Le strade dell’auto “green” in Italia

24 marzo 2017

claudia.sensi@prometeia.com

Le vendite di vetture con alimentazione alternativa sono state altalenanti. Ma dal 2012 le ibride hanno innestato la quinta, crescendo ogni anno a doppia cifra

Elettriche, a metano, ibride.Il mercato automotive offre un’ampia offerta di vetture ad alimentazione “alternativa”, termine con le quali si indicano i veicoli più “green” rispetto a quelli più diffusi a benzina e diesel. Accanto alle alternative “tradizionali” (ovvero metano e gpl, che si sono sviluppate in Italia a partire dagli anni Ottanta) troviamo quelle più “innovative”, in cui rientrano le vetture ibride ed elettriche, che stanno sperimentando un rapido sviluppo negli anni recenti, sia sul mercato interno sia su quelli esteri.

Le auto ibride hanno fatto la loro comparsa a fine anni Novanta: il 1997 è l’anno di lancio della Toyota Prius in Giappone, nel 2000 ha debuttato all’estero. Tra le vetture alternative, quelle ibride rappresentano la soluzione di maggior successo in Italia e nel mondo. 

Guardando alle alternative “tradizionali”, si rileva che nel nostro paese sono presenti con una quota di mercato significativa ma sono poco rappresentate in Europa(fig. 1). A guidarne la diffusione in Italia nella prima parte degli anni Duemila sono state politiche congiunte da parte dei diversi attori del sistema: in prima battuta lo Stato, con incentivi all’acquisto e alla trasformazione di queste vetture in quanto meno inquinanti (anni 2009-2010 in particolare). 

Parallelamente sono aumentati i modelli offerti dalle case automobilistiche, con una particolare attenzione del produttore nazionale al segmento del metano, e la rete distributiva nazionale è divenuta più capillare. Ad oggi i punti di vendita di carburanti dotati di gpl sono circa 4mila in Italia, con una buona copertura dell’intero territorio nazionale, 1100 sono quelli di gas naturale, con una distribuzione più disomogenea nelle diverse regioni (più del 50% della rete è fatta da quattro regioni, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Marche, mentre la Sardegna non è servita). Appena varcati i confini nazionali, però, la situazione cambia radicalmente. A titolo di esempio, per il metano il paese più fornito è la Germania con quasi 900 distributori, la Francia ne conta invece poco più di 50. 

I dati recenti relativi al mercato interno mostrano, però, che le vendite di vetture a metano e gpl hanno subito rilevanti flessioni e perso quote di mercato (fig. 2). Ciò si è realizzato in un contesto in cui i prezzi della benzina e del gasolio sono decisamente scesi rispetto ai picchi del 2012-2013, riducendo la convenienza all’acquisto di queste auto, dato anche il costo maggiore rispetto a modelli analoghi benzina-diesel. Inoltre, negli anni recenti non sono state varate politiche di incentivo a vantaggio di questo tipo di alimentazioni. Diverso è stato il destino delle vetture elettriche e ibride, che, negli ultimi anni, hanno visto incrementi a doppia cifra delle vendite. Si è andata così a coprire una quota di mercato sulle nuove immatricolazioni superiore al 2%, che in previsione dovrebbe già superare quella del metano nel corso del 2017. 

Tra le “innovative”, come detto, sono le vetture ibride a dominare la scena, mentre le elettriche “pure” ancora risentono di limitazioni in termini di autonomia e problemi di ricarica, con una rete di colonnine di rifornimento ancora limitata. È in questo mercato, però, che si concentrano gli investimenti recenti, sia in tecnologia da parte delle case (con la progressiva riduzione del costi d’acquisto delle vetture, l’aumento dell’autonomia e il contenimento dei tempi di ricarica) sia in potenziamento della rete di rifornimento da parte degli operatori della distribuzione elettrica (Enel è il principale attore con il progetto Enel Drive, nell’ambito del quale gestisce oltre 700 colonnine di ricarica, concentrate soprattutto nei grandi centri urbani).

Il futuro delle auto “green”, in Italia come all’estero, ha dunque tutte le premesse per essere roseo e orientato alle vetture elettriche e ibride, che, secondo le previsioni, scaleranno quote sulle nuove immatricolazioni. Certo, per passare dal 2-3% delle vendite a quote più rilevanti la strada è ancora lunga, percorribile solo se si proseguirà con il potenziamento della rete di ricarica. Questo sarà un punto fondamentale per non rimanere indietro rispetto ai principali mercati europei, dove già oggi, ad eccezione della Spagna, il numero di nuove immatricolazioni di vetture elettriche e ibride è di gran lunga superiore (più che doppio in Germania e Regno Unito).

 
[Fig. 1] - Auto con alimentazioni alternative nei principali mercati europei: immatricolazioni 2016
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Acea
[Fig. 2] - Auto con alimentazioni alternative in Italia:
quota % su totale immatricolazioni
Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Unrae