L’inarrestabile corsa del web

16 marzo 2017

patrizia.dicicco@prometeia.com

L’inasprimento delle tensioni competitive, conseguente allo sviluppo dell’online, renderà cruciale per i distributori al dettaglio accelerare sulla digitalizzazione, per salvaguardare le performance di crescita e redditività

Nell’ultimo quinquennio le imprese operanti nell’e-commerce hanno sperimentato un netto rafforzamento del fatturato, con tassi di crescita più che doppi rispetto alle imprese del dettaglio di beni di consumo, intercettando nuovi comportamenti di acquisto delle famiglie e cavalcando l’onda della rivoluzione digitale (Fig.1). Il crescente dinamismo del commercio online ha tratto impulso dalla convenienza di prezzo, che ha avvicinato progressivamente gli italiani al web, in particolare negli anni di crisi dei redditi, e dal miglioramento della dotazione tecnologica delle famiglie e dalla maggiore propensione a fare acquisti online.

Nel 2016 in base all’indagine Istat “Cittadini, imprese e ICT”, il 69% delle famiglie dispone di un accesso Internet da casa (era il 43% nel 2010) e il 67% ha una connessione a banda larga, percentuale triplicata nell’ultimo quinquennio, grazie al rilevante sviluppo delle tecnologie mobile. 

Dati medi, tuttavia, che sintetizzano elevate differenze a livello territoriale e tra famiglie, riflesso di fattori generazionali, culturali e sociali. Le famiglie più connesse sono quelle con almeno un minorenne (il 92% ha una connessione a banda larga oppure combinazioni di fisso e mobile), mentre fra quelle composte esclusivamente da anziani solo 1 su 5 ha una connessione a banda larga. 

Nonostante i progressi, restano tuttavia ampi i margini di sviluppo per la diffusione e l’utilizzo del web in Italia. Letti al contrario, infatti, i dati parlano di oltre il 30% delle famiglie italiane che non dispone di accesso Internet da casa, nella maggior parte dei casi per mancanza di competenze, motivo preponderante per le famiglie di soli anziani, mentre 1 famiglia su 4 non considera il web uno strumento utile e interessante; seguono motivazioni economiche legate ai costi elevati e l’accesso a Internet da un altro luogo, prevalenti per le famiglie con almeno un minorenne. 

Nonostante lo sviluppo degli ultimi anni, tuttavia, in Italia l’online riveste un ruolo ancora marginale rispetto alle principali economie europee. Il gap appare rilevante se si considera l’incidenza dell’e-commerce sul complesso delle vendite retail, che nel 2016 in Italia rappresentava il 5% delle vendite, tre volte di meno rispetto a Regno Unito e Germania [1].

Con questo divario da colmare e dati gli obiettivi del programma Europa 2020 (che punta allo sviluppo della banda larga e delle vendite online),in Italia l’e-commerce è destinato a svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni. Le prospettive sono, infatti, di un rafforzamento della crescita [2], riflesso del consolidamento delle strategie dei grandi player internazionali e dell’entrata di operatori tradizionali (produttori e distributori) che stanno adottando modelli omni-channel, integrando l’e-commerce con i format di vendita fisici e conseguente ampliamento e diversificazione dell’offerta, in particolare per nicchie di mercato come Arredamento e Grocery, e per i prodotti moda.

In un contesto di crescente competizione, conseguente allo sviluppo dell’e-commerce, sarà quindi cruciale per le imprese della distribuzione al dettaglio accelerare sulla digitalizzazione, per intercettare le nuove modalità di acquisto dei consumatori e salvaguardare i risultati di crescita e di redditività, in lieve miglioramento rispetto ai minimi. 

Le maggiori difficoltà saranno per gli operatori di piccole dimensioni, con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro, che stentano a intercettare gli spunti di ripresa dei consumi delle famiglie e nel 2015 non sono riuscite a recuperare i livelli di redditività del passato.

Fig. 1 - Fatturato
(variazione percentuale a prezzi correnti)
Club Consumo Prometeia – Marzo 2017
Fig.2 - Distribuzione al dettaglio -  fatturato e Roi per dimensione
(2015 vs media 2007-’14)
Club Consumo Prometeia – Marzo 2017
 

[1] Retail Research e Netcomm
[2] Osservatorioe-commerce B2C, Netcomm-Polimi
 

Questo articolo è estratto Club Consumo di marzo 2017. Per maggiori informazioni vai qui.