L’economia italiana e mondiale nei prossimi decenni

26 novembre 2015

 

L’Italia, l’Europa, il mondo tra 40 anni. Prometeia ha celebrato il suo quarantesimo compleanno proiettandosi verso il futuro, con una giornata ricca di spunti sui grandi macrotrend economici, finanziari e tecnologici che domineranno i prossimi decenni, senza però dimenticare i grandi rivolgimenti geopolitici che rischiano di compromettere la fragile ripresa europea già nel breve termine.

 
 

A introdurre i lavori il Segretario Generale di Prometeia Associazione, Paolo Onofri, che ha ripercorso i quattro decenni di ricerca e previsione e ha poi tracciato il quadro economico globale, tra rallentamento dei mercati emergenti e del commercio mondiale e le difficoltà per l’Europa di trovare una voce sola.

 
 
 
 
 

A porre le grandi sfide per l’economia globale nel 21esimo secolo è stato il professore di Harvard Jeffrey Frankel: la globalizzazione continuerà nel lungo termine? La crescita dei mercati emergenti sarà ancora così rapida per tutti? Il rallentamento della Cina – inevitabile e cruciale – sarà più o meno brusco di come non appaia a fine 2015?

 
 
 
 
 
 

Nella tavola rotonda moderata da Alberto Giovannini, l’ex Presidente del Consiglio e della Commissione Ue Romano Prodi e Carlo Bastasin della Brookings Institution si sono poi confrontati sul perenne difficile momento dell’Europa, che proprio mentre prova a emergere da una lunga crisi economica, difetta sempre più di un comune disegno politico.

 
 
 
 

La seconda sessione della giornata è stata dedicata alle sfide dell’innovazione, in tutte le sue forme.

Uwe Cantner, professore all’Università di Jena, ha sottolineato in particolare le finestre di opportunità che si aprono in questa fase, anche per Paesi in ritardo come l’Italia.

 
 
 
 
 
 

A dare la visione delle imprese italiane su crescita e tecnologia, digitale in primis, ci hanno poi pensato l’amministratore di Poste Italiane Francesco Caio e il fondatore di H-FARM Riccardo Donadon, intervistati dal Presidente di Prometeia Angelo Tantazzi. Tra ritardi e complessità burocratiche, la vera sfida adesso è convogliare il cospicuo risparmio degli italiani verso le nuove frontiere dell’innovazione.

 
 
 
 

Per Paul Tucker, ex vice governatore della Bank of England e adesso ad Harvard, l’innovazione passa anche da una nuova architettura europea, che consenta un maggior trasferimento del rischio all’interno dell’unione monetaria: una vera capital market union, che risponderebbe anche agli interessi del Paese egemone dell’Eurozona, la Germania.

 
 
 
 
 

A concludere la giornata l’intervento del governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco “Tecnologie, imprese e lavoro: sfide per l’Italia nell’economia globale”. Le frontiere dell’innovazione stanno sempre più polarizzando il mondo del lavoro tra impieghi qualificati e tecnologici ed altri non ripetitivi ma non replicabili: una “forbice” con cui tutto il sistema Italia – dal welfare alle politiche attive del lavoro – dovrà fare i conti.