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Rapporto Analisi dei Settori Industriali - aggiornamento luglio 2017

Il fatturato manifatturiero prosegue la corsa: +4.7% nei primi cinque mesi dell’anno

  • Nei primi cinque mesi del 2017 la crescita del manifatturiero prende slancio: il fatturato torna ai livelli del 2011 ma resta ancora di 9 punti percentuali inferiore al picco del 2008
  • ll rialzo dei prezzi e il ciclo delle scorte sostengono il balzo dei produttori di intermedi della Metallurgia e della Chimica
  • Crescita superiore alla media anche per Farmaceutica, Automobili e motocicli, Prodotti in metallo ed Elettrotecnica, grazie soprattutto alle buone performance dell’export
  • Bene la Meccanica, che unisce la spinta della domanda interna favorita dagli incentivi di Industria 4.0 a un export più brillante di quello tedesco
  • Seconda parte dell’anno ancora positiva, ma con qualche incertezza: la dinamica del fatturato risentirà di un minore apporto della componente prezzo e dei consumi interni ma beneficerà del maggiore sostegno degli investimenti.
 

Nei primi cinque mesi del 2017 la crescita del manifatturiero prende slancio: il fatturato torna ai livelli del 2011 ma resta ancora di 9 punti percentuali inferiore al picco del 2008

Nel periodo gennaio-maggio 2017 il fatturato dell’industria manifatturiera italiana ha proseguito lungo il percorso di recupero intrapreso alla fine dello scorso anno, grazie alla vivacità della domanda interna e al tanto atteso risveglio del canale estero. La crescita tendenziale del 4.7% (che risente anche del confronto con un debole inizio 2016) ha riportato il fatturato manifatturiero sui valori di maggio 2011, che restano tuttavia ancora di 9 punti percentuali inferiori al picco del 2008.

 

Prezzi in rialzo e ciclo scorte sostengono il balzo dei produttori di intermedi della metallurgia e della chimica

Il buon andamento del fatturato beneficia del risveglio dei prezzi, che hanno incorporato i rincari delle commodity (perlopiù energetiche e metallifere) registrati tra la seconda metà del 2016 e il primo trimestre di quest’anno. L’effetto inflativo è rilevante soprattutto per la Metallurgia, con una crescita dei prezzi che va dal 6.6% dei non ferrosi al 23% del comparto siderurgico, e per gli Intermedi chimici dove, tuttavia, l’incremento dei prezzi alla produzione è stato meno che proporzionale rispetto ai forti rincari dei corsi petroliferi. I due settori, in crescita a ritmi superiori alle attese, hanno beneficiato anche di un effetto indiretto sui volumi di vendita, derivante dalle tensioni sui prezzi: i clienti a valle, infatti, hanno aumentato i propri acquisti di input intermedi per cautelarsi da ulteriori nuovi rialzi dei listini.

 

Crescita superiore alla media per farmaceutica, automobili e motocicli, prodotti in metallo ed elettrotecnica, grazie soprattutto alle buone performance dell’export

Nella prima parte del 2017 la performance del manifatturiero italiano è stata sostenuta anche dalle vendite sui mercati esteri, che segnano un rimbalzo rispetto ai minimi di inizio 2016. Tra gennaio e aprile, la crescita dell’export italiano (+5.1% a valore, al netto della componente volatile dei prodotti petroliferi) è risultata superiore a quella registrata da Germania (4.2%) e Francia (+2.8%), anche se meno dinamica di quella di Spagna (+7.5%) e Polonia (+8.7%).

Tra i settori che più hanno beneficiato del contributo del canale estero, mettendo a segno una crescita del fatturato superiore alla media, si annoverano Farmaceutica (grazie al traino dei vaccini) e Automobili e Motocicli (dove il netto rimbalzo delle esportazioni di autoveicoli verso la Cina si aggiunge al sostegno proveniente dai flussi intra-firm con l’area NAFTA e la Polonia). Da segnalare, nello specifico, come nei primi quattro mesi dell’anno la performance di export della filiera automotive italiana (+10%) sia risultata nettamente più dinamica di quella francese (+5.9%), tedesca (0.5%) e spagnola (-1.2%) e simile, per ritmo di espansione, a quella polacca (+10.5%).

Il buon andamento delle esportazioni, grazie al risveglio della domanda proveniente dai mercati europei, è risultato premiante anche per il fatturato di Prodotti in metallo ed Elettrotecnica, che è cresciuto più della media manifatturiera. La componente inflativa, presente anche in questi settori, ha esercitato invece un ruolo di importanza secondaria. 

 

Bene la meccanica, che unisce la spinta della domanda interna favorita dagli incentivi di Industria 4.0 ad un export più brillante di quello tedesco

La Meccanica torna a collocarsi tra i settori a maggior potenziale del nostro manifatturiero. Fra gennaio e maggio 2017, la crescita del fatturato settoriale (+5.8% tendenziale) è stata sostenuta innanzitutto dalla componente interna (+9,5%), che ha beneficiato degli incentivi del Piano Industria 4.0. Questo ottimo risultato indica come la flessione tendenziale degli acquisti di macchinari e attrezzature registrata nel primo trimestre (secondo i dati Istat di Contabilità Nazionale) possa considerarsi un effetto temporaneo, derivante dall’incertezza circa il rinnovo del Superammortamento e dalla mancanza di chiarezza circa le norme applicative dell’Iperammortamento, ormai superata.

Al buon momento della domanda interna è andato sommandosi un andamento positivo delle vendite estere. Il traino dei mercati extra-Ue (principalmente Stati Uniti e Russia) ha consentito alle esportazioni di prodotti meccanici italiani di mettere a segno una crescita del 4.2% tra gennaio e aprile, più brillante di quella dei competitor tedeschi (+3.4%) e francesi (+1.9%).

 

Bene la meccanica, che unisce la spinta della domanda interna favorita dagli incentivi di Industria 4.0 ad un export più brillante di quello tedesco

Le attese per la seconda metà del 2017 sono orientate verso un cauto ottimismo. Gli indicatori anticipatori restano coerenti con uno scenario positivo. Il clima di fiducia della manifattura si mantiene sui valori più elevati degli ultimi sei anni e i dati sugli ordinativi continuano a mostrarsi in forte crescita, sia sul fronte interno sia, soprattutto, su quello estero. Tuttavia, il ritmo di sviluppo del manifatturiero potrebbe subire una attenuazione nei prossimi mesi. 

Ci aspettiamo, infatti, un rallentamento della crescita dei settori produttori di beni intermedi, complice il progressivo esaurirsi della componente inflativa e del ciclo di ricostituzione delle scorte, derivante da un allentamento delle tensioni sul fronte delle quotazioni delle principali commodity. 

I settori produttori di beni di consumo potranno, invece, contare sul contributo positivo delle esportazioni e degli acquisti legati ai flussi turistici ma si confronteranno con un andamento moderato della spesa delle famiglie italiane. 

La crescita dell’industria manifatturiera italiana sarà pertanto sostenuta, principalmente, dai settori produttori di beni d’investimento, che beneficeranno delle buone condizioni di domanda, sia sul mercato interno che su quelli internazionali.

 
 
Fig. 1 – Fatturato interno ed estero
(indici 2010=100, ciclo trend)
Fonte: elaborazioni su dati Istat
 
Fig. 2 – Fatturato totale per settore
(var. % tendenziale gen-mag 2017, prezzi correnti)
Fonte: elaborazioni su dati Istat
 
Fig. 3 – Esportazioni manifatturiere: confronto con i competitor europei
(var. % tendenziale gen-apr 2017)
Fonte: elaborazioni su dati COMEXT
 
Fig. 4 – Esportazioni italiane per settore
(var. % tendenziali gen-apr 2017, prezzi correnti)
Fonte: elaborazioni su dati Istat
 
Fig. 5 – Prezzi delle commodity 
(var. % congiunturali)
Fonte: Banca dati commodity, Prometeia
 
Fig. 6 – Clima di fiducia delle imprese manifatturiere
(dato grezzo e destagionalizzato)
Fonte: elaborazioni su dati Istat