Coronavirus, quali effetti per il settore assicurativo?

9 marzo 2020

Stefano Frazzoni

Prevedibile rallentamento del comparto Danni, diverso il discorso per quello Vita

 

In questi giorni di grande incertezza e preoccupazione per l’emergenza Coronavirus, anche il settore assicurativo si attiva nei confronti dei propri assicurati e, allo stesso tempo, si interroga sugli scenari dei prossimi mesi. 

Innanzitutto, come comunicato dall’ANIA, l’associazione di settore, già dalla fine di febbraio le compagnie hanno sospeso il pagamento dei premi assicurativi per i clienti residenti nelle “zone rosse” originarie. Inoltre sono ormai diverse le compagnie assicurative che si sono attivate per limitare in qualche modo le conseguenze per i propri assicurati, non solo includendo la quarantena per Covid-19 fra le cause indennizzabili nelle polizze salute, ma anche prevedendo, nei propri prodotti, indennizzi economici, ad esempio, per le attività commerciali e produttive che dovessero essere costrette alla chiusura temporanea a causa dell’emergenza sanitaria.

Al di là di queste iniziative, tuttavia, sullo sfondo rimane il grande interrogativo su quali potranno essere le conseguenze sull’andamento complessivo del settore. Ad oggi è assolutamente arbitrario avventurarsi in previsioni, specie alla luce del recente allargamento dei territori soggetti a drastiche misure di contenimento sanitario. E’ ancora troppa l’incertezza sull’effettiva portata del contagio. Certo è però che le conseguenze macroeconomiche non potranno non ripercuotersi anche sul settore assicurativo.

Se pensiamo al comparto Danni, ad esempio, nonostante la sua teorica anti-ciclicità, è ragionevole attendersi che un forte rallentamento economico potrebbe condizionare negativamente quel processo di sviluppo che il settore, anche grazie all’attivazione del canale bancario, sta sperimentando già da un paio d’anni. Oltre a ciò, è evidente che un forte rallentamento del mercato dell’auto avrebbe effetti anche in ambito assicurativo, specie con riferimento alle coperture complementari all’RCA obbligatoria.

Diversa potrebbe essere invece la situazione per il comparto Vita: un rallentamento del ciclo economico condizionerebbe certamente lo sviluppo dei redditi ma potrebbe accompagnarsi ad un incremento della propensione al risparmio, con effetti positivi sulla domanda di forme di investimento garantite e a basso rischio, come quelle tradizionalmente offerte dalle polizze assicurative. E qui entrano in gioco, come già nella seconda parte del 2019, gli interrogativi sulla capacità del settore di assorbire questa domanda in un contesto di tassi di interesse che, comunque, dovrebbero mantenersi storicamente bassi.

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