Commodity, Indice Prometeia stabile ad aprile

Commodity, Indice Prometeia stabile ad aprile

19 maggio 2017

stefano.sparacca@prometeia.com

Spiccano i ribassi generalizzati delle materie prime agricole

Imprese manifatturiere. Dopo sei rialzi consecutivi si è arrestato ad aprile il recupero dell’Indice Prometeia delle commodity industriali, sostanzialmente stabile in euro sui livelli di marzo, ma del 14% più elevato rispetto a quanto osservato nello stesso mese del 2016. Le dinamiche valutarie non hanno inciso sull’evoluzione dei costi di approvvigionamento delle imprese europee, con un cambio euro-dollaro invariato a quota 1.07. In aumento (+2.8%), invece, le quotazioni del petrolio, scambiato a 54 dollari al barile nella media del mese.

Andamenti ampiamente differenziati per i costi dei principali input dei comparti manifatturieri. In crescita l’indice del comparto moda (+2%, sostenuto dai rincari di lana e fibre sintetiche) e della filiera legno e carta (+1% in virtù dei moderati rincari di cellulosa e legname tropicale). Non si sono osservate variazioni di rilievo per i costi di approvvigionamento del comparto chimico (con i ribassi degli organici di base a neutralizzare gli effetti degli aumenti delle quotazioni della nafta). In calo, invece, l’indice della meccanica (-1% grazie soprattutto alla leggera discesa dei prezzi di acciai e rame).

Di intensità maggiore l’arretramento delle quotazioni delle commodity del comparto alimentare (-2% per l’indice). I ribassi hanno coinvolto gran parte degli input destinati a questo comparto. Le prospettive positive sui raccolti per la stagione in corso hanno determinato una discesa del 3% circa delle quotazioni del grano. In calo del 5.4% i prezzi della soia: anche in questo caso tale dinamica è riconducibile a un bilancio domanda/offerta privo di tensioni. Più lieve, invece, l’arretramento dei corsi del mais (-1% circa).

Cali diffusi anche sul fronte dei coloniali. I listini del cacao hanno perso il 5% rispetto a marzo, sulla scia di un trend ribassista in atto da metà 2016 e guidato dalle aspettative di una produzione record della Costa d’Avorio, il primo produttore mondiale. La caduta dell’11% delle quotazioni dello zucchero ha invece invertito il trend rialzista osservato nei mesi più recenti; dietro il declino dei prezzi, un indebolimento delle importazioni globali e una nuova revisione al rialzo delle stime dell’output brasiliano. Di entità più moderata, infine, la flessione dei corsi del caffè (-3.5%), in un mercato che si conferma comunque ampiamente rifornito.

 
Graf.1 Indici Prometeia dei prezzi in euro delle commodity
Media 200=100, dati mensili
Graf.2: Prezzi in euro – alimentare (var% apr17/mar17)
Prezzi in Euro (fonte: elaborazioni Prometeia su dati Datastream)