“Flat tax”: quanto costa e chi ne beneficia?

“Flat tax”: quanto costa e chi ne beneficia?

19 luglio 2018

Elizabeth Jane Casabianca, Elena Giarda

Nella formulazione attualmente proposta la misura genererebbe una perdita di gettito e un corrispondente risparmio per le famiglie, pari a circa 50 miliardi di euro. A beneficiarne maggiormente sarebbero i redditi più elevati

 

La riforma dell’imposta personale sul reddito costituisce uno dei punti centrali del programma del nuovo esecutivo. In particolare, si discute sull’introduzione di un’imposta assimilabile a una “flat tax” volta alla semplificazione del regime di imposizione fiscale vigente per le famiglie (Irpef). 

Secondo le ultime informazioni disponibili, la riforma si articola secondo i seguenti punti. In primo luogo, è prevista la riduzione del numero di aliquote e scaglioni di reddito dai cinque in essere a due: un’aliquota del 15% sul reddito fino a 80mila euro e una del 20% per redditi oltre 80mila euro. Inoltre, la base imponibile non sarebbe più il reddito individuale (come per l’Irpef), ma il reddito familiare. In aggiunta, è previsto un sistema di deduzioni che tenga conto sia della composizione familiare sia del livello di reddito percepito. Infine, la riforma includerebbe una clausola di salvaguardia che permetterebbe al contribuente di pagare l’importo dell’imposta più conveniente tra Irpef nella sua formulazione attuale e quella calcolata secondo il nuovo regime fiscale. Per il momento, nulla è stato definito riguardo alla possibile presenza di detrazioni di imposta. 

In base a nostre quantificazioni di questa proposta di riforma fiscale, l’introduzione della flat tax permetterebbe di ottenere un risparmio medio di imposta di circa 1950 euro a famiglia, equivalenti a un incremento medio di reddito disponibile del 5.5% per famiglia [1]. Tuttavia, l’incremento maggiore di reddito si osserva per i decili di reddito più alti: si passa da un aumento dello 0.7% per il primo decile di reddito a un massimo del 12.8% per l’ultimo (Fig. 1) [2].  

 
“Flat tax”: quanto costa e chi ne beneficia?
 
 

Nel complesso, le nostre simulazioni indicano che l’introduzione della flat tax comporta una riduzione del gettito fiscale di circa 50 miliardi di euro [3].  Il risparmio complessivo di imposta però non si distribuisce uniformemente tra la popolazione (Fig. 2). Si osserva che la maggior parte del risparmio complessivo va ai quintili di reddito più elevati (17.5% al quarto e 68.2% al quinto). Ai tre quintili più bassi spetta la restante quota del risparmio (1.4%, 4.5% e 8.4% per il primo, secondo e terzo quintile, rispettivamente).

Per concludere, il risparmio di imposta che si genera con il passaggio dall’attuale Irpef alla flat tax si ripartisce su tutta la distribuzione del reddito. Tuttavia, a beneficiarne maggiormente sarebbero i redditi più alti. Resta da capire quale sia la strategia che il governo intende perseguire per effettuare una più equa redistribuzione dei benefici (ad esempio attraverso un nuovo sistema di detrazioni) e per compensare il minor gettito fiscale derivante dall’introduzione della flat tax se implementata così come proposta.

 
 
[1] Le simulazioni sono effettuate utilizzando l’indagine campionaria IT-SILC (Statistics on Income and Living Conditions) 2015. I valori monetari sono riportati al 2017 con il deflatore dei consumi di contabilità nazionale.
[2] I decili, e i quintili più avanti, sono calcolati sul reddito equivalente familiare. Il reddito equivalente familiare è dato dal reddito disponibile familiare diviso per la scala di equivalenza e viene attribuito a ogni componente familiare. La scala utilizzata è la scala OCSE modificata, che dà peso 1 al primo adulto, 0.5 ai componenti di 14 anni o più e 0.3 ai minori di 14 anni.
[3] Questa stima, riprendendone la metodologia, è in linea con M. Baldini e L. Rizzo, “Anche la ‘quasi’ flat tax costa 50 miliardi”, lavoce.info, 15-05-2018.
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