Emergenza Coronavirus, aumentano le uscite dai fondi comuni

29 aprile 2020

Vincenza di Lorenzo, Alessio Iacopino, Lorenzo Prosperi

A marzo è stato registrato il dato peggiore da fine 2008

 

In base alle stime Prometeia, a marzo la raccolta netta dei fondi comuni collocati a investitori italiani ha subito un forte peggioramento con deflussi che hanno raggiunto -11.5 miliardi di euro, dato peggiore dalla fine del 2008. Il mercato italiano ha mostrato una tenuta migliore se confrontato con le anticipazioni sul mercato europeo: le uscite si sono infatti attestate a meno dell’1.5% delle masse, mentre ne hanno rappresentato circa il 3% a livello europeo. 

 
Fig. 1: Raccolta netta a marzo 2020 Nowcasting
miliardi di euro e valori percentuali
Fonte: stime e previsioni Prometeia su dati Assogestioni (Mappa trimestrale e mensile del risparmio gestito).
 

I dati di mercato sono peggiori delle anticipazioni del nowcasting che incorporava la forte caduta dei mercati azionari ma non il forte peggioramento del quadro economico che si è prodotto in conseguenza del lockdown. I modelli, in particolare, anticipavano una tenuta dei prodotti bilanciati, sulla scia dei dati positivi di inizio anno, che non si è invece prodotta. Con riferimento alle altre asset class i deflussi sono stati più intensi per i prodotti azionari e obbligazionari, su cui hanno pesato le uscite a carico delle SGR dei primi 2 gruppi bancari, e in linea con le anticipazioni dei modelli per i prodotti flessibili. Una ripresa maggiore delle attese ha invece caratterizzato i prodotti monetari anche grazie alla ricomposizione dalle altre asset class. 

Il primo trimestre si è pertanto chiuso con deflussi superiori a 14 miliardi di euro: in prospettiva storica la caduta si conferma peggiore rispetto alla crisi del debito sovrano ma più contenuta rispetto alla crisi degli anni 2007-2008.

 
Fig.2  Raccolta netta mensile in fondi comuni nelle diverse fasi di crisi
Fonte: stime e previsioni Prometeia su dati Assogestioni (Mappa mensile del risparmio gestito).
 

Le stime per i prossimi mesi [1] confermano quanto anticipato già a marzo, ovvero che i flussi potrebbero restare negativi nei prossimi mesi e poi bassi per lungo tempo. Il nowcast anticipa una raccolta netta negativa per il secondo trimestre 2020 che potrebbe superare i -15 miliardi di euro. Ad aprile solo i prodotti monetari potrebbero essere positivi, favoriti dalla domanda degli investitori istituzionali, mentre i segni di stabilizzazione del rischio sanitario potrebbero contribuire ad attenuare le uscite dalle altre asset class, con deflussi più bassi a eccezione dei fondi flessibili.

Nel complesso gli effetti della pesante caduta dei mercati e le conseguenze del lockdown sulla propensione al rischio delle famiglie potrebbero estendersi anche alla seconda parte dell’anno con una raccolta che potrebbe invertire la tendenza solo negli ultimi mesi del 2020 ma con flussi persistentemente più bassi rispetto al passato.

 
Fig. 3 Raccolta netta trimestrale in fondi comuni
miliardi di euro
Fonte: elaborazioni e stime Prometeia su dati Assogestioni (Mappa trimestrale del risparmio gestito e nowcasting per il secondo trimestre 2020).
 
[1] I risultati dei modelli di nowcasting non coincidono necessariamente con lo scenario centrale Prometeia. 
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