GACS: lo schema di garanzia statale italiano per le cartolarizzazioni di NPL

19 novembre 2020

A. Battaglia, D. Blanco, S. Lauretti, M. Micheli, G. Pallini, L. Pettinari, R. Tedeschi

La GACS (Garanzia sulle Cartolarizzazioni delle Sofferenze) continuerà a render fluido il mercato delle cessioni di crediti in sofferenza. Affinché il processo diventi strutturale, risulta fondamentale rafforzare il monitoraggio e l’intervento del monitoring agent

 
Gli operatori bancari e gli intermediari finanziari hanno largamente fatto ricorso negli ultimi anni all’impianto normativo della GACS
 

La Garanzia sulle Cartolarizzazioni delle Sofferenze (“GACS”) è una forma di garanzia concessa dallo Stato finalizzata ad agevolare lo smobilizzo dei crediti in sofferenza da parte di banche e intermediari finanziari. La garanzia, concessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, copre i detentori dei titoli senior nell’ipotesi di mancato pagamento delle somme dovute per capitale e per interessi. La garanzia statale è stata introdotta per la prima volta nel 2016 per un periodo di 24 mesi, prorogabili per ulteriori 12 (Dl n.18/2016 convertito in l. n.49/2016). Nel 2019, anno di scadenza del periodo di validità, lo schema di garanzia è stato poi rinnovato fino al 2022 (Dl n. 22/2019 convertito in l. n.41/2019). 

Il processo di cartolarizzazione per mezzo GACS si inserisce in una struttura particolarmente complessa, che richiede il soddisfacimento di numerosi requisiti e il coinvolgimento di un’ampia platea di attori:

  • la banca cede uno stock di crediti classificati a sofferenza a una società veicolo, cosiddetta Special Purpose Vehicle (SPV);
  • il veicolo emette Asset-Backed security (ABS) tipicamente caratterizzati da 3 diversi profili di rischio-rendimento (tranche Senior, Mezzanine e Junior) destinati al mercato;
  • la GACS per la tranche senior viene concessa all’SPV, attraverso decreto ministeriale a seguito di un processo di istruttoria condotto da Consap S.p.A. (“Concessionaria Servizi Assicurativi pubblici”), gestore del Fondo di Garanzia;
  • la garanzia è irrevocabile, incondizionata e valevole a prima richiesta. I titoli senior, per ottenere la garanzia, devono ottenere un rating uguale o maggiore di BBB (dal 2019, cfr. infra), che deve essere emesso da almeno due agenzie indipendenti tra quelle incluse nella lista approvata dall’Eurosistema.
 
 
Gli “attori” coinvolti

La GACS, sebbene inserita nel contesto già organizzato e consolidato delle cartolarizzazioni, è stata strutturata in modo da coinvolgere una moltitudine di soggetti nelle varie fasi del processo. Infatti, oltre agli attori tradizionalmente protagonisti dei processi di cartolarizzazione, la garanzia statale introduce nuove figure, volte a garantire un maggior livello di controllo.

Primaria importanza viene data alle società di rating, che hanno il compito di verificare le tranche di titoli ai fini dell’ottenimento della garanzia statale, avendo come condizione necessaria una valutazione dei titoli senior oggetto di cartolarizzazione, pari ad almeno BBB. Vi sono inoltre dei soggetti deputati al supporto delle fasi istruttorie: da un lato l’advisor finanziario, cui spetta il compito di valutare la fattibilità dell’operazione, attraverso l’analisi dei dati e delle informazioni relative alla cartolarizzazione; dall’altro lato il consulente legale, che si occupa del lato giuridico del processo, ovvero la stesura e la revisione dei documenti contrattuali. A supporto di questi ultimi, sono presenti due tipologie di servicer: lo special servicer e il master servicer. Lo special servicer si occupa dell’attività di “data remediation”, di predisporre il business plan e della gestione e del recupero crediti, mentre il master servicer deve monitorare i flussi di cassa e controllare la gestione del credito. Per concludere, ci sono le società di audit, che si occupano di pool audit (i.e. verifica a campione sul portafoglio di crediti da cartolarizzare), e il monitoring agent. A quest’ultimo spetta l’importante ruolo di valutare la conformità delle operazioni eseguite dal servicer rispetto alle condizioni definite dai contratti.

In tale contesto si inseriscono inoltre altre figure opzionali che possono intervenire nel processo della GACS. Il compito di tali soggetti è coadiuvare gli attori principali nelle pratiche fiscali e gestionali, nonché rappresentare i detentori finali dei titoli nelle decisioni amministrative.

 
La dotazione patrimoniale del Fondo

Per garantire un’adeguata copertura finanziaria della garanzia statale, è stato istituito un Fondo di Garanzia presso il MEF, gestito da Consap S.p.A., con una dotazione iniziale di 220 milioni di euro, alimentata ulteriormente dai corrispettivi annui delle garanzie concesse. Consap, completamente controllata dal MEF, eroga servizi assicurativi pubblici, regola attività e funzioni di interesse pubblico e gestisce e amministra fondi per conto dello Stato, ivi compreso il Fondo di Garanzia GACS. Le attività svolte nella gestione del Fondo si riferiscono alle varie fasi del processo per l’ottenimento della GACS: dall’istruttoria dell’istanza di concessione della garanzia al controllo dell’andamento dell’operazione, fino all’eventuale escussione della garanzia. 

Al momento la dotazione iniziale copre il 6,9% dei titoli senior emessi nell’ambito di operazioni GACS. Questo anche perché i titoli, per ottenere la garanzia, devono essere relativamente stabili, con un rating almeno pari a BBB. É comunque previsto che lo Stato valuti periodicamente la necessità di una maggiore copertura finanziaria del Fondo.

 
 

Contestualmente al rinnovo per ulteriori 24 mesi delle GACS nel 2019, sono state apportate numerose modifiche alla disciplina prevista dal quadro normativo del 2016, al fine di rendere più sicuro il rimborso delle senior note, che devono essere classificate con un rating pari a BBB, e di rafforzare il link esistente tra la remunerazione dei servicer e le loro performance nell’ambito delle attività di recupero. 
A seguito della crisi sanitaria generata dalla diffusione del Covid-19, poi, è stato previsto nel DL Rilancio un temporaneo differimento dei pagamenti dovuti ai servicer per un periodo compreso tra maggio 2020 e luglio 2021 (Art. 32, Dl n.34/2020 convertito in l. n.77/2020).

 
Finora la GACS ha permesso la dismissione di stock significativi di NPL, favorendo lo sviluppo di un mercato specializzato

L’introduzione della GACS ha reso più “fluido” il mercato degli NPL. Dalla sua introduzione fino al dicembre 2019 sono state infatti effettuate 25 operazioni, corrispondenti ad un valore contabile lordo (“GBV”) pari a circa 71 miliardi di euro, con una percentuale secured del 63%. Considerando un pricing medio del 23,1% sui portafogli cartolarizzati e un advance rate del 19,5%, il valore delle senior tranche di ABS coperte da garanzia statale è stimabile in 3,4 miliardi di euro.

 
Breakdown delle operazioni di cartolarizzazione 2016-2019
 

La maggior parte delle operazioni sono state finalizzate entro il 2018, per poi subire una riduzione nel 2019, anche a causa delle più stringenti condizionalità introdotte dalla legge che proroga lo schema di garanzia. Le operazioni sono composte prevalentemente da portafogli di ammontare inferiore ai 5 miliardi. L’eccezione più importante è segnata dall’operazione “Siena NPL 2018”, attraverso la quale Monte dei Paschi di Siena ha concluso un’operazione per un GBV di circa 24 miliardi. 

Insieme alla cartolarizzazione di MPS, le operazioni con il GBV più grande sono state originate da Unicredit e Banco BPM. La prima, attraverso le operazioni “Prisma” e “Fino 1”, ha smobilizzato crediti in sofferenza per un GBV di circa 11 miliardi; la seconda ha derubricato da bilancio NPL per un valore di circa 7 miliardi attraverso l’operazione “Leviticus”, una delle due cessioni effettuate dall’istituto da quando esiste lo schema di garanzia statale.

 
Le GACS strumento utile che può diventare strutturale, con alcuni correttivi

La GACS, intesa come strumento di smobilizzo dei crediti in sofferenza da parte delle banche, è stata e continua ad essere una storia di successo. Grazie alla garanzia statale si è sviluppato un mercato importante che ha permesso non solo la cessione di grandi stock di NPL, ma ha anche migliorato l’efficacia e l’efficienza del processo di cartolarizzazione, creando sinergie tra una pluralità di attori specializzati. Malgrado il significativo miglioramento apportato dalla GACS all’asset quality bancario, rimane però ancora ampia la forbice che separa la situazione italiana, con un NPL ratio lordo pari al 6,7%, dalla media europea intorno al 2,7% (EBA, esercizio di trasparenza primavera 2020).

Un continuo sviluppo delle GACS permetterebbe quindi non solo di colmare, almeno in parte, il gap con i best performer europei, ma anche aiutare le banche nel fronteggiare la crisi economica che il Covid-19 ha provocato su scala globale, dotandole di maggiore resilienza. È ipotizzabile infatti che il 2021 segni nuovi picchi di insolvenze, anche a causa dell’interruzione dei programmi statali a supporto dell’economia lanciati all’inizio della pandemia [1]. 

È presumibile quindi che questo schema di cartolarizzazioni continui anche nei prossimi anni. Per rispondere in maniera più adeguata ai bisogni del mercato in cui opera, tuttavia, potrebbe essere utile rivederne l’impianto.

Dall’analisi delle performance delle operazioni effettuate emerge infatti che per quasi la metà di esse i rendimenti lordi sono minori di quelli attesi nei business plan dei servicer. Perciò una maggiore accuratezza delle previsioni di performance, che tenga il più possibile in considerazione il contesto macroeconomico, potrebbe essere utile a fornire maggiore solidità al processo e agli attori che lo costituiscono.

Inoltre, vista l’interdipendenza che si è venuta a creare tra gli attori coinvolti, potrebbe essere cruciale un rafforzamento del ruolo di alcuni soggetti, come quello del monitoring agent, il cui compito è valutare la conformità delle azioni del servicer e monitorare le performance dell’operazione, a tutela delle parti coinvolte. Tale figura ad oggi, difatti, non risulta pienamente integrata nel processo di cartolarizzazione. Affinché il controllo delle azioni del servicer e, soprattutto, il monitoraggio delle performance possa essere il più preciso possibile, è indispensabile che il monitoring agent abbia a disposizione particolari modelli di analisi. Un significativo miglioramento delle attività di data analysis and remediation permetterebbe al monitoring agent di avere una chiara visione ex-ante ed ex-post della cartolarizzazione, garantendone un monitoraggio completo e studiandone le simulazioni di impatto degli scenari macro-fondati. Ex ante, permetterebbe una overview sulla singola operazione e sulle probabilità di intervento da parte dello Stato; ex post, consentirebbe di conoscere lo stato di salute e l’andamento dello stock di cartolarizzazioni effettuate, per essere in grado di valutare la capacità del Fondo di Garanzia, prevenendo eventuali situazioni critiche di ribasso dei recuperi. In tale contesto, risulterebbe quindi strategico attribuire questo compito ad un soggetto con esperienza nel presidio e nella gestione di denaro pubblico, in grado di sviluppare rapidamente un know-how specializzato nel monitoraggio delle attività di recupero crediti, sia ipotecari che unsecured.

 
 
[1] Tra le più importanti, ricordiamo: Conversione delle DTA (Deferred Tax Asset) in crediti d’imposta, favorendo la cessione dei crediti in sofferenza (dl 18/2020); Rafforzamento dell’intervento del Fondo di Garanzia per le PMI (dl 18/2020“Cura Italia”); Moratoria per MPMI e famiglie (dl 18/2020 “Cura Italia”); programma di acquisto di titoli da parte della BCE (c.d. PEPP: Pandemic Emergency Purchase Programme, Decisione UE 2020/4
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