Commodity, a febbraio Indice Prometeia +2%

20 marzo 2017

federico.ferrari@prometeia.com

I forti rincari delle materie prime tessili (lana e fibre sintetiche soprattutto) incidono sui costi di approvvigionamento del comparto moda: +5% in euro su gennaio

Quinto rialzo consecutivo dei prezzi delle materie prime acquistate dalle imprese italiane a febbraio: l’indice in euro è cresciuto del 2% rispetto a gennaio, 15 punti percentuali in più rispetto a 12 mesi fa. Tra i comparti più penalizzati dai recenti rincari dei prezzi delle commodity ci sono la Chimica e la Moda, con costi di approvvigionamento in crescita, rispettivamente, del 4 e 5%, rispetto a gennaio. 

Di entità relativamente più contenuta (+2%) l’apprezzamento, nello stesso periodo, del paniere di materie prime della Meccanica. Brent stabile sui 53 euro al barile. Il trend di apprezzamento della valuta europea in atto dalla seconda metà di dicembre, proseguito per tutto gennaio, ha lasciato spazio a un andamento di segno opposto a febbraio; in media mensile non si segnalano comunque variazioni di rilievo, con il dollaro scambiato in zona 1.06 euro, livello simile a quanto osservato nel primo mese del 2017.

Il comparto più penalizzato dall’andamento dei prezzi delle commodity a febbraio è la Moda, con rincari estesi alle quotazioni di quasi tutte le materie prime di riferimento. Gli apprezzamenti più intensi si sono materializzati sulla lana (+8% rispetto a gennaio) che continua a risentire della scarsità di offerta, in particolare delle varietà più pregiate. Rincari si sono osservati anche sulle fibre sintetiche (+5% circa) e, in misura relativamente più contenuta, su cotone e pelli. 

 
Fig. 1 - Indici Prometeia dei prezzi in euro delle commodity
Media 2010=100, dati mensili
Fig. 2 - Prezzi in euro – moda (var. % feb17/gen16)
Prezzi in Euro
 

Fonte: elaborazioni Prometeia su dati Datastream