Auto, il motore della ripresa perde giri nei primi mesi del 2017

16 giugno 2017

claudia.sensi@prometeia.com

La domanda di autovetture rallenta a causa dell'indebolimento del ciclo di sostituzione da parte dei privati

 

Segnali di rallentamento nella ripresa della domanda di autovetture in Italia nella prima parte del 2017. Il motivo è da imputare all’indebolimento del ciclo di sostituzione da parte dei privati. La composizione delle vendite di nuove autovetture nei primi cinque mesi 2017 si è modificata a vantaggio delle società, con un calo d’incidenza significativo della domanda delle famiglie.

Dopo l’ottimo biennio 2015-’16 in cui si sono recuperati 17 punti percentuali dei 54 persi tra il 2007 e il 2013 con la crisi, le immatricolazioni auto a famiglie hanno mostrato segni di cedimento. A tutto maggio le vendite di nuove auto a privati sono calate dell’1% circa, penalizzate da un rallentamento dei redditi rispetto al 2016, a causa della ripresa dell’inflazione, e da un clima di fiducia in calo. Nei prossimi mesi si prevede una domanda delle famiglie positiva ma in decisa attenuazione rispetto ai tassi di crescita del biennio precedente.

Il mercato sarà guidato, come accaduto in questo avvio d’anno, dalla domanda delle persone giuridiche, legata da un lato a un mercato del noleggio in stabile crescita (+13% a tutto maggio), grazie alle potenzialità sia del lungo periodo sia del rent a car (trainato da turismo e car sharing), dall’altro, e soprattutto, a una forte ripresa delle vendite a società (+37% nei cinque mesi).

Fig. 1 – Immatricolazioni di auto per utilizzatore in Italia (fonte: elaborazioni Prometeia su dati Unrae)
 

In questo comparto entrano sia gli acquisti diretti da parte delle imprese, stimolati dalle politiche di incentivo pubblico presenti già dal 2016 (Superammortamento in particolare), sia le immatricolazioni effettuate dai concessionari. Si tratta delle auto che vanno ad alimentare il parco delle cosiddette vetture a chilometro zero vendute poi dai concessionari sul mercato dell’usato. La ripresa di questo fenomeno, la cui incidenza era stata in calo quando la domanda delle famiglie era in recupero, segnala una nuova fase di incertezza per il mercato, che cerca di sopperire al rallentamento delle vendite di nuovo ai privati con il canale dell’usato a chilometro zero.

Un dato positivo, che contribuisce a completare il quadro e a confortare nell’idea che non si tratti di una battuta d’arresto per la domanda dei privati ma solo di un’attenuazione del recupero, viene dal mercato dell’usato, sul quale le vendite a privati sono stimate in crescita del 3% nei primi cinque mesi dell’anno.

 
Fig. 2 – Incidenza delle immatricolazioni a società (fonte: elaborazioni Prometeia su dati Unrae)