EONIA in pensione, si preparano al debutto ESTER e l’ “Euribrido”

EONIA in pensione, si preparano al debutto ESTER e l’ “Euribrido”

4 febbraio 2019

Maria Paola Priola, Giacomo Tizzanini

Il 2019 si preannuncia come l’anno della rivoluzione dei tassi del mercato interbancario, con l’avvio dello Euro Short Term Rate e il passaggio dell’Euribor alla sua forma ibrida

 

Il countdown per il mondo dei tassi interbancari è iniziato. Entro l’anno due nuovi tassi benchmark vedranno la luce: il tasso ESTER in sostituzione dell’EONIA a ottobre 2019 e il nuovo Euribor, non oltre il 1° gennaio 2020. Il fermento attorno alle tabelle di marcia dei nuovi tassi, stilate rispettivamente dall’European Money Market Institute (EMMI) per l’Euribor e dalla Banca Centrale Europea per l’ESTER, garanti di metodologia e pubblicazione, è presto spiegato dall’importanza rivestita dall’EONIA e dall’Euribor nell’universo finanziario. L’EONIA, acronimo di Euro Overnight Index Average, è la media ponderata delle operazioni di finanziamento overnight non garantite; l’Euribor, Euro Inter Bank Offered Rate, è il tasso medio di interesse con cui le banche fanno operazioni interbancarie a diverse scadenze nell’eurozona.

Entrambi sono calcolati sulla base di dati trasmessi volontariamente da un campione di banche europee. Mentre per l’EONIA i tassi raccolti si riferiscono a transazioni effettive a scadenza giornaliera, per l’Euribor si tratta di tassi a cui sono offerti fondi a termine sul mercato interbancario. Inoltre, se l’EONIA è il riferimento per prodotti finanziari come ETF e Pronti Contro Termine, l’Euribor (a varie maturità) è il sottostante per mutui e prestiti a tasso variabile per il segmento retail.

Alla luce degli scandali finanziari relativi alla manipolazione dell’Euribor, è emersa la necessità di rivedere la modalità di fixing dei tassi principali dell’eurozona con standard di calcolo più trasparenti e robusti rispetto al passato. Per tale motivo, l’EMMI manderà in pensione l’EONIA quest’anno a favore del neonato l’ESTER (Euro Short Term Rate), lanciato in orbita finanziaria a marzo 2017 sotto il nome di PRE-ESTER e amministrato dalla Banca Centrale Europea, sulla scia delle altre banche centrali sempre più data provider – basti pensare ai tassi Sonia (BoE), TONAR (BoJ), SOFR (Fed). L’Euribor, invece, rimarrà ma in altre vesti.

Nel dettaglio, l’ESTER amplia il campione di banche che saranno obbligate a trasmettere i dati necessari al calcolo del tasso (prima avveniva solo su base volontaria) ed è dotato di clausole di salvaguardia qualora il panel fosse insufficiente o le transazioni trasmesse fossero concentrate in poche banche. Il nuovo Euribor, una forma ibrida del suo predecessore, è un "Euribrido" determinato, quando presenti, dalle transazioni di mercato effettivamente avvenute in quel dato giorno o in un range temporale elastico nel caso di parziale insufficienza di dati; in assenza di dati, sulle stime trasmesse dalle banche appartenenti al panel.
Il passaggio sembrerebbe tutt’altro che lineare e non vi sono ancora stime del potenziale impatto sul sistema bancario e finanziario. Da un’analisi preliminare, il PRE-ESTER risulta essere meno erratico del così detto "heartbeat" EONIA, mediamente sotto i suoi valori di 9 punti base (Fig. 1).


 
EONIA in pensione, si preparano al debutto ESTER e l’ “Euribrido”
 

Al fine di quantificare l’impatto sulla curva IRS dovuto al cambio di benchmark, abbiamo effettuato un’analisi di pricing indicizzando la gamba variabile di un IRS Fixed-Float (categoria Plain Vanilla) prima all’EONIA e poi al PRE-ESTER utilizzando come ultimo dato disponibile 18 dicembre 2018. Le strutture a termine swap derivate dai due benchmark presentano delle differenze marginali: se la curva EONIA-indexed è più alta nel tratto della curva con maturità a breve termine (circa 4 punti base nel nodo a 1 anno), il differenziale si annulla con tenor superiori al decennale (Fig. 2).

 
EONIA in pensione, si preparano al debutto ESTER e l’ “Euribrido”
 
 

Metodologia a parte, la riforma coinvolgerà trasversalmente tutta la platea di beneficiari, una lunga filiera passante per addetti ai lavori e clientela finale. Tutt’altro che trascurabili, con ogni probabilità, sono gli aspetti legati alla compliance e alla contrattualistica, così come ai sistemi informatici che dovranno fagocitare nei tempi e modi preposti la transizione dei tassi; delicata poi la questione di copertura e gestione di rischio per gli investitori finanziari, con la necessità di adeguare strumenti e modelli di valutazione ai nuovi sottostanti.

Infine, con la European BenchMark Regulation (EU BMR) proposta dalla Commissione europea e in vigore dal 1° gennaio 2018, si è aperta la finestra di applicazione per la certificazione tecnico-giuridica degli indici candidati benchmark, sottoposti a nuovi standard di accuratezza e trasparenza. Con un quadro normativo in divenire, non è ancora chiaro se verrà applicata la clausola di estensione del periodo di transizione per le autorizzazioni posticipando, di fatto, la fine dell’Euribor al 2021.

Quel che è certo è che stiamo assistendo a un'autentica rivoluzione dei tassi che non ne contempla una dismissione vera e propria, quanto invece un passaggio del testimone che vede EMMI e BCE impegnati in una delicata staffetta tra vecchi e nuovi tassi, cruciale per l’integrità dell’Eurosistema.

 
 
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