C’è una rotta fuori dai porti sicuri?

Quest’anno il nostro 9° Percorso di InFormazione si è svolto ad Amburgo, il più grande porto della Germania e il secondo in Europa. É un porto molto protetto situato nell’estuario del fiume Elba a 110 chilometri dal mare, posizione che ha permesso ad Amburgo di crescere costantemente fino a diventare nel secolo XIX una metropoli cosmopolita basata sul commercio globale e di essere oggi la seconda città della Germania. Quale migliore metafora per il nostro convegno, che ha voluto esplorare le rotte oggi possibili al di fuori dei porti sicuri, con tutte le difficoltà che pone l’uscita in mare aperto?

Come già dicevamo alla conclusione del Percorso di InFormazione del 2012, “Investire in un mondo senza risk free”, non è possibile oggi per un investitore non affrontare il rischio, anche il solo rischio di mercato, perché vorrebbe dire accettare rendimenti nulli o negativi in termini reali e quindi non assolvere al ruolo di investitore istituzionale.

Allargando poi lo sguardo all’intera evoluzione della crisi economico-finanziaria, che stiamo vivendo ormai dal lontano 2008, troviamo i diversi ostacoli che si sono succeduti via via lungo le tradizionali rotte seguite dagli investitori, anche lungo quelle ritenute più sicure: dalla crisi del credito e degli strumenti finanziari più complessi ad esso correlati, ai mercati dei titoli governativi, alla possibile bolla della liquidità che oggi influenza anche il mercato delle valute. Quali sono allora i rischi più probabili da affrontare nel prossimo futuro e come fronteggiarli, a partire dalla capacità di individuarli e di averne un rappresentazione metrica? Abbiamo imparato in questi anni che il processo di Asset Allocation strategica va arricchito di nuovi strumenti che aiutano a correlare gli obiettivi istituzionali con le ipotesi di assunzione del rischio e che sono costituiti da processi di misurazione del tipo ALM o LDI. Occorre però oggi fare un ulteriore passo in avanti, che consenta di tenere conto della molteplicità dei rischi che il nuovo ambiente finanziario ha reso più espliciti e soprattutto duraturi: rischi di mercato, di credito, di controparte, di liquidità, solo per citare i più importanti.

Non è più sufficiente la tradizionale analisi di portafoglio e delle opportunità di mercato basata sulla individuazione del rischio finanziario delle classi di attività: è necessario un nuovo “paio di occhiali” che permetta di integrare nel modello di valutazione le tipologie e dimensioni dei diversi rischi allo scopo di programmare e implementare nei portafogli le misure più opportune per gestirli.

L’analisi dei rischi diventa allora ancora più importante, ma deve diventare un processo da svolgere con continuità e con la maggiore consapevolezza possibile e deve costituire la bussola che aggiusta costantemente la navigazione in mare aperto, una volta individuata la rotta con il processo di Asset Allocation strategica.

Questo rilevante cambiamento nel processo di investimento coinvolge anche il ruolo dell’advisor, che ha il compito di individuare al meglio i nuovi rischi, di utilizzare gli strumenti adeguati per misurarli e di suggerire le possibili modalità operative per fronteggiarli con rapidità, in presenza della crescente velocità di cambiamento dei mercati. Questo sarà sempre di più il compito di Prometeia Advisor, che, come testimonieremo durante i lavori del Percorso di InFormazione di Amburgo, mette a disposizione tutte le sue competenze, analisi e strumenti per accompagnare in questa difficile fase di mercato gli investitori e le loro strutture decisionali, ai quali e richiesta inevitabilmente una presa di responsabilità sempre più diretta e tempestiva.

Per sottolineare i contenuti che ci sembrano più rilevanti ai fini di queste riflessioni, il programma dei lavori del 9° Percorso di InFormazione è iniziato con due interventi di Prometeia volti a tracciare lo scenario dei rischi: come essi si possono generare e distribuire nello scenario macroeconomico globale e in che modo si possono trasferire sui principali mercati obbligazionari, che oggi, più degli altri, potrebbero subire i contraccolpi di un mutamento delle politiche monetarie.

I lavori sono poi proseguiti con i contributi dell’industria finanziaria, che ha proposto ulteriori riflessioni al riguardo, esplorando, ogni relatore in base alle proprie specificità, l’evoluzione attesa dei rischi e le possibili opportunità, stimolando il dialogo e il dibattito con gli investitori presenti, che anche quest’anno sono stati numerosi.

Nel numero speciale di Anteo, come di consueto, sono disponibili gli abstract degli interventi dell'industria finanziaria, che ci auguriamo costituiscano un'utile sintesi per i partecipanti, ma anche un contributo all’approfondimento per i lettori che non sono stati con noi.