Investimenti alternativi: core o satellite?

Quando abbiamo cominciato, nell’ormai lontano 2005, l’obiettivo di riunire Fondazioni ed Investitori Previdenziali per favorire la conoscenze, il dialogo ed il comune approfondimento ci sembrava molto sensato, ma altrettanto ostico e con risultati imprevedibili.

Possiamo dire di avere vinto questa scommessa, e lo diciamo con grande soddisfazione, visto il grande impegno che mettiamo, ogni anno sempre di più, nell’organizzazione di questo evento, ormai diventato di assoluto riferimento in Italia.

A Santander, la location 2008 del Quarto Percorso di inFORMAZIONE, erano quasi 40 gli Investitori rappresentati e, assecondando diverse richieste in tal senso che ci erano pervenute gli anni scorsi, ci è sembrato giusto dare loro più tempo per approfondire i temi trattati e per fare sentire la loro voce nelle sessioni di dibattito e nelle tavole rotonde.

Una delle principali differenze rispetto agli scorsi anni è che tutti arriveranno al consueto appuntamento di fine maggio piuttosto appesantiti da quasi un anno di crisi finanziaria sistemica, probabilmente la più grave da quando esistono i mercati finanziari moderni. Il tarlo della crisi, certamente alimentato da errori ed eccessi degli anni passati, è stato infatti capace di insinuarsi nei meandri vitali che determinano l’esistenza stessa dei mercati: la fiducia tra gli operatori, lo scambio della liquidità, la significatività dei prezzi di mercato.

Gli Investitori Istituzionali non potevano non risentire di questa crisi, pur certamente più protetti rispetto alle masse dei risparmiatori in balia delle politiche industriali degli intermediari finanziari.

Hanno reagito finora in maniera razionale, prendendo beneficio abbondantemente dell’ottima remunerazione che ora viene offerta agli strumenti di liquidità, senza però farsi prendere dal panico e rimettere in discussione strategie di investimento ormai consolidate, negli Organi Decisionali e nell’operatività quotidiana degli Uffici. Certamente le “nuove armonie” che si era cercato negli anni scorsi di far risuonare, facendo convergere le “prospettive parallele” di investitori e intermediari “attraverso il rendimento assoluto”, appaiono oggi distoniche, se non addirittura cacofoniche. Le gestioni a rendimento assoluto, infatti, sono state le più colpite da questa crisi, con conseguenze in alcuni casi (fortunatamente pochi!) davvero devastanti: perdite a doppia cifra, sospensione del calcolo del NAV e chiusura di fondi aperti, induzione al panico degli investitori da parte degli stessi gestori…

Che cosa non ha funzionato? Quali insegnamenti possiamo e dobbiamo trarre da quanto accaduto?

Proprio di questo ci siamo occupati quest’anno a Santander, soffermandoci su un tema (“Investimenti Alternativi: Core o Satellite?”) che può sembrare simile a quello del 2007, ma che in realtà vuole fare riflettere tutti i presenti sulle variegate forme di rischio che l’innovazione finanziaria ha aggiunto nel tempo al classico rischio di mercato (la volatilità), base della teoria del portafoglio e di tutti gli indicatori utilizzati nel risk management (VaR in primis).

I gestori dovranno quindi riflettere su metodologie, processi e strumenti di investimento, al fine di restituire coerenza tra liquidabilità dei veicoli di investimento per i sottoscrittori e liquidità sul mercato degli asset sottostanti.

Agli investitori è invece richiesto lo sforzo di recuperare coerenza tra orizzonte temporale del loro investimento (effettivo, non così per dire!) e strumento finanziario utilizzato per realizzarlo, onde evitare inutili turbamenti d’animo nell’osservare frequentemente i prezzi ed incomprensioni anche spiacevoli con intermediari finanziari vari e … advisor.

Nel numero speciale di Anteo riportiamo una sintesi degli interventi , in modo tale che anche coloro che non sono potuti essere con noi possano partecipare indirettamente ai lavori congressuali.