Andamento del Pil: attenzione al confronto Usa-Europa

5 maggio 2020

Lorena Vincenzi

Stati Uniti ed Europa presentano in modo diverso le stime del Pil trimestrale, ecco quali sono le differenze

 

La crisi mondiale scatenata dalla diffusione di Covid-19 ha causato una caduta profonda del Pil nel I trimestre 2020 in tutti i paesi industrializzati e in Cina, come non si vedevano dalla Seconda guerra mondiale.

Poiché Stati Uniti ed Europa presentano però in modo diverso le stime del Pil trimestrale, e i tassi di variazione ad esse associate, è utile richiamare queste differenze per essere sicuri di confrontare grandezze omogenee tra loro. 

Negli Usa il Bureau of Economic Analysis (BEA) costruisce la contabilità nazionale trimestrale con dati annualizzati: per il Pil, ogni trimestre riporta il livello della produzione realizzata nei tre mesi moltiplicata per quattro (annualizzata), come se l’economia mantenesse costante il livello di attività del trimestre in questione. Il valore annuo ricavabile dalla contabilità trimestrale quindi è calcolato come media dei trimestri. Nei documenti BEA relativi all’andamento trimestrale del Pil viene riportato il tasso di crescita trimestrale annualizzato (-4.8% nel Q1 2020), assimilabile a un tasso di crescita medio annuo se l’economia mantenesse per tutto l’anno la medesima velocità di crociera del trimestre. 

In Europa Eurostat e gli istituti di statistica dei singoli Paesi costruiscono la contabilità nazionale trimestrale facendo riferimento a quanto effettivamente rilevato nei tre mesi considerati: il valore annuo è quindi la somma dei dati trimestrali. Per facilitare l’analisi del ciclo economico, i dati trimestrali vengono anche forniti depurati dagli effetti stagionali e dal diverso numero di giorni lavorativi. Nei documenti degli istituti di statistica relativi all’andamento trimestrale del Pil viene riportato il tasso di variazione sul trimestre precedente (-3.8% il Pil dell’Eurozona nel Q1 2020), cioè la velocità di sviluppo da un trimestre all’altro.

È evidente, quindi, che il -4.8% del Pil Usa non è direttamente confrontabile con il -3.8% del Pil dell’area euro: il primo si riferisce a un ipotetico tasso di variazione annuo, il secondo a un incremento trimestre su trimestre. Non è quindi corretto desumere una caduta del Pil americano più profonda di quella del prodotto europeo. 

Il valore dell’incremento congiunturale del Pil Usa coerente con quello del Pil dell’Eurozona è -1.2%, ottenuto come la radice quarta del tasso di crescita annualizzato. Per il I trimestre si ricava quindi un quadro di caduta più mite negli Usa rispetto all’Europa, coerentemente con la diffusione ritardata del virus negli Stati Uniti. 

 
Fig. 1  Q1 2020 PIL reale (variazione percentuale sul trimestre precedente)
Fonte: uffici nazionali di statistica
Leggi tutti gli insight