Going grey: i consumi di fronte alle future tendenze demografiche

Going grey: i consumi di fronte alle future tendenze demografiche

27 giugno 2017

leonardo.catani@prometeia.com

Istruzione e tecnologia cambiano le scelte di consumo degli over 64; salute, alimentare e abitazione continueranno però a caratterizzare il paniere di spesa di una società più anziana

 

L’Italia è il Paese europeo caratterizzato dalla maggior incidenza di persone anziane (22%); l’invecchiamento della popolazione, secondo le recenti stime Istat, è destinato a caratterizzare il nostro Paese anche nel lungo periodo tanto che nel 2050 una persona su tre avrà oltre 65 anni.

Con il passaggio alla fase del ritiro dal lavoro, il reddito si contrae e si inizia a decumulare il risparmio personale; una società più anziana è quindi destinata a consumare di meno? Se si, in quale modo? Gli aspetti da tenere in considerazione sarebbero molti a cominciare dalla valutazione che gli anziani di domani non saranno uguali a quelli di oggi; i quarantenni odierni sono caratterizzati da preferenze e stili di vita differenti da quelle dei propri genitori e tali diversità influenzeranno il loro modo di consumare anche in futuro. 

 
Fig. 1 La spesa media mensile per tipologia familiare dal 2007 al 2015  - (2007=100)
Elaborazioni Prometeia su dati Istat
 

Dal 2007 i consumi degli anziani sono cresciuti più della media

Per iniziare a riflettere su questi temi abbiamo messo a confronto i comportamenti di spesa degli over 64 con quelli della fascia di popolazione adulta compresa fra i 35 e i 64 anni.

Negli anni dal 2007 ad oggi i livelli di consumo della fascia più anziana della popolazione sono cresciuti molto di più della media e hanno resistito meglio all’impatto della crisi.

In questo periodo la spesa media mensile [1] a valori correnti è diminuita del 5.6% mentre quella delle persone sole e delle coppie con almeno 65 anni è aumentata rispettivamente del 18% e del 10%.  
Il ritiro dal lavoro di coorti di lavoratori con occupazione più qualificate e con assegni mensili più elevati ha contribuito ad innalzare i livelli di consumo medio di questa fascia di popolazione.

Se infatti nel 2007 la spesa media di una famiglia con componenti over 64 era inferiore del 26% rispetto ad una con pari caratteristiche con età compresa fra i 35 e i 64 anni, nel 2015 tale differenza si è ridotta al 14%. Seppur in miglioramento quindi, il differenziale assoluto di spesa rimane negativo e una società più anziana, a parità di altre condizioni, sembra destinata a consumare di meno.

Per comprendere gli effetti sul paniere dei beni e servizi acquistati, abbiamo mappato per ogni categoria il livello differenziale di spesa fra anziani e adulti nel 2015 e il delta rispetto al 2007. L’etichetta dei quadranti comunica se i beni e servizi sono favoriti o meno dal processo di invecchiamento della popolazione; in alto a destra, ad esempio, troviamo i beni e servizi per i quali gli anziani spendono di più degli adulti e lo fanno in misura maggiore rispetto al passato.

 
Fig. 2 - Rapporto % fra spesa degli anziani (over64)  e spesa degli adulti fra i 35 e 64 anni di età 
Elaborazioni Prometeia su dati Istat
 

In aumento le spese per servizi sanitari e cultura

La spesa per servizi sanitari, già mediamente più elevata, è cresciuta ancora di più rispetto a quella degli adulti, nonostante gli anni di vita che si passano in buona salute dopo i 65 anni siano in costante aumento così come lo è la diffusione di pratiche sportive. Inflazione dei servizi sanitari superiore alla media e la riduzione della offerta di welfare pubblico sono gli elementi alla base di questa dinamica. 

Nel quadrante in alto a sinistra troviamo le categorie che più testimoniano il cambio di stile di vita che ha caratterizzato gli over 65 rispetto ai coetanei di qualche anno fa e che riflettono anche maggiori livelli di istruzione: sono aumentate infatti le spese per la cultura, soprattutto per visite a mostre e musei e quelle per comunicazioni, a testimonianza di una maggiore inclinazione all’uso delle tecnologie moderne.

Le spese per “alberghi e ristoranti” e per trasporti sembrano invece beneficiare solo marginalmente dell’aumento dei redditi e rimangono distanti dai livelli della fascia adulta della popolazione. 
L’analisi effettuata suggerisce come anche in futuro il maggior grado di istruzione, un’accresciuta propensione verso la vita attiva (attività sportiva, incontri sociali,…) e la diffusione tecnologica saranno fattori rilevanti nell’influenzare le modalità con le quali avrà luogo il processo di ricomposizione del paniere di spesa nella popolazione con età più avanzata; l’ordine di grandezza di tali mutamenti dipenderà però da molti elementi, in primis l’entità degli assegni pensionistici futuri erogati con il sistema contributivo. Tuttavia, i bisogni primari (salute, casa e alimentare) continueranno ad essere le voci primarie del budget degli over 64. 

 

[1] Elaborazioni su Indagine sulla spesa delle famiglie, Istat.