 
[1] Azose et al. (2016), “Probabilistic population projections with migration uncertainty, PNAS, June 2016, 113 no.23.
[2] Gonzalez-Garcia J. et  al. (2016), “Sub-Sarahan African Migration Patterns and Spillovers”, IMF Spillover Notes 9, Novembre 2016
[3] http://frontex.europa.eu/news/fewer-migrants-at-eu-borders-in-2016-HWnC1J
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