Gomma, la volatilità del comparto negli ultimi 12 mesi

Gomma, la volatilità del comparto negli ultimi 12 mesi

23 giugno 2017

stefano.sparacca@prometeia.com

Il settore è stato tra quelli maggiormente esposti alle fluttuazioni dei prezzi internazionali delle materie prime

 

Dopo aver fluttuato su livelli storicamente bassi in tutto il 2015 e nel primo trimestre del 2016, a partire dal secondo trimestre dello scorso anno le quotazioni della gomma naturale hanno intrapreso un trend fortemente rialzista, che le ha portate dai 130 Us$c/kg di marzo 2016 ai 220 Us$c/kg di febbraio 2017. Una dinamica riconducibile all’impennata della richiesta di input per l’industria dei pneumatici, tanto nelle economie emergenti quanto in quelle mature, ma non solo: alla vivacità della domanda globale si sono infatti aggiunte criticità sul fronte dell’offerta, con la produzione della Thailandia (il più importante esportatore mondiale) in caduta a causa delle forti inondazioni che hanno caratterizzato le prime settimane del 2017: nel complesso, il quadro complessivo dei fondamentali lasciava dunque presagire una prosecuzione del percorso rialzista nella restante parte dell’anno.

 
Fig. 1: Evoluzione del prezzo della gomma naturale dal 1/6/2015
Fonte: Eikon, dati Fob Malesia, Us$c/chilogrammo
 

Così, tuttavia, non è stato. Con sorpresa degli operatori del mercato, l’offerta globale nel primo trimestre dell’anno non solo non ha ceduto terreno ma, anzi, è riuscita a spuntare un moderato incremento. In particolare, il contributo decisamente migliore delle aspettative della produzione indiana ha finito per compensare l’arretramento di quella thailandese, ha portato a un rapido rientro delle tensioni. Il repentino mutamento delle aspettative ha indotto da quel momento in poi una decisa caduta dei prezzi, scesi fin sotto quota 140 Us$c/kg nelle ultime rilevazioni giornaliere di questo mese (con una perdita complessiva di quasi il 40% tra febbraio e giugno). 

Peraltro, non sembrano al momento sortire effetto i tagli all’export decisi dall’associazione dei principali paesi produttori (ARNPC) in un meeting di fine aprile al fine di stabilizzare i prezzi (una misura che già nel passato non si è dimostrata particolarmente efficace) e anche grazie al contestuale rallentamento della domanda internazionale (in particolar modo in Cina) nella restante parte dell’anno difficilmente le quotazioni potranno sperimentare nuove accelerazioni. Le imprese del comparto della gomma potranno quindi verosimilmente confrontarsi con un quadro dei costi di approvvigionamento sostanzialmente privo di elementi di tensione.