L'innovazione finanziaria tra fondamentali e nuove regole: opportunità e rischi per l'investitore di lungo periodo

Opportunità e rischi per l'investitore di lungo periodo

Ci siamo lasciati sul mare di Antalya, provando a rispondere all’interrogativo se in tema di investimenti non occorresse fare un passo indietro, ritornare al passato. Un anno più tardi possiamo dire che ha prevalso la richiesta di semplicità, trasparenza e finalizzazione degli investimenti, ma più nel veicolo che nelle forme di rischio ad esso sottostanti: emblematico, in tal senso, l’evoluzione dei prodotti di replica da semplici ETF a prodotti algoritmici e strutturati, ed il rapido sviluppo degli UCITS con sottostanti strategie hedge.

Ci ritroviamo ad Amsterdam, patria della prima borsa valori della storia e ancor oggi uno dei più importanti centri di gestione di patrimoni istituzionali, per aggiungere due ulteriori elementi di contesto alla riflessione sul ruolo dell’innovazione finanziaria: i fondamentali macro e microeconomici e l’evolversi del contesto normativo (globale, comunitario e nazionale).

Riguardo ai fondamentali, ancora nel pieno della crisi del deleverage, endogena al sistema, lo scorrere degli eventi ci ha portato due importanti shocks tipicamente esogeni: la catastrofe naturale (il terre/maremoto giapponese, con i suoi impatti sulla filiera produttiva e sulle politiche energetiche future) e l’evento geo-politico (i moti nel mondo arabo, le cui conseguenze ancora sono tutt’altro che acclarate).

Le nuove regole riguardano in primis il sistema bancario, per evitare nuove insolvenze a cui nessuno Stato potrà nel prossimo futuro porre rimedio, ma anche altri intermediari finanziari, quali le assicurazioni, gli hedge funds, i fondi immobiliari,…i consulenti finanziari (recepimento della MiFID e sua revisione in corso).

Anche gli investitori istituzionali italiani sono o saranno presto oggetto di nuove regolamentazioni, con particolare riferimento agli investimenti:

 
  1. le Casse di Previdenza già sono state oggetto di una Direttiva interministeriale, focalizzata sull’immobiliare, ma con un importante indicazione nel senso della gestione integrata di attivi e passivi (ALM). L’Associazione di categoria (AdEPP) sta poi promuovendo un virtuoso tentativo di autoregolamentazione in materia di investimenti, da sottoporre ai Ministeri vigilanti una volta raggiunto il consenso interno;
  2. si attende entro l’anno la consultazione sul testo del nuovo Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che andrà a ridefinire i limiti agli investimenti dei Fondi Pensione complementari, “pensionando“ l’ormai datato DM 703/96, auspicabilmente nella direzione di una più ampia libertà di investimento, a fronte di più adeguati presidi organizzativi volti a misurare e gestire le varie forme di rischio che verranno inserite nei portafogli per aumentarne la diversificazione;
  3. anche per le Fondazioni si prospetta un percorso di autoregolamentazione in materia di investimenti, promosso dall’Associazione di categoria (ACRI) in vista del suo importante compleanno nel 2012. Il forte ritorno a portafogli molto concentrati sulla banca di riferimento, sovente con il ricorso ad una leva finanziaria mai sperimentata prima, rende auspicabile una maggiore uniformità di politiche di gestione e rendicontazione, a beneficio di tutti gli stakeholders.

L’innovazione finanziaria, spesso richiamata come una delle principali cause della crisi finanziaria, non ha interessato solo i prodotti ma anche le strategie e i processi di gestione, dove il peso della tecnologia ricopre un ruolo sempre più marcato rispetto al capitale umano. I trading systems sono ormai predominanti nelle negoziazioni sui principali mercati finanziari e le gestioni quantitative tendono a prevalere su quelle discrezionali.

In questo contesto, gli investitori di lungo periodo non si trovano certamente a loro agio, ed evidenziano difficoltà crescenti nel confermare il loro tradizionale approccio di scelta degli investimenti sulla base dei soli fondamentali. Per loro paiono quindi prospettarsi, nel breve periodo, meno opportunità e più sacrifici, che auspicabilmente saranno ripagati nel lungo periodo con ritorni reali più sostenibili e meno volatili.

Il programma dei lavori del 7° percorso di informazione è stato piuttosto intenso.

L’incipit come sempre è stato a cura di Prometeia, per fornire ai partecipanti al percorso spunti di riflessione sullo scenario macroecomico e sui mercati finanziari. L’ampio e stimolante tema di quest’anno è stato poi trattato da un panel rappresentativo dell’industria finanziaria, nelle sue diverse anime (asset management, investment banking, hedge fund e private equity).

Gli abstracts degli interventi costituiscono, come di consueto, il contenuto del numero speciale di Anteo, utile memorandum per chi partecipa e speriamo stimolante approfondimento per gli altri affezionati lettori del nostro magazine.