Auto, l’estate riaccende le vendite

Auto, l’estate riaccende le vendite

19 settembre 2017

claudia.sensi@prometeia.com

Riprende, seppure con il freno a mano tirato, la fase di recupero degli acquisti di autovetture da parte delle famiglie italiane. I vincoli reddituali favoriscono il canale dell’usato

 

Dopo la battuta d’arresto dei mesi primaverili, la domanda di autovetture da parte degli italiani è tornata a crescere da giugno, beneficiando di un rinnovato clima di fiducia

 
 
Fig.1 - Acquisti di autovetture da parte delle famiglie e clima di fiducia
Fonti: elaborazioni Prometeia su dati Istat, Unrae e Aci
 

Nella figura 1 riportiamo l’andamento tendenziale degli acquisti totali di auto (si considerano i volumi complessivi di nuovo e usato, valorizzati a prezzi costanti) assieme all’indicatore Istat sulla fiducia dei consumatori; entrambe le serie mensili sono state depurate dai fattori stagionali. Dal grafico si evince la relazione tra i fenomeni negli ultimi mesi: tra le diverse componenti del clima di fiducia, quelle relative al clima economico e al clima futuro sono maggiormente correlate alla dinamica degli acquisti di vetture (correlazione prossima allo 0.9), come logico visto l’impatto rilevante della spesa sul bilancio famigliare.  

 
 
Fig. 2 - Acquisti di autovetture da parte delle famiglie: la congiuntura 2017
Fonti: elaborazioni Prometeia su dati Unrae e Aci
 

In calo le immatricolazioni, bene l'usato

La domanda quindi si mantiene positiva, ma gli effetti del rallentamento dei redditi e dell’accelerazione dell’inflazione si vedono sia nel ridimensionamento del ritmo di crescita rispetto al 2016 sia nella ricomposizione tra canali. Dall’analisi degli acquisti per canale a tutto agosto 2017 (fig. 2) emerge infatti il calo delle immatricolazioni di autovetture nuove, mentre l’usato aumenta il suo peso sulle vendite complessive a privati (70% in termini di numero di pezzi, 47% a valore, in crescita di due punti quota rispetto al 2016).  Si consideri che il prezzo d’acquisto medio sul mercato dell’usato è pari al 40% rispetto a quello del nuovo; tale mercato beneficia anche di una vivace offerta di modelli a “chilometri zero” e della diffusione del web, che rende sempre più facile per il consumatore superare il vincolo territoriale ed effettuare in autonomia la ricerca dell’occasione più adatta alle proprie esigenze.

L’inverno potrebbe raffreddare il mercato, se gli eventi elettorali impatteranno negativamente sul clima di fiducia degli italiani.