Btp Italia, domanda retail da record. La riscossa dei Bot-people?

22 maggio 2020

Vincenza Di Lorenzo, Alessio Iacopino

Sottoscrizioni superiori ai 22 miliardi di euro di cui 14 miliardi a investitori non istituzionali. Ecco cosa ha spinto le famiglie italiane a scegliere, adesso, questo strumento

 

Ottimo risultato la sedicesima edizione del Btp Italia, scadenza maggio 2026, dedicata a sostenere la sanità e la ripresa economica in risposta all’emergenza Covid-19. Con oltre 22 miliardi di euro nei quattro giorni di emissione (di cui tre dedicati alla clientela retail) è stato di poco superato il massimo storico di novembre 2013, quando il rendimento minimo garantito era però del 2,15%, ben superiore a quello offerto questa volta.

Il tasso minimo garantito dell’1,4%, unito all’indicizzazione all’inflazione italiana (indice FOI al netto dei tabacchi) e al raddoppio del premio di fedeltà allo 0,8%, ha sostenuto soprattutto la domanda retail, che con 14 miliardi ha rappresentato il 63% delle sottoscrizioni, il livello più alto nella storia di questa tipologia di emissioni (Fig. 1). 

In attesa dei dati definitivi del MEF - che diranno anche quanta parte è stata collocata attraverso il private banking, guidata quindi dall’offerta - il primo elemento che sembra aver spinto la raccolta è in effetti la redditività dello strumento che, con un rendimento complessivo leggermente superiore a quello “fair” di mercato per la scadenza a 5 anni, permette di impiegare l’elevata quota di liquidità detenuta nei conti correnti in uno strumento comunque facilmente liquidabile. 

 
Fig. 1 Btp Italia – Importo collocato per data dell’emissione
miliardi di euro
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati MEF.
 

Le condizioni sono state infatti particolarmente vantaggiose per la clientela: in tutti i precedenti collocamenti il tasso cedolare reale, corretto per tenere conto del premio fedeltà (pari al 4 per mille nelle emissioni dal 2012 al 2019), era inferiore a quello conseguibile acquistando un Btp ordinario di pari durata sul mercato. Per avere un rendimento effettivo in linea con quello di mercato erano necessari livelli di inflazione, a seconda del collocamento, tra lo 0,2 e l’1,6% (Fig. 2): condizione che non sempre si è verificata. 

Ex post si può quindi dire che non tutte le emissioni sono state in grado di fare meglio del Btp ordinario di pari durata. Nell’emissione attuale invece il tasso reale corretto per il premio fedeltà era già più elevato di quello dei corrispettivi Btp ordinari in circolazione al momento dell’emissione: si poteva solo guadagnare di più, specie in uno scenario in cui, dopo il 2020, le attese di inflazione sono sostenute dalla ripresa della domanda e dei prezzi delle materie prime. 

 
Fig. 2 Rendimento reale (compreso premio fedeltà) del Btp Italia e rendimento nominale di un titolo in circolazione di pari scadenza (rendimenti a scadenza) per emissione
valori percentuali
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati MEF e Refinitiv. Per l’ultima emissione, rendimento del Btp in scadenza il 15 maggio nella settimana precedente l’annuncio dell’emissione del Btp Italia; per le precedenti emissioni rendimenti a scadenza dei titoli di pari durata nel mese del collocamento del BTP Italia.
 

Ma a sostenere la domanda sono stati anche altri fattori congiunturali. Le caratteristiche odierne sono infatti simili a quelle dell’edizione del novembre 2018, che pure fu un flop. Allora l’Italia era sotto procedura europea di infrazione per debito eccessivo, mentre finora l’emergenza sanitaria da Covid-19 sembra aver aumentato, fisiologicamente, la fiducia verso le istituzioni (come evidenziato anche dall’ultimo rapporto Wealth Insights Prometeia-Ipsos, aprile 2020).

Inoltre, le condizioni ancora incerte sui mercati finanziari - con uscita (confermata dagli ultimi dati Assogestioni) dagli investimenti più rischiosi come quelli in fondi comuni, l’eventualità di una patrimoniale, i minori consumi in fase di lockdown hanno spinto le famiglie all’accumulo di liquidità, che già a marzo ha toccato livelli che di solito si registrano, per effetti di stagionalità, solo nell’ultimo mese dell’anno (Fig. 3). 

Il Btp Italia ha avuto senza dubbio il merito di riuscire a catturare parte di questa liquidità. Ma rimane comunque ancora una frazione molto piccola rispetto ai 1.445 miliardi di attività liquide rilevate dalla Banca d’Italia. Per dare un termine di paragone: dal 2012 ad oggi, dopo la discesa dei tassi, l’incremento della liquidità degli italiani è stato di oltre 260 miliardi di euro.

 
Fig. 3 Flussi delle famiglie in depositi 
miliardi di euro
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati BCE.
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