Costruzioni, nel primo trimestre 2017 si consolida la ripresa

Costruzioni, nel primo trimestre 2017 si consolida la ripresa

16 giugno 2017

luca.agolini@prometeia.com

Il settore sembra avviato verso l’uscita definitiva dalla lunga fase recessiva, senza precedenti nel Dopoguerra per intensità e durata. Principali driver del rilancio saranno gli investimenti nella riqualificazione abitativa e le opere pubbliche

 

Dopo aver chiuso il 2016 con segno positivo, per la prima volta dal 2006, il settore delle costruzioni sembra essersi avviato verso un consolidamento della ripresa. I dati di Contabilità nazionale relativi al primo trimestre 2017 indicano una crescita degli investimenti pari allo 0.6% sul periodo precedente, per un incremento in termini tendenziali dell’1.6%. 

Nel dettaglio, la componente delle altre costruzioni (fabbricati non residenziali e genio civile) è stata la più dinamica, con un aumento congiunturale dello 0.8%, mentre l’edilizia residenziale ha leggermente moderato il passo (0.5%, da 0.7% nel trimestre precedente).  

Le informazioni congiunturali, pur suggerendo una certa cautela, tendono a confermare la ripartenza del ciclo delle costruzioni. Il clima di fiducia delle imprese operanti nel settore è migliorato in aprile-maggio, attestandosi sui livelli più elevati dalla prima metà del 2008, trainato dalle aspettative positive sui nuovi ordini, ed è confermata la sostanziale stabilizzazione, seppure su livelli storicamente minimi, dei permessi a di costruire per nuove abitazioni, con i primi spunti di recupero a partire dal secondo trimestre 2016.



Fig 1: PIL e investimenti in costruzioni (indici 2007=100)
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat
 

Segnali positivi per il mercato immobiliare

Continuano inoltre le indicazioni favorevoli per il mercato immobiliare, dal momento che la tendenza positiva delle compravendite sta proseguendo sia nel comparto residenziale (8.6% nel primo trimestre 2017) che sia in quello non residenziale (10.8% e 12.2% rispettivamente per il terziario-commerciale e il settore produttivo).  

Alla luce di queste informazioni, la fase di graduale ripresa degli investimenti in costruzioni è attesa proseguire nel 2017 e nel biennio successivo, a tassi di poco superiori all’1% medio annuo, previsti in accelerazione nella parte finale dell’orizzonte di previsione. Come risultato di questa crescita, gli investimenti dovrebbero stabilizzarsi, in rapporto al PIL, leggermente sopra l’8%, livello comunque ancora distante da quello raggiunto negli anni di picco del ciclo dell’edilizia (nell’ordine del 12%). 

Lo scenario si caratterizza per molteplici fattori di sostegno agli investimenti, in primo luogo nell’edilizia residenziale. La riconferma per l’intero 2017 del potenziamento al 50% della detrazione per le ristrutturazioni e di quella al 65% per l’efficientamento energetico dovrebbe continuare a supportare gli investimenti nel rinnovo abitativo, cui contribuirebbe anche l’estensione del “bonus energia” agli interventi nei condomini (fino al 2021). Sul piano degli incentivi fiscali è inoltre prevista la proroga al 2021 delle detrazioni per gli interventi di messa in sicurezza delle abitazioni e degli immobili produttivi nelle zone ad elevato rischio sismico. 

La dinamica dell’edilizia residenziale continuerà, tuttavia, a scontare la debolezza del comparto delle nuove abitazioni, che potrebbe tornare a crescere solo a partire dal 2018. L’esigenza di smaltimento dell’invenduto tenderà, infatti, a limitare l’impulso alla domanda edilizia derivante dal miglioramento del reddito disponibile delle famiglie e dalle condizioni ancora favorevoli del credito.

 
Fig 2: investimenti in costruzioni: var.% su trim. prec. per comparto
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Istat
 

Crescono gli investimenti nel genio civile

Quanto agli altri comparti, ci aspettiamo un’accelerazione degli investimenti nel genio civile, sia pure subordinata al superamento – una volta completato il percorso di modifica della riforma – dell’effetto negativo del nuovo codice degli appalti e all’effettiva implementazione dell’annunciato rilancio degli investimenti pubblici. Al riguardo, uno stimolo rilevante è atteso dalle misure incluse nella Legge di Bilancio 2017, a partire dalla istituzione del “Fondo Investimenti” pluriennale, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture a partire da una dotazione iniziale di oltre 11 miliardi di euro al 2020.  

Una quota rilevante del Fondo sarà assegnata al finanziamento dei Contratti di Programma di RFI e ANAS per investimenti nella rete ferroviaria e nella manutenzione della rete stradale: altri interventi sono previsti per la messa in sicurezza delle strade dei Comuni, per il trasporto pubblico locale (completamento metropolitane in costruzione) e la riqualificazione urbana (“Piano periferie”), oltre che per la difesa del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico. 

 

Il ruolo della ricostruzione post-terremoto

Anche la ricostruzione post-terremoto dovrebbe agire a favore della ripresa delle costruzioni, a seguito degli stanziamenti per le opere di ricostruzione – sia pubblica che sia privata – e per gli interventi di prevenzione del rischio sismico (edilizia scolastica). Per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio immobiliare, oltre alle misure di carattere straordinario, è anche prevista la definizione di un piano nazionale a lungo termine (progetto “Casa Italia”) che sta prendendo avvio con i primi 10 cantieri-pilota in altrettanti Comuni.

Insieme agli investimenti attivabili dal settore pubblico, anche il comparto non residenziale è atteso ritornare in territorio positivo a partire da quest’anno; il consolidarsi di un nuovo ciclo di investimenti in beni strumentali potrebbe infatti contribuire a riattivare la domanda non residenziale privata.