Le diverse performance delle banche europee attraverso la lente del business model

18 novembre 2020

Giulia Bassani, Sara Emiliani

Il settore bancario dell'area euro è più solido di 10 anni fa, ma afflitto da una debole redditività acuita dalla crisi attuale, che ha portato a un’ulteriore riduzione delle valutazioni di mercato. Grazie a un nuovo database del SSM, è possibile sviluppare un benchmark per modelli di business differenti che riteniamo promettente per l’analisi dei bilanci bancari e verso cui l’autorità di vigilanza si orienta già da tempo nella valutazione in ambito SREP. Un’analisi più dettagliata è contenuta nell’edizione di novembre di ABB Banche significative europee.

 

Recentemente il Single Supervisory Mechanism (SSM) ha reso disponibili i dati sulle banche significative europee raggruppate anche per business model, oltre che tradizionalmente per Paese. Il business model è identificato attraverso le attività che generano il reddito principale dell’istituto di credito. L’SSM identifica 8 categorie:

  • Asset manager and custodians: per queste banche è più rilevante il reddito commissionale per i servizi di consulenza e gestione del risparmio e degli investimenti dei propri clienti;
  • Corporate/wholesale lenders: i clienti principali di queste banche sono imprese, sia per i prestiti sia per la raccolta;
  • Development/promotional lenders: banche prevalentemente pubbliche che finanziano progetti di pubblica utilità. Generalmente hanno dimensioni elevate e prestano a imprese con margini reddituali molto bassi;
  • Diversified lenders: banche con un’esposizione bilanciata nei confronti di famiglie e imprese;
  • Retail lenders and consumer credit lenders: istituti di credito focalizzati principalmente su prestiti per acquisto di abitazioni o credito al consumo (fra cui anche il credito per l’acquisto di automobili);
  • Small market lenders: banche che operano nei paesi europei di minore dimensione e che rientrano tra le banche significative nonostante un totale attivo contenuto. Generalmente le esposizioni di questi istituti sono verso clienti domestici;
  • Universal and investment banks: si concentrano solitamente sia su attività creditizie (anche se con una bassa quota di ricavi da margine di interesse) sia di tipo assicurativo, gestione del risparmio o attività di trading;
  • G-SIB: le banche sono inserite in questa categoria se classificate come “Global Systemically Important Banks” all’inizio dell’anno di riferimento o se si distinguono comunque per dimensione e impronta internazionale.

Nel primo semestre 2020 le differenze di redditività per modello di business sono ampie, rispetto a una redditività complessiva del settore sostanzialmente nulla: le banche specializzate sul credito retail (mutui e credito al consumo) hanno una redditività superiore al 10% insieme ai small market lenders (banche dei paesi europei di minori dimensioni). All’opposto, i corporate/wholesale lenders, le banche a rilevanza globale (G-SIB) e i diversified lenders hanno registrato, in aggregato, delle perdite (ROE negativo). Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, la redditività è comunque in calo per quasi tutte le categorie, con l’unica rilevante eccezione dei retail/consumer credit lenders (Fig. 1).

 
Fig. 1 ROE (%)
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati SSM.
 

Relativamente all’efficienza, i small market lenders hanno il cost/income più basso perché tipicamente hanno sede in paesi con un grado maggiore di digitalizzazione (per esempio Estonia e Lituania) mentre i retail/consumer credit lenders, nonostante un’ottima performance, hanno il cost/income più elevato del campione, insieme alle banche specializzate sull’asset management e sul segmento corporate/wholesale.Le banche incluse tra i development lenders, tipicamente banche pubbliche, hanno registrato un incremento significativo del cost/income rispetto a giugno 2019 (dal 39.9% di giugno 2019 al 59.7% di giugno 2020), anche se rimangono quelle con il cost/income più basso tra le banche significative (Fig. 2).

 
Figura 2 Cost/income ratio (%)
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati SSM.
 

Per quanto riguarda invece la qualità del credito, come da attese, le banche focalizzate sull’asset management presentano l’NPL ratio lordo più contenuto, quasi prossimo allo zero, mentre le banche della categoria diversified lenders hanno il valore più elevato (6.8%), sebbene in riduzione di quasi un punto percentuale da dicembre 2019 (corrispondente a una riduzione di 40 miliardi di euro di crediti deteriorati) (Fig. 3). Il ranking per business model non varia molto osservando le coperture dei crediti deteriorati.

 
Figura 3  (%) NPL ratio lordo (%)
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati SSM.

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