Banche, le nuove regole europee a sostegno del credito

Banche, le nuove regole europee a sostegno del credito

12 marzo 2019

Massimiliano Coluccia

Il "pacchetto bancario" favorisce l’erogazione del credito attraverso la riduzione degli assorbimenti patrimoniali richiesti dalla normativa prudenziale

 

La proposta di modifica del single rulebook, il “pacchetto bancario” promosso dalla Commissione Ue nel novembre 2016, è finalmente giunta alle fasi conclusive dopo oltre due anni di trattative [1].  

Con l’accordo raggiunto dall’Ecofin a inizio dicembre infatti si è concluso il Trilogo e a febbraio i testi sono stati approvati dal Comitato dei rappresentanti permanenti. Tra aprile e maggio, dopo l’approvazione finale di Parlamento e Consiglio europeo, è attesa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Era dal 2013, ovvero dall’implementazione delle regole di Basilea 3 sul capitale (CRR e CRD4), che la normativa di vigilanza europea non era interessata da un cambiamento così rilevante. La proposta non si limita ad inglobare alcuni standard tecnici internazionali (finalizzati dal Comitato di Basilea e dal Financial Stability Board) che dovevano essere recepiti nell’ordinamento comunitario, ma contiene anche delle disposizioni mirate a salvaguardare il principio di proporzionalità (ovvero l’applicazione delle norme in funzione della dimensione e della complessità operativa delle banche) e aumentare la capacità di prestito delle banche.

Il mandato ricevuto dalla Commissione imponeva infatti che le modifiche normative dovessero essere implementate “senza portare a un aumento complessivo dei requisiti patrimoniali, né danneggiare la capacità delle banche di finanziare l'economia reale, in particolare le piccole e medie imprese” [2].  Il “pacchetto bancario” sarà probabilmente ricordato come il primo intervento regolamentare post-crisi “espansivo”, dato che contiene numerosi emendamenti finalizzati a favorire l’erogazione del credito attraverso la riduzione degli assorbimenti patrimoniali richiesti dalla normativa prudenziale.

Quali sono le principali misure a sostegno del credito contenute nella modifica del CRR?

  • La conferma e l’estensione del supporting factor per le esposizioni verso le PMI è la norma più importante, quella da cui le banche italiane trarranno probabilmente maggiori benefici, data la struttura del sistema industriale nazionale. Attualmente il supporting factor consente di ottenere una riduzione dell’assorbimento di capitale per i finanziamenti erogati alle PMI (di importo inferiore a 1.5 milioni di euro) ed è applicato a prescindere dal metodo di ponderazione del rischio. La modifica al CRR amplia da 1.5 a 2.5 milioni di euro il valore dell’esposizione su cui applicare lo sconto e, per la quota di finanziamento eccedente 2.5 milioni di euro, prevede una ulteriore riduzione del risk weight pari al 15%. Da nostre stime su dati di esposizione al rischio di credito dei 9 gruppi significativi italiani che hanno partecipato al Transparency Exercise dell’EBA (dati al giugno 2018), riteniamo che questa misura possa portare un beneficio sul CET1 ratio in media superiore ai 30 punti base. 
  • Allo stesso principio del supporting factor per le PMI si ispira la riduzione del 25% agli assorbimenti patrimoniali richiesti per i finanziamenti destinati alla realizzazione di infrastrutture (che la banca classifica nei portafogli regolamentari “corporate” o “specialised lending”): l’obiettivo è la promozione di progetti che rispettino specifiche caratteristiche e riguardino esposizioni verso un soggetto creato ad hoc per finanziare o operare strutture fisiche o impianti, sistemi e reti che forniscono o sostengono servizi pubblici essenziali.
  • Un altro provvedimento di carattere espansivo riguarda i prestiti garantiti dalla cessione del quinto dello stipendio o della pensione (CQS e CQP) per i quali è prevista una riduzione dell’assorbimento di capitale dal 75% al 35% delle attività ponderate per il rischio (metodo standard). Il CQS è una forma di finanziamento che presenta livelli di rischiosità inferiori ad altre forme di credito al consumo, grazie al vincolo del quinto di stipendio per il pagamento della rata e la presenza di una polizza assicurativa obbligatoria. La norma presenta enormi potenzialità per il rilancio del comparto perché garantisce importanti risparmi di capitale per alcune banche specializzate e dovrebbe favorire l’aumento della concorrenza nel settore. 
 
Banche, le nuove regole europee a sostegno del credito
 
  • Una particolare attenzione è dedicata anche al fenomeno dell’evoluzione tecnologica perché gli investimenti in software, a differenza delle altre attività immateriali e dell’avviamento, non saranno dedotti dal capitale regolamentare. L’intento è rimuovere un assorbimento patrimoniale che potrebbe condizionare gli investimenti finalizzati alla trasformazione digitale del comparto bancario.
  • Tra le altre disposizioni “favorevoli” per le banche si segnalano poi le norme dirette a rafforzare la proporzionalità e ridurre i costi relativi agli obblighi di segnalazioni regolamentari e di informativa per le banche “piccole e meno complesse” (con totale attivo medio inferiore a 5 miliardi di euro nei quattro anni precedenti). Nei confronti di questi istituti l’EBA dovrà decidere una complessiva riduzione delle misure di reporting, in modo da garantire una flessione dei relativi costi tra il 10 e 20%.
  • Infine per le banche che adottano modelli interni per il calcolo degli RWA è introdotta una norma che sterilizza l’impatto delle cessioni massive di Npl sull’aggiornamento dei parametri di rischio. L’obiettivo è evitare che il calcolo dei requisiti patrimoniali delle esposizioni in default in portafoglio sia condizionato dalle vendite di Npl effettuate nel passato [3]. 

La maggior parte di queste riforme sarà applicata entro due anni dall’entrata in vigore del testo di legge (quindi da metà 2021), anche se sono previste eccezioni. Per esempio, la correzione dell’LGD sulle vendite massive di Npl sarà subito operativa. 

Dopo l’entrata in vigore delle modifiche al CRR comincerà un’intensa attività da parte dell’EBA, che nel prossimo quinquennio sarà chiamata a emettere oltre quaranta tra standard tecnici e linee guida, documenti necessari per implementare in modo uniforme le nuove disposizioni. Nel frattempo dopo le elezioni europee sul tavolo dei legislatori probabilmente arriverà un nuovo fascicolo: il recepimento di Basilea 4 (ovvero la finalizzazione delle riforme di Basilea 3) approvato dal Comitato di Basilea a dicembre 2017.

 
 
[1] Il Single Rulebook è composto da 4 testi di legge: CRR («Capital Requirements Regulation», n.575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento), CRD («Capital Requirements Directive», n.36/2013), BRRD («Bank Recovery and Resolution Directive», n.59/2013), SRMR («Single Resolution Mechanism Regulation», n.806/2014).
[2] Relazione Annuale sull’Unione Bancaria 2017
[3] La facoltà è concessa relativamente alle operazioni di cessione di NPL effettuate tra novembre 2016 e, presumibilmente, il 2022 e purché il piano di cessione riguardi almeno il 20% del portafoglio di crediti deteriorati.
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