Per le costruzioni andamenti divergenti tra Europa e USA

Costruzioni, andamenti divergenti tra Europa e USA

16 ottobre 2017

luca.agolini@prometeia.com

Si consolida la ripresa del settore nel Vecchio Continente, ma si registra una frenata (temporanea) dell’edilizia residenziale negli Stati Uniti

 

La congiuntura degli investimenti in costruzioni nella prima metà del 2017 indica come il settore abbia continuato a fornire un impulso positivo alla crescita nella maggior parte delle economie europee, mentre la sua ripresa ha subito una battuta d’arresto, molto probabilmente temporanea, negli Stati Uniti.  

In Germania il ciclo espansivo delle costruzioni è proseguito nel secondo trimestre, anche se ad un ritmo più contenuto rispetto ai tre mesi precedenti (0.9% congiunturale, rispetto a 3.4%) a causa del venir meno del fattore climatico favorevole che aveva agito nel primo trimestre. Principale driver delle costruzioni tedesche è risultata l’edilizia residenziale (+2.2% sul precedente), mentre gli altri comparti - non residenziale e genio civile - si sono indeboliti. Per quest’ultimo la tendenza recente degli ordini alle imprese di costruzioni suggerisce, tuttavia, la possibilità di un recupero nei prossimi mesi. 

La ripresa dell’attività edilizia si è consolidata in Francia, con segnali positivi diffusi a tutte le componenti, a partire da quella residenziale (+1.1% sul precedente nel secondo trimestre) sulla spinta dei livelli minimi dei tassi di interesse e delle misure di stimolo adottate nel 2015-2016 e rivolte soprattutto alle nuove abitazioni. L’orientamento al rialzo dei permessi a costruire e dei nuovi cantieri anticipa la prosecuzione della fase espansiva, anche alla luce della probabile conferma degli incentivi da parte del nuovo esecutivo.

In Spagna il ritmo di sviluppo degli investimenti è rimasto stabile (+1.1% congiunturale) nel secondo trimestre, trainato dalla crescita dell’edilizia residenziale (+2.4%) a fronte di un andamento debole nel non residenziale e nel genio civile. Tra i fattori di sostegno alla ripresa è confermato il dinamismo del mercato immobiliare, evidente soprattutto nei maggiori centri urbani e nelle aree turistiche. Ci aspettiamo che il nuovo ciclo dell’edilizia spagnola si rafforzi nei prossimi trimestri grazie anche al graduale riassorbimento dello stock di abitazioni invendute.  

 
 
GR1: Investimenti in costruzioni (var.% su trim. prec.)
Fonte: istituti statistici nazionali
 
 

Regno Unito in controtendenza

In controtendenza rispetto agli altri paesi europei, nel Regno Unito gli investimenti in costruzioni hanno accusato una flessione nei mesi primaverili (-1% sul precedente), estesa a tutti i comparti ma più consistente per l’edilizia residenziale. Questo risultato negativo si aggiunge ai segnali di raffreddamento che emergono sul mercato immobiliare sia dal lato delle compravendite che da quello dei prezzi.  

 
 
GR2: Investimenti in edilizia residenziale (var.% su trim. prec.)
Fonte: istituti statistici nazionali
 

Negli Usa indebolita la componente delle opere pubbliche

Come anticipato, negli Stati Uniti, dopo la performance robusta tra gennaio e marzo, l’espansione dell’edilizia residenziale ha accusato una battuta d’arresto nel secondo trimestre, con una flessione degli investimenti pari a -1.9% sul precedente. Quanto agli altri comparti, è proseguito il recupero degli investimenti in strutture non residenziali, seppure a ritmi più moderati, mentre si è ulteriormente indebolita la componente delle opere pubbliche a livello statale e locale.La frenata dei cantieri non si può attribuire a un indebolimento della domanda di nuove abitazioni, che continua ad essere sostenuta dal progressivo aumento dell’occupazione e dei salari e da un costo dell’’indebitamento ancora piuttosto contenuto, quanto piuttosto dipende da fattori quali la carenza di lavoratori qualificati e di terreni edificabili, che spingono verso un rialzo dei costi di costruzione. L’interruzione dell’attività edilizia nelle zone colpite dagli uragani suggerisce una debole evoluzione del comparto nel terzo trimestre, mentre l’avvio della ricostruzione nelle zone danneggiate potrebbe fornire un maggiore impulso agli investimenti nei mesi finali del 2017.