Coronavirus, quali effetti sulle scelte di investimento delle famiglie?

16 marzo 2020

Vincenza Di Lorenzo 

L’eccezionalità della situazione rende complessa la valutazione degli effetti del Covid-19, a tutti livelli: l’entità degli impatti potrebbe assumere un’intensità che oggi è difficile cogliere. Questi i possibili riflessi sulla domanda e l’offerta di strumenti finanziari

 

Il 2019 era già stato un anno complesso per i risparmi delle famiglie italiane. La caduta dei mercati finanziari del 2018 e il conseguente calo dei rendimenti dei portafogli finanziari, e la stagnazione economica nel 2019 hanno pesato sulla fiducia e la propensione al rischio degli investitori. E così nel corso dell’anno l’avversione al rischio era progressivamente aumentata, raggiungendo l’apice a inizio 2020: il peggioramento del quadro economico ha infatti deteriorato le aspettative delle famiglie, che hanno preferito accumulare il proprio risparmio in depositi, anche più di quanto fatto durante la crisi finanziaria del 2008 e quella del debito pubblico del 2011, o investirlo in prodotti percepiti come poco rischiosi e in grado di garantire qualche forma di protezione del valore investito, come i prodotti assicurativi. 

La domanda di prodotti di risparmio gestito è stata invece molto debole, nonostante mercati finanziari ampiamente positivi. I fondi comuni in particolare, negativi nella prima metà del 2019, solo negli ultimi mesi avevano mostrato una decisa ripresa, lasciando ben sperare per l’anno a venire. 

A fine gennaio però il quadro finanziario è peggiorato alle prime notizie sull’emergenza del Coronavirus in Cina. La situazione si è poi rapidamente deteriorata con l’espandersi del Covid-19 in Italia e in Europa, con i massicci sell-off di questi giorni e un poderoso ritorno della volatilità. 

Quali potrebbero essere gli effetti del Covid-19 sui portafogli?

Le attese di ulteriore peggioramento dell’avversione al rischio, già elevata, dovrebbero accentuare la preferenza per la liquidità e la domanda di forme di investimento a basso rischio, come i prodotti assicurativi. Gli investimenti in fondi comuni, invece, potrebbero essere negativi nella media di tutto il 2020, anche nell’ipotesi che l’attuale fase ribassista sui mercati finanziari si attenui nella seconda metà dell’anno. Analogo discorso per gli investimenti azionari, penalizzati anche dal peggioramento del quadro economico. 

Quanto potranno essere intensi gli effetti?

L’eccezionalità della congiuntura e le incertezze sulla durata dell’epidemia determinano una forte aleatorietà intorno a quello che potrebbe essere lo scenario centrale. La situazione attuale non è nemmeno confrontabile con le crisi del passato, sia quella del 2007-2008 che del 2011-2012. La prima si caratterizzò per una crisi di liquidità delle banche, spinte a fare maggiore ricorso alla raccolta diretta dalle famiglie a breve e medio termine; la crisi del debito sovrano anche per una risalita dei rendimenti sui titoli di Stato, che spiazzarono altre forme di investimento, compresi i prodotti assicurativi (Fig.1).

 
Fig. Flussi di investimento in strumenti finanziari
Fonte: Banca d’Italia (Conti finanziari). 2019: dati a tutto settembre
 

Le buone condizioni di liquidità delle banche, anche grazie alle ulteriori misure di politica monetaria approvate dalla Bce, e i tassi di interessi che, anche se in risalita, restano storicamente bassi, dovrebbero limitare questi fenomeni. Tuttavia, alla luce della maggiore avversione al rischio e di una crisi che sta toccando direttamente il nostro paese, le forme di investimento percepite come rischiose – tra cui i fondi comuni – potrebbero subire uscite significative, pur senza immaginare un’emorragia come quella del 2007-2008, data anche la maggiore stabilità che negli anni recenti sembra caratterizzare le scelte di investimento delle famiglie (non si sono in particolare osservate forti uscite né nel 2016 né nel 2018). 

Per quanto tempo potranno perdurare tali effetti?

Gli effetti potrebbero però essere più duraturi di quanto accaduto in passato all’indomani di una crisi finanziaria o economica. L’attuale scenario di incertezza e tensione sui mercati finanziari si aggiunge infatti al “ricordo” della caduta dei mercati finanziari nel 2018. Per non parlare dei significativi impatti del virus sull’attività economica e sulle condizioni economiche delle famiglie.
 
Anche nell’ipotesi che le tensioni sui mercati si attenuino una volta superata l’emergenza, i flussi di investimento in fondi comuni potrebbero restare bassi per anni . Permarrà una maggiore avversione al rischio, che rallenterà l’auspicato ridimensionamento della ricchezza parcheggiata nei depositi.

 
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