I fondi comuni ESG nel portafoglio delle famiglie offrono migliori performance. Ma attenzione all’offerta

3 dicembre 2020

Vincenza Di Lorenzo, Alessio Iacopino, Annalisa Molino, Lorenzo Prosperi

La crisi indotta dalla pandemia ha evidenziato ancora di più l'importanza dei modelli di business con solidi fattori ESG per affrontare i cambiamenti in atto

 

Gli investimenti ESG sono in rapida espansione, sostenuti dalle iniziative regolamentari e dal crescente interesse per i temi legati alla sostenibilità. La crisi indotta dalla pandemia ha evidenziato ancora di più l'importanza dei modelli di business con solidi fattori ESG per affrontare i cambiamenti in atto. 

In base alle stime di Prometeia (elaborate su dati Assogestioni, Morningstar, Refinitiv e documenti informativi dei fondi comuni) il patrimonio dei fondi comuni retail ESG (il campione è costituito da prodotti etichettati come “ESG”, o che comunque dichiarano di avere politiche di investimento improntate a tali criteri)  ha raggiunto a giugno 2020 i 27 miliardi di euro, pari al 5% dei fondi comuni nei portafogli delle famiglie italiane. 

Nel 2020 la raccolta netta è stata positiva per 4.5 miliardi di euro, a differenza di quella degli altri fondi comuni. Dalle analisi contenute nel rapporto Wealth Insights di Prometeia e Ipsos, emerge anche che gli investitori retail che possiedono o sono interessati a prodotti ESG in Italia sono, rispetto agli altri: più giovani, più digitalizzati, più ottimisti e fiduciosi nel sistema finanziario e più educati finanziariamente

 
Fig. 1  Scorecard per anno dei fondi ESG e non-ESG
Fonte: elaborazioni e stime Prometeia su dati Assogestioni, Morningstar, Refinitiv e documenti informativi dei fondi comuni.
 

Ma cosa significa per un “piccolo investitore” optare per un investimento responsabile in termini di performance? La crisi COVID-19 ha rappresentato un’occasione unica per testare la resilienza di questi prodotti e la loro capacità di dare stabilità al portafoglio. 

Per confrontare il contributo dei fondi comuni ESG e non-ESG all’efficienza del portafoglio abbiamo costruito un indicatore che sintetizza diverse misure risk-adjusted fornendo pertanto una misura completa della “qualità” dei prodotti. Le aree verdi nella scorecard in Fig. 1 identificano gli anni in cui lo score è in media più elevato per i fondi comuni ESG. L’analisi è stata svolta su un orizzonte temporale con profondità storica di 3 anni che permette di considerare anche i prodotti lanciati più di recente sul mercato e allo stesso tempo di considerare periodi con andamenti diversi sui mercati; in particolare, il campione include tutti i fondi presenti al 31/12/2017 (indicati in giallo nella Fig.3 come fondi comuni sul mercato dal 2018 al 2020) al netto dei prodotti più vecchi, presenti sul mercato al 31/12/2014 (indicati in rosso nella Fig.3 come fondi comuni sul mercato prima del 2015). I risultati indicano che i fondi comuni ESG nei portafogli degli investitori retail italiani hanno in media ottenuto risultati migliori rispetto ai fondi comuni non-ESG a parità di asset class. 

 
Fig. 2 Delta score medio tra società green e non green identificate nel campione di società costituenti l’indice MSCI Europe
* Al netto dei fondi comuni presenti sul mercato da prima del 2015. Fonte: elaborazioni e stime Prometeia su dati Assogestioni, Morningstar e documenti informativi dei fondi comuni (per gli altri fondi comuni, campione rappresentativo dei fondi comuni italiani).
 
Fig. 3 Delta score dei fondi comuni ESG e non-ESG azionari Europa
* Al netto dei fondi comuni presenti sul mercato da prima del 2015. Fonte: elaborazioni e stime Prometeia su dati Assogestioni, Morningstar e documenti informativi dei fondi comuni (per gli altri fondi comuni, campione rappresentativo dei fondi comuni italiani).
 

I risultati sono coerenti con l’analisi Prometeia svolta sul mercato azionario europeo, utilizzando i fondamentali delle società come base della classificazione tra “green” e “non green”: le società green tra quelle comprese l’indice MSCI Europe sono state identificate tra le migliori società in termini di performance ambientale, in base ai dati estratti dalle informazioni non finanziarie comunicate dalle aziende e ai report esterni.

La figura 2 mostra come lo score medio delle società green sia superiore a quello delle società non green

La figura 3 mostra che le performance dei prodotti azionari ESG più recenti (post 2015), inclusi nella precedente analisi, sono coerenti con quanto emerge sulla base dei fondamentali ambientali delle società. Ciò non vale invece per i fondi già presenti sul mercato da prima del 2015, che con buona probabilità sono stati riclassificati come ESG, senza esserlo: è il cosiddetto rischio di “greenwashing”

E’ importante dunque che le famiglie mantengano un approccio di investimento selettivo ed è necessario che i distributori monitorino sempre la gamma prodotti utilizzando informazioni aggiornate e oggettive. Un supporto forte in questo senso sta arrivando dalla regolamentazione europea.

 

TAG

Leggi tutti gli insight