Guerra dei dazi Usa vs Ue: una sconfitta per tutti

Guerra dei dazi Usa vs Ue: una sconfitta per tutti

1 giugno 2018

Alessandra Lanza, Claudio Colacurcio

In caso di escalation 7,8 miliardi di minori esportazioni per gli States, 4,4 miliardi per il Vecchio Continente

 

L’esenzione temporanea concessa all’Unione Europea dall’amministrazione americana adesso non c’è più: entrano così in vigore le imposte del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio. 

L’interscambio tra Europa e Stati Uniti ammonta a 700 miliardi di euro
ed è il principale flusso bilaterale negli scambi mondiali: la probabile escalation nella guerra dei dazi, scatenata da Trump, si gioca in questa cornice. 

E porta, utilizzando la teoria dei giochi, al peggior risultato possibile per entrambi gli attori coinvolti: 7,8 miliardi di minori esportazioni per gli States, 4,4 miliardi per il Vecchio Continente nel caso reagisca e si protegga a sua volta. Nello scenario, improbabile, di una non risposta alle tariffe da parte di Bruxelles il danno economico ammonterebbe invece a 2,1 miliardi per l’Ue.

 
I rapporti commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea: possibili payoff
Fonte: Prometeia su dati Eurostat e Istituti Nazionali di Statistica (delta export e produzioni in mld €)
 

Nel 2017 per gli Usa l’import di acciaio e alluminio valeva 43 miliardi, più del doppio di quanto esportato. Ma quale può essere l’effetto per l’Italia? Per ora limitato: per i 71 “codici prodotto” convolti dalle tariffe di Trump si parla di 500 milioni: l’1,2% dell’export italiano verso gli Stati Uniti. Tenendo conto che il nostro paese esporta anche nicchie di prodotto difficilmente sostituibili, la perdita si ridurrebbe in realtà a 200 milioni.

A preoccupare, tuttavia, non è tanto l’effetto di questa prima mossa, ma quello che può innescare. Se l’Europa, come annunciato, risponderà a sua volta con dei dazi – su prodotti evocativi come jeans, motociclette, cosmetici – Washington è pronta ad andare oltre, ad esempio tassando le auto (27 miliardi le esportazioni Ue verso gli Usa, di cui 3 miliardi dall’Italia), in una spirale negativa per tutti i paesi coinvolti.