Dove stanno andando le borse mondiali?

Dove stanno andando le borse mondiali?

28 novembre 2019

Maria Civita CafollaSimone Lauretti, Mattia Nincheri, Giulia Pallini, Luca Torresin 


Le novità regolamentari e la conseguente riduzione dei margini sulle attività core hanno portato a una crescente diversificazione dei ricavi e allo sviluppo dei Data & Analytics. Una strategia che spesso passa da operazioni di M&A: ecco una panoramica di cosa è accaduto negli ultimi anni

 
L’abolizione della concentration rule

La MiFID ha introdotto importanti cambiamenti nella struttura dei mercati secondari di titoli azionari: è venuta meno soprattutto la ‘concentration rule’, cioè l’obbligo di concentrazione degli scambi, che imponeva che le transazioni di titoli azionari quotati su mercati regolamentati venissero effettuate solo all'interno del mercato stesso. 

L’abolizione di questo vincolo ha permesso l’ingresso di nuove piattaforme di contrattazione, le Multilateral Trading Facilities (MTF) [1] e gli Internalizzatori Sistematici (IS) [2], consentendo di fatto la liberalizzazione dei mercati finanziari: da un mercato centralizzato si è passati a uno frammentato tra diverse trading venues. Ne è scaturita una maggiore concorrenza tra le varie piattaforme di scambio, con una serie di vantaggi non trascurabili per gli investitori: diminuzione dei costi di transazione, possibilità di accedere ad una più ampia gamma di servizi, migliore trasparenza pre e post-trading, nonché possibili miglioramenti nella qualità del servizio.

 
La ricomposizione dei margini dei grandi operatori di borsa

Se da un lato la MiFID ha avvantaggiato gli investitori, dall’altro la proliferazione di piattaforme alternative di scambio ha accentuato il livello di competizione, con conseguente contrazione dei margini da core business. Questo ha determinato un vantaggio competitivo per gli operatori più virtuosi in termini di cost efficiency, spingendo gli operatori a diversificare.

II London Stock Exchange Group (LSE), ad esempio, sta diversificando verso gli Information Services, come in parte sta facendo anche la Bolsas Y Mercado Espanoles, che ha così compensato la stretta dei margini sulla componente di trading e listing. Diversificazione avviata principalmente sui servizi di post-trade invece per Euronext.

 
Figura 1: Breakdown per ricavi di tre grandi operatori di Borsa
Fonte: elaborazioni Prometeia su fonti pubblicamente disponibili
 
Evoluzione strategica basata su quattro pilastri

A livello internazionale si assiste all’implementazione di strategie articolate su quattro principali assi di sviluppo: 

  • la diversificazione lungo la catena del valore 
  • la continua ricerca di maggiore efficienza 
  • l’espansione geografica
  • la rincorsa verso Data and Analytics
 
Figura 2: i key drivers dell’evoluzione strategica degli operatori internazionali
Fonte: elaborazioni Prometeia
 
M&A fattore abilitante per l’implementazione delle linee guida strategiche

Per conseguire questi obiettivi, sia i grandi exchange internazionali che gli operatori medio-piccoli sono spesso passati attraverso l’M&A. Nell’ultimo triennio si sono concluse infatti 25 significative operazioni straordinarie con al centro gli operatori di borsa internazionali (15 operazioni tra exchange più 10 operazioni con l’operatore di borsa come soggetto acquirente). Gli operatori più attivi nell’ultimo triennio sono stati Intercontinental Exchange, con 7 operazioni, e il London Stock Exchange con 6. Le valorizzazioni registrate sul mercato sono state differenti a seconda dei target: 14x – 16x l’EV / EBITDA riportato dalle operazioni tra grandi operatori internazionali, in linea con i relativi multipli di borsa degli operatori quotati, e vicini ai multipli delle tech company. 

 
Figura 3: Principali operazioni straordinarie condotte da operatori di borsa internazionali nell’ultimo triennio
Fonte: elaborazioni Prometeia
 
Impatti diversi a seconda della dimensione degli operatori
 
Figura 4: I trend principali dei grandi operatori internazionali di Borsa
Fonte: elaborazioni Prometeia
 
L’M&A selettivo dei grandi exchange internazionali per ottenere efficienza e diversificazione

L’estrazione di sinergie è ottenuta mediante la costituzione di partnership, anche eventualmente tramite operazioni sul capitale: nel gennaio 2019 LSE ha acquisito una partecipazione di minoranza (il 4,92% per 278,5 milioni di euro) in Euroclear, società belga fornitrice di servizi di settlement, custody e collateral management, puntando a sinergie da ricavi legati allo sviluppo dei prodotti. 

Sinergie di costi possono essere invece ottenute tramite l’internalizzazione dei fornitori: nel febbraio 2019 Hong Kong Exchange ha acquisito il 51% di Shenzhen RT Technology, società hi tech specializzata nei mercati finanziari (data & regulation), al fine di ridurre il ricorso a fornitori terzi, ottimizzando così i costi di sviluppo e minimizzando i rischi di implementazione. 

Infine, la diversificazione del proprio core business avviene mediante l’integrazione di “nicchie” di specializzazione da operatori terzi: come ha fatto ad esempio Intercontinental Exchange, che nel luglio 2018  ha acquisito TMC Bonds per 685 milioni di dollari, al fine di offrire nuovi ambiti di accesso alla liquidità, espandendo i propri servizi nel fixed income in ambito analytics, execution e post-trade.

 
Diversificare consente di estendere il proprio portafoglio prodotti e accedere a nuovi mercati

A fine 2018 Deutsche Börse ha esteso il proprio portafoglio servizi alla clientela attraverso la fusione con Grexel System, leader in Europa nella fornitura di registri centralizzati nel mercato dell’energia. Al tempo stesso ha esteso il proprio posizionamento negli Usa con l’acquisizione “tattica” per 100 milioni di dollari di GTX ECN, piattaforma americana di forex trading, anche al fine di favorire l’integrazione tecnologica con la piattaforma tedesca 360T, già acquisita da Deutsche Börse nel 2015. 

Da ultimo, come noto, LSE ha raggiunto un accordo per l’acquisizione del data provider Refinitiv (valutazione implicita di 27 miliardi di dollari), con l’obiettivo di creare una struttura leader nella fornitura ai mercati finanziari globali.

 
La nuova ondata di innovazione in ambito Data & Analytics è cavalcata dai grandi operatori

Si assiste sul mercato all’avvio dell’automazione dei processi mediante robotica e Artificial Intelligence, ambito in cui l’M&A selettivo può affiancare/supportare i significativi investimenti necessari. In questo ambito, nell’aprile 2019 Deutsche Börse ha acquisito per 850 milioni di dollari Axioma, leader di mercato nella produzione di software per l’ottimizzazione delle strategie di investimento per asset manager, con l’obiettivo di costituire un player integrato leader nella gestione degli investimenti, con componenti di intelligenza artificiale e una piattaforma end-to-end.

La Australian Securities Exchange dal 2015 sta lavorando al progetto di sostituzione del sistema attuale con una piattaforma basata sulla tecnologia di contabilità distribuita (DLT) e ha firmato un accordo con il colosso del cloud computing VMware per accelerare lo sviluppo del nuovo sistema di compensazione e regolamento delle azioni basato su blockchain.

 
Gli operatori medio-piccoli esplorano l’M&A per incrementare i volumi e consolidare il posizionamento a livello nazionale
 
Figura 5: I trend principali degli operatori internazionali di Borsa medio-piccoli
Fonte: elaborazioni Prometeia
 

L’integrazione di mercati adiacenti resta il canale più semplice per aumentare la scalabilità degli operatori medio-piccoli. Nel 2019 Aquis, MTF indipendente che opera in ambito equity mediante piattaforma proprietaria hi tech, ha annunciato l’acquisizione di NEX Exchange, società focalizzata sullo sviluppo e la crescita delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di incrementare i volumi mediante l’integrazione con il mercato primario. 

Ancora attuale è poi la strategia di M&A volta a costituire dei poli di riferimento a livello nazionale, che ha guidato nel 2018 la fusione tra MATBA (Buenos Aires Futures and Options Exchange) e Rofex (Rosario Futures Exchange), dando luogo al principale mercato di futures in Argentina, e nel 2019 quella tra Tradegate Exchange con Berlin Börse AG e la piattaforma Equiduct, creando così un polo unico di riferimento per gli investori privati. 

 
Il consolidamento delle partnership già esistenti

Tuttavia l’accesso a nuovi mercati internazionali per gli operatori medio-piccoli avviene però principalmente mediante consolidamento delle partnership già esistenti. Come nel caso di Börse Stuttgart, stock exchange per investitori retail, che nel 2017 ha acquisito BX Swiss, al fine di accedere al mercato svizzero e beneficiare di sinergie estraibili dalla condivisione dell’infrastruttura tecnologica di Stuttgart.

Nel medio termine, c’è da scommettere che l’onda lunga del consolidamento verso nuovi mercati nel prossimo triennio non si esaurirà.

 

Il team Strategic Advisory and Corporate Finance di Prometeia è leader nello svolgimento di progetti strategici per banche LSI, grazie alla ricerca proprietaria che consente un posizionamento unico nello studio dei fenomeni in essere, dei meccanismi evolutivi e delle prospettive di sviluppo del settore bancario. Il team ha condotto per conto di banche LSI progettualità sia in ambito strategy che M&A. Il senior team ha consolidate esperienze in ambito fintech/piattaforme finanziarie, avendo svolto in passato numerose progettualità per operatori di borsa internazionali e/o piattaforme di trading.

 
[1] Per MTF si intende un sistema multilaterale gestito da un’impresa di investimento o da un gestore del mercato che consente l'incontro - al suo interno ed in base a regole non discrezionali - di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti" (art. 4, n. 15, direttiva 2004/39)
[2] L’internalizzatore sistematico è "un'impresa di investimento” che in modo organizzato, frequente e sistematico negozia per conto proprio eseguendo gli ordini del cliente al di fuori di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione" (art. 4, n. 7, direttiva 2004/39)
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